Giovedì, 4 Marzo 2021
Settimane calde

Fisco, in arrivo la stangata: chi rischia la brutta sorpresa già a gennaio

50 milioni di atti in sospeso. A meno di un nuovo e immediato intervento del governo, la macchina fiscale scalda i motori. Prende piede l'ipotesi di una nuova edizione della rottamazione delle cartelle chiedendo ai contribuenti di saldare i propri debiti senza pagare sanzioni e interessi. Che cosa succederà nelle prossime settimane

Il blocco delle cartelle deciso all'inizio dell'emergenza sanitaria la scorsa sta per diventare un ricordo. Il 2021 sarà tutta un'altra musica. Le scadenze fiscali all'orizzonte sono molto numerose. Circa 50 milioni le comunicazioni che dall'inizio del 2021 inizieranno ad arrivare ai contribuenti italiani. Si tratta di cartelle, ipoteche, fermi amministrativi. 

Fisco, pronti a partire oltre 50 milioni di atti

L'esecutivo giallorosso di fatto punterebbe a una nuova edizione della rottamazione, ma anche al saldo e stralcio. E su questo punto l'opposizione concorda. Le ipotesi sul tavolo per i prossimi mesi sono di vario tipo: si parla anche di una rateizzazione che permette di bloccare le procedure esecutive.  Nel mentre sono già 35 milioni le cartelle pronte a partire, tra atti di riscossione (cartelle, ipoteche, fermi amministrativi) sospesi nel 2020 ai quali si aggiungono quelli di inizio 2021, quelli che potrebbero partire. Ben 15 milioni gli accertamenti e le lettere di compliance. A meno di un nuovo e immediato intervento del governo, la macchina fiscale sta scaldando i motori.

"Penso che serva una rottamazione 'quater' per gli anni dal 2016 al 2019 per dare respiro a quei contribuenti con morosita' incolpevoli. - diceva qualcjhe giorno fa la viceministra dell'Economia Laura Castelli (M5s) - Un nuovo saldo e stralcio potrebbe evitare la notifica di milioni di cartelle". I fatti sono più complessi: lo stop che si voleva inserire in Manovra alla fine è stato previsto solo per la zona sismica di Ischia. Le casse dell'erario languono: il gettito delle entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo nei primi 10 mesi dell'anno - spiegava il Mef - si è attestato a 6,8 miliardi nei primi 10 mesi con un calo di 3 miliardi, pari a -30,8%.

La sospensione delle cartelle esattoriali non rientra tra le mille proroghe del decreto di fine anno. Il Governo e i comuni riaccenderanno dalle prossime ore i motori della riscossione coattiva e nono solo. Anche l’agenzia delle Entrate riavvierà la macchina per notificare atti di accertamento, pignorare stipendi e conti correnti e, per contribuenti con debiti superiori a mille euro, bloccare la possibilità di compensare eventuali crediti d’imposta, scrive oggi il Sole 24 Ore.

Tutto questo non accadrà nell’immediato anche perché la mole di atti da notificare non rappresenta soltanto un tema economico ma soprattutto di ordine pubblico. A conti fatti gli atti da inviare a cittadini e imprese a partire dai prossimi giorni sono circa 34 milioni targati Riscossione a cui se ne aggiungono altri 16 milioni delle Entrate per un totale dunque di almeno 50 milioni di atti.

Tutti questi milioni di documenti andrebbero a intasare l’attività ordinaria degli uffici postali e di quelli del Fisco. In piena emergenza Covid non sarebbe semplice rispettare le regole del distanziamento, quindi si procederà per gradi.

Rottamazione delle cartelle o saldo e stralcio?

Prende davvero piede secondo le ultime indiscrezioni l'ipotesi di una nuova edizione della rottamazione delle cartelle chiedendo ai contribuenti di saldare i propri debiti con fisco, comuni ed enti di previdenza senza pagare sanzioni e interessi; in alternativa alla rottamazione quater potrebbe essere valutata una riedizione del celebre "saldo e stralcio" che cancella immediatamente il debito entro un certo limite. Ma il primo passaggio deve essere la notifica degli atti (che non è ancora iniziata). Si seguirà un principio di gradualità in ordine cronologico di lavorazione degli atti da recapitare. 

A proposito di adempimenti fiscali e cartelle esattoriali, per Castelli (M5s) "serve una rottamazione 'quater' per gli anni dal 2016 al 2019 per dare respiro a quei contribuenti con morosità incolpevoli. Un nuovo saldo e stralcio potrebbe evitare la notifica di milioni di cartelle". Ma non ci sarà "nessun condono: come dicevo parliamo di morosità incolpevoli". 

Fisco, Ruffini: "Urgente la riforma"

Secondo Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, "è urgente una riforma del Fisco. Era un'esigenza già sentita, ancora prima che l'emergenza sanitaria portasse alla luce in modo dirompente alcune fragilità del nostro Paese", dice in un'intervista a Quotidiano Nazionale.

Il fisco tricolore "è davvero una giungla impossibile da comprendere per chiunque, fatta di 700-800 leggi che in 50 anni hanno avuto oltre 1.200 modifiche. Abbiamo una confusione legislativa che consente al cittadino di confondersi, alla Agenzia delle Entrate di commettere errori e all'evasore di non essere trovato". Sarebbe già un grande risultato "avere testi accorpati per tipo di tributi e per procedure: dichiarazione, versamento, accertamento, contenzioso, riscossione, processo tributario". Una volta fatto questo, "si può passare a una vera riforma" che "riguardi tutto: tassazione delle persone fisiche e delle partite Iva, imposte dirette, indirette, accertamento, riscossione e contenzioso". L'obiettivo "deve essere che il cittadino venga prima del contribuente".

L'evasione fiscale in Italia ammonta a quasi novanta miliardi all'anno.

Dal 1° gennaio in arrivo 50 milioni di atti tra cartelle, accertamenti e ipoteche

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