Mercoledì, 17 Luglio 2024
la strategia / Taiwan

I taiwanesi di Tcc vogliono Nhoa, big italiana dell'energia: il governo decide sul golden power

L'interesse del colosso taiwanese verso la realtà italiana non è nuovo. Negli ultimi due anni, Tcc Group Holdings ha già contribuito allo sviluppo di Nhoa con un totale di oltre un miliardo di euro

Il governo italiano potrebbe pronunciarsi già a settembre sulla possibilità di applicare o meno al golden power sull'offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo taiwanese Tcc Holding Group per acquisire integralmente Nhoa, la società italiana (ma quotata all'Euronext di Parigi) che è oggi un punto di riferimento nel settore di stoccaggio di energia e in mobilità elettrica.

L'interesse del colosso taiwanese verso la realtà italiana non è nuovo. Negli ultimi due anni, Tcc Group Holdings, azienda internazionale con sede a Taiwan, specializzata nel settore energetico, ha già contribuito allo sviluppo di Nhoa con un totale di oltre un miliardo di euro. Ora il colosso taiwanese annuncia l'intenzione di rafforzare la presenza e la capacità di crescita di Nhoa in Italia. 

Tcc Group Holdings, azionista di maggioranza di Nhoa con l'88%, intende presentare un'offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Nhoa al prezzo di 1,10 euro per azione. Questo significa che l'obiettivo dell'offerta pubblica di acquisto per le quote di minoranza di Nhoa, pari all'11% (formalmente depositata presso l'Autorité des marchés financiers l'8 luglio) annunciata il 13 giugno, è garantire a Nhoa risorse sufficienti a sostenerne lo sviluppo valorizzando al massimo la sua presenza in Italia. 

L'Italia giocherà un ruolo di primo piano nei prossimi anni nello sviluppo di tecnologie innovative nel settore energetico, dai sistemi di accumulo alla mobilità elettrica. Ne è convinto il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica che, con la versione finale del testo definitivo del Piano Energia e Clima (PNIEC), consegnata a Bruxelles solo pochi giorni fa, ha provato a dare un segnale forte sulle ambizioni del Paese riguardo le fonti rinnovabili, con l'obiettivo di produrre 131 GW di energia pulita entro 2030. In questa ottica si deve leggere l'investimento che il gigante taiwanese attivo nello sviluppo di nuove tecnologie per il settore energetico vuole fare per l'acquisto della società italiana.

Cosa è e come funziona il golden power

Il golden power esiste per salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale. La legge prevede poteri speciali esercitabili nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché di taluni ambiti di attività definiti di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Per poteri speciali (golden power) si intendono, tra gli altri, la facoltà di dettare specifiche condizioni all'acquisito di partecipazioni, di porre il veto all'adozione di determinate delibere societarie e di opporsi all'acquisto di partecipazioni. L'obiettivo del provvedimento è di rendere compatibile con il diritto europeo la disciplina nazionale dei poteri speciali del Governo, che si ricollega agli istituti della "golden share" e "action spécifique" – previsti rispettivamente nell'ordinamento inglese e francese - e che in passato era già stata oggetto di censure sollevate dalla Commissione europea e di una pronuncia di condanna da parte della Corte di giustizia UE.

Le norme fissano puntualmente il requisito per l'esercizio dei poteri speciali nei comparti della sicurezza e della difesa: la sussistenza di una minaccia di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale. L'esecutivo può: imporre specifiche condizioni all'acquisto di partecipazioni in imprese strategiche nel settore della difesa e della sicurezza; porre il veto all'adozione di delibere relative ad operazioni straordinarie o di particolare rilevanza, ivi incluse le modifiche di clausole statutarie eventualmente adottate in materia di limiti al diritto di voto o al possesso azionario; opporsi all'acquisto di partecipazioni, ove l'acquirente arrivi a detenere un livello della partecipazione al capitale in grado di compromettere gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale.

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