Mercoledì, 14 Aprile 2021

Quando il Fisco dice 'no' al condono

La rivista dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito quando e perché il Fisco può negare l'ammissione al condono

Foto di repertorio

Con l'introduzione della pace fiscale nel pacchetto di misure contenute nel documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles, sono molte le domande che i contribuenti si pongono sugli effetti di questa sorta di condono e su come ci si deve comportare in presenza di cartelle esattoriali da sanare. Una su tutte riguarda i casi in cui è lo stesso Fisco a non accettare il condono o sanatoria che sia. A chiarire la situazione ci ha pensato Fisco Oggi, la rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate.

Se a casa vi viene recapitata una cartella esattoriale, le notizie non sono buone: vuol dire infatti che il Fisco ha detto “no” al condono, in quanto certo del debito contestato. La notifica del titolo di pagamento emesso per recuperare un'imposta "equivale a manifestazione implicita, da parte dell'Ufficio, del convincimento di ritenere consolidata la pretesa tributaria e, conseguentemente, della volontà di negare l'ammissione al condono".
 
E' quanto conferma Fisco Oggi che cita quanto definito dalla sentenza n. 24000 del 3 ottobre 2018 della Sezione V della Cassazione civile. Negare tale ammissione al condono, viene specificato, "comporta la non necessità di motivare sulle ragioni del diniego del condono".

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