rotate-mobile
Giovedì, 22 Febbraio 2024
Lavoro-vita privata

"Ferie illimitate", cosa sono e quali aziende le offrono in Italia

Mentre negli Stati Uniti il 4% delle aziende concede "ferie illimitate" ai propri dipendenti, in Italia i casi si contano sulle dita di una mano

C’è una rivoluzione in corso nel mondo del lavoro scaturita dalla necessità dei lavoratori di aumentare il proprio benessere, con il fattore 'tempo' sempre più determinante. Se prima erano le aziende a dettare legge su orari e luoghi di lavoro, ora sono i dipendenti ad imporre un nuovo modello lavorativo, forzando il vecchio schema con il fenomeno delle "grandi dimissioni". Gli Stati Uniti hanno compiuto passi da gigante in questa direzione, arrivando persino a rendere illimitato il periodo di ferie per i dipendenti pur di evitare la fuga dei talenti. Che cosa sono e come funzionano le "ferie illimitate"? Ci sono aziende che le offrono anche in Italia? Andiamo per ordine.

Il fenomeno delle "grandi dimissioni"

Il Covid ha dato vita ad un nuovo modo di lavorare, sdoganando lo smart working un po' in tutto il mondo. Da quel momento in poi è stato difficile tornare indietro e così sempre più persone hanno deciso di dare le dimissioni per cercare una soluzione che gli permettesse di conciliare meglio il lavoro con la vita privata.

Il fenomeno delle “grandi dimissioni”, nato negli Stati Uniti, si è diffuso anche in Europa, Italia compresa. Secondo i dati diffusi dal ministero del Lavoro, nei primi nove mesi del 2022 le dimissioni sono state 1 milione e 660mila, il 22% in più rispetto al 2021. Perché così tante persone decidono di licenziarsi? Perché non sono più soddisfatte del lavoro che fanno, ambiscono a fare carriera e a percepire stipendi più alti, ma anche perché cercano condizioni lavorative migliori che consentano loro di fare una vita meno stressante.

Fuga dal lavoro: perché (anche in Italia) molti lavoratori si stanno licenziando

Ferie illimitate: cosa sono

Il Covid ha cambiato i paradigmi del lavoro spingendo sempre più persone (soprattutto giovani) verso lavori che possono essere svolti a distanza, in modalità agile piuttosto che da remoto. La ricerca non si limita allo smart working, contempla anche una flessibilità negli orari e nei giorni di lavoro. Questo perché ci si è resi conto che il benessere personale viene prima di tutto, ma anche perché il costo della vita nei centri urbani (dove sono concentrati gli uffici) è diventato troppo alto.

E così le aziende private si riorganizzano per evitare le fughe di massa dei talenti, offrendo soluzioni di lavoro sempre più allettanti, come lo smart working per un massimo di 60 giorni l’anno per trasferirsi in un qualunque posto nel mondo in cui vivere e lavorare (come nel caso di Reuters) oppure le ferie illimitate (come nel caso di Microsoft, che ha concesso anche lo smart working illimitato). Il colosso dell'informatica ha comunicato ai propri dipendenti statunitensi che dal 16 gennaio in poi potranno usufruire di "ferie illimitate", un piano di "Discretionary Time Off" (Dto), di "tempo libero discrezionale" da dedicare alla propria vita. Cosa vuol dire? Che se si superano i giorni ferie stabiliti da contratto non ci saranno trattenute sullo stipendio . "Il modo, il tempo e il luogo in cui svolgiamo il nostro lavoro sono cambiati radicalmente - si legge nella mail inviata dal capo delle risorse umane, Kathleen Hogan, ai dipendenti -. E mano mano che ci siamo trasformati, modernizzare la nostra policy in tema di vacanze verso un modello più flessibile è stato un passaggio naturale".

