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Venerdì, 1 Marzo 2024
Borsa di Milano

Moratti e Della Valle, weekend col botto: cosa cambia (spiegato facile) per Saras e Tod's

Due operazioni in contemporanea su due società quotate a Milano, che priveranno la borsa di due titoli celebri sul listino del capoluogo lombardo se andranno in porto

Quello appena concluso è stato un fine settimana straordinario per la borsa valori di Milano. A listini chiusi, infatti, sono arrivati due annunci pesanti: il primo in ordine di tempo riguarda Tod’s e a seguire è stato il turno di Saras con le famiglie Della Valle e Moratti protagoniste in due modi distinti. Andiamo per ordine.

Opa da 512 milioni per Della Valle e Tod's

Lvmh, il colosso mondiale della moda famoso per il brand Louis Vuitton, ha deciso di affiancare la famiglia Della Valle nel riassetto del gruppo calzaturiero con un’offerta pubblica di acquisto (opa) sulla totalità delle azioni Tod’s quotate a Piazza Affari. A muoversi materialmente sarà il fondo L Catterton, un fondo di private equity americano del quale il gruppo francese ha il controllo e che ha deciso di offrire 43 euro per ogni azione della società marchigiana. Ovvero quasi il 18% in più dell’ultimo prezzo di borsa fatto segnare venerdì 9 febbraio. Un prezzo che rappresenta il massimo di quanto l’azione ha raggiunto nell’ultimo anno e mezzo, ma che è distante dagli oltre 60 euro toccati a metà del 2021. L’investimento previsto per acquistare tutte le azioni oggetto dell’opa è 512 milioni di euro.

La famiglia italiana, guidata dal Diego Della Valle, non perderà però il controllo della società che ha fondato. Il meccanismo prevede infatti che al termine dell’operazione i Della Valle manterranno il 54% delle quote, alla società veicolo Crown Bidco (L Catterton) andrà il 36% e alla società Delphine il 10 per cento. Quest’ultima è diretta espressione di Bernald Arnault di Lvmh che qualche anno fa era già entrata nel capitale della società marchigiana, favorendo poi l’ingresso in consiglio d’amministrazione di Chiara Ferragni. I Della Valle manterranno la maggioranza perché conferiranno all’offerente solo il 10,45% delle azioni in loro possesso, che sono pari a oltre il 64% del capitale in questo momento.

E’ la seconda volta che i Della Valle provano a ritirare dalla Borsa Tod’s con un’opa appoggiata da Lvmh. Nel 2022 erano stati offerti 40 euro per azione ma il mercato non aveva apprezzato e l’operazione era stata poi ritirata. Adesso si offrono 43 euro e si attendono novità sul reale apprezzamento del mercato per questa cifra, soprattutto dopo che la società ha presentato risultati incoraggianti per l’esercizio 2023 chiuso con ricavi per oltre 1,1 miliardi di euro.

Per i Moratti 650 milioni dalla vendita a Vitol (ma il governo può intervenire)

Poco dopo l’annuncio di Tod’s è arrivato quello dei Moratti e Saras. Dopo qualche giorno di rumours che si rincorrevano sull’interesse del colosso del trading petrolifero svizzero-olandese Vitol per la società italiana, è arrivata la conferma ufficiale. La famiglia Moratti ha annunciato il disimpegno totale dal settore della raffinazione del petrolio accettando di cedere il 35% delle quote suddivise tra Massimo Moratti e Angelo e Gabriele Moratti - eredi dello scomparso Gian Marco -, che in totale hanno il 40% della società. Il 5% che manca è stato già virtualmente ceduto da Angelo Moratti attraverso una operazione già montata e potrebbe essere acquistato dalla stessa Vitol acquisendo prodotti derivati.

A spingere per la cessione, raccontano le cronache, sarebbero stati proprio i due figli dell’ex presidente di Saras, che non avrebbero interesse a gestire un’attività così complessa costruita 62 anni fa a Sarroch vicino Cagliari e diventata nei decenni il punto di riferimento in tutto il bacino del Mediterraneo per la raffinazione del petrolio. Ora la palla passerà al governo che dovrà decidere se attivare la golden power in considerazione della particolare attività dell’azienda.

In ogni modo Moratti cederanno il 35% delle loro quote a 1,75 euro per azione, un prezzo inferiore all’ultimo valore di borsa fatto toccare venerdì 9 febbraio e pari a 1,79 euro. Ma che aveva sfiorato anche i 2 euro spinto da rumors che parlavano di un’offerta da 2,2 euro per azione. Al prezzo di vendita i Moratti dovrebbero incassare circa 650 milioni di euro. Dopo la cessione delle quote sarà lanciata un’opa a 1,75 euro per azione che sarà finalizzata al ritiro dal listino della società e anche in questo caso il mercato sarà giudice finale della bontà dell’offerta, all'apparenza deludente tanto che i titoli sono in calo alla partenza delle contrattazioni.

Di Vitol non si sa molto in realtà. Fondata a Rotterdam nel 1966 (ma con base a Ginevra in Svizzera), oggi è un trader di prodotti energetici di caratura mondiale con circa 40 uffici in tutto il mondo. Tra le altre cose, ha 17 milioni di metri cubi di capacità di stoccaggio a livello globale, circa 500 mila barili al giorno di capacità di raffinazione, oltre 7.000 stazioni di servizio e un portafoglio crescente di impianti energetici di transizione e rinnovabili. I ricavi nel 2022 sono stati di 505 miliardi di dollari. Al completamento dell''operazione su Saras, Vitol disporrà di oltre 800 mila barili al giorno di capacità di raffinazione, 4 gigawatt di produzione di energia termica e oltre 1,4 gigawatt di generazione di energia rinnovabile. 

"Dopo 62 anni dalla sua fondazione avvenuta ad opera di mio padre, con i miei nipoti Angelo e Gabriele ed i miei figli Angelomario e Giovanni, ho ritenuto che la miglior garanzia per il futuro successo della raffineria di Sarroch fosse l''aggregazione con un primario operatore industriale del settore energetico globale, quale è Vitol, dotato di risorse relazionali, finanziarie e manageriali necessarie per competere nell''attuale contesto di mercato internazionale" ha detto in una nota Massimo Moratti, presidente e ad di Saras.

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