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Domenica, 10 Dicembre 2023
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Altro che 'Fisco amico': in arrivo accesso diretto a conti correnti e pignoramenti telematici

Lo prevede la bozza della manovra 2024 varata nei giorni scorsi dal governo Meloni

La mano del Fisco arriverà sui conti correnti degli italiani per verificarne la disponibilità prima di effettuare un pignoramento. Se c'è la disponibilità scatta l'ordine di pagamento. Lo prevede la bozza della manovra 2024 varata nei giorni scorsi dal governo Meloni, proprio quello che in campagna elettorale parlava spesso di 'Fisco amico'.

Cosa cambia? Dal prossimo anno l'Agenzia delle entrate potrebbe accedere direttamente ai conti correnti dei contribuenti che hanno un debito prima di procedere al pignoramento di quelli scoperti dalla consultazione dell'archivio dei rapporti finanziari. In poche parole l'agente della riscossione, in fase stragiudiziale (senza l'intervento del giudice, ndr), potrà accedere con un "collegamento telematico diretto alle informazioni relative alle disponibilità giacenti" sui predetti conti. Se dovessero emergere "crediti del debitore" nella disponibilità di uno o più operatori finanziari, l'agente "redige e notifica telematicamente al terzo, senza indugio, l'ordine di pagamento. La notifica dell’ordine di pagamento è effettuata, a pena di nullità, anche al debitore, con le modalità stabilite", non oltre trenta giorni dalla notifica al terzo.

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Le soluzioni tecniche per l'accesso alle informazioni dei contribuenti saranno definite con un decreto del ministero dell'Economia, sentite l’Associazione bancaria italiana, Poste italiane e l’Associazione italiana dei prestatori servizi di pagamento, nonché il Garante per la protezione dei dati personali. Tutto questo per far sì che l’Agenzia delle entrate-riscossione adotti "idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati, attraverso la previsione di apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo".

Cfi: "Sui pignoramenti tempesta perfetta per i contribuenti"

"È inutile parlare di un Fisco amico dei contribuenti se poi le leggi create vanno in direzione diametralmente opposta", ha dichiarato Carlo Carmine, founder di Cfi - Crisi fiscale d'impresa specificando che "ci troviamo di fronte a una combinazione devastante per imprenditori e professionisti. L'accesso diretto ai conti correnti da parte dell'Agenzia delle entrate-riscossione è la ciliegina sulla torta di un sistema che sembra aver dimenticato i diritti dei contribuenti. Si rischia di vedere azioni esecutive su debiti che potrebbero essere prescritti o affetti da vizi, senza che il contribuente abbia avuto la possibilità di difendersi in anticipo".

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"Prima dell'introduzione della non impugnabilità degli estratti di ruolo - chiosa l'avvocato Simone Forte, co-founder di Cfi -, il contribuente aveva la possibilità di verificare la propria situazione debitoria e di identificare eventuali errori prima di subire azioni esecutive. Ora, invece, il contribuente è esposto prima alle azioni esecutive e solo successivamente può tentare di difendersi".

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