Microsoft, come funzionano le ferie illimitate ai dipendenti

Scendendo nel dettaglio notiamo che non è oro tutto quello che luccica. Microsoft offre ai propri dipendenti statunitensi un pacchetto base di dieci giorni di congedi, permessi per malattia e salute mentale, per lutto e "jury duty" (servizi da giurato) ed altri casi eccezionali. A questi si aggiungono le chiusure aziendali che solitamente valgono per tutti. E poi ci sono gli ormai famosi permessi illimitati pagati, da fruire in base a come ci si organizza il lavoro. Previsto anche un bonus per le ferie accumulate e non godute, con un compenso extra una tantum in arrivo ad aprile. Questa policy si applica solo ai dipendenti statunitensi visto che per questioni burocratiche e legali è difficile estenderla anche a coloro che lavorano fuori degli Stati Uniti.

Appare evidente a tutti che la nuova policy sulle ferie di Microsoft risulta essere vantaggiosa non solo per i dipendenti ma anche per l’azienda. Calcolando solo 10 giorni di ferie l’anno si avranno meno ferie non godute da liquidare ai dipendenti nel caso in cui vengano licenziati o si licenzino, oltre ad un minor lavoro di tipo amministrativo da svolgere. Alcuni temono addirittura che questa nuova policy possa portare ad un minor utilizzo di giorni di ferie rispetto al passato (visto il bonus), ma Microsoft ha assicurato che vigilerà per garantire un minimo di ferie uguale per tutti.

Lavorare meno guadagnando lo stesso stipendio: la settimana corta è un successo

Lavoro-vita privata, a che punto siamo in Italia

Il primo ad adottare la policy delle ferie illimitate fu l’imprenditore britannico Richard Branson, fondatore della Virgin Gruop, che nel lontano 2014 annunciò questa importante novità. Ma questo modello lavorativo è davvero sostenibile? Diversi studi hanno dimostrato che lo smart working (e più in generale la soddisfazione dei lavoratori), aumenta la produttività. Ne sono convinte anche Oracle, LinkedIn, Netflix, Goldman Sachs e Salesforce, aziende americane che hanno adottato modelli simili a quello di Microsoft sulle ferie illimitate. Questo perché i dipendenti non lavorano più ad ore ma ad obiettivi e se è vero che i lavoratori possono scegliere quando e quanto assentarsi dal lavoro, è pur vero che devono rispettare delle scadenze. Così ognuno può organizzarsi il lavoro come meglio crede, lasciando spazio anche alla vita privata. Per non parlare poi dei vantaggi economici e amministrativi per le aziende di cui abbiamo parlato sopra.

Non tutti però sono pronti a modernizzarsi sul fronte del lavoro. In Italia, ad esempio, lo smart working (nonostante il suo ampio utilizzo durante la pandemia) fa ancora fatica a prendere piede. Per il momento nel nostro Paese si parla solo di lavoro ibrido, con alcuni giorni in presenza e altri da remoto. In alcuni casi è stata applicata persino la settimana corta, ma ci sono anche realtà dove si è tornati totalmente indietro, nella stessa situazione lavorativa pre-pandemia. I pionieri però non mancano.

Lo smart working cambia: cosa succede da gennaio 2023

Ferie illimitate, i (rarissimi) casi in Italia

Se negli Stati Uniti nel 2021 le aziende che prevedevano piani di ferie illimitate erano circa il 4%, in Italia si contano sulle dita di una mano. Tra queste il Gruppo OneDay, quello delle società ScuolaZoo, WeRoad e House of Talent, che ha adottato la policy delle ferie annuali illimitate e completamente pagate da gennaio del 2022. Poi a marzo è stata la volta di Seedble, società di consulenza manageriale. Tra le primissime aziende italiane che hanno introdotto la policy delle ferie illimitate c’è anche Velvet Media, azienda veneta di marketing che conta 150 dipendenti. A giugno del 2022 ha cancellato gli orari di lavoro e ha offerto ferie illimitate ai propri dipendenti. Non a caso "Think different" è il suo motto.

Continua a leggere su Today.it

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ferie illimitate", cosa sono e quali aziende le offrono in Italia

Today è in caricamento