Martedì, 13 Aprile 2021
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Fisco, raffica di controlli in arrivo: chi rischia l'accertamento

Il nuovo piano è chiaro: 340mila verifiche fiscali nel triennio 2021-2023 su professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Nei fatti, si punterà forte sull'adempimento collaborativo. Ambizioso l'obiettivo di recuperare circa 14 miliardi nell'anno in corso

Obiettivo 340mila controlli fiscali nel triennio 2021-2023 su professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Sono tanti, tantissimi. E determinate categorie sono più a rischio di altre.

Fisco, 340mila controlli in arrivo nel 2021, 2022 e 2023

Nel "Piano delle performance" dell'Agenzia delle Entrate è tutto messo nero su bianco:. "Per quanto attiene la pianificazione per il triennio 2021-2023 l’Agenzia, nel rispetto delle priorità politiche da perseguire, ha individuato quattro aree strategiche (Servizi, Prevenzione, Contrasto e Risorse), in cui sono individuati gli obiettivi che intende raggiungere, le azioni da mettere in atto e gli indicatori volti a misurare il grado di conseguimento degli stessi obiettivi".

L’Agenzia delle Entrate ha quindi in programma di incrementare i controlli nei confronti dei contribuenti (specialmente quelli che otterranno un punteggio più basso agli ISA. Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni sono stati istituiti per favorire l’emersione delle basi imponibili e stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, tramite l’utilizzo di forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali. Gli ISA esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, 

Nei fatti, si punterà forte sull'adempimento collaborativo. Ambizioso il piano di recuperare circa 14 miliardi di euro nell'anno in corso, 15,36 miliardi nel 2022 e 15,32 miliardi nel 2023. Sarà possibile solo e soltanto con controlli più mirati, e con una valutazione del rischio concentrata sui soggetti ad elevata pericolosità fiscale. Il piano è di far rientrare nel periodo di riferimento, una percentuale di modelli 730 precompilati trasmessi dal contribuente pari al 15% del totale dei 730 ricevuti dall’Agenzia. L'Erario coinvolgerà sempre più soggetti economici per la trasmissione delle informazioni necessarie alla predisposizione delle dichiarazioni precompilate.

Gli "indicatori sintetici di affidabilità fiscale" e i controlli

Gli "indicatori sintetici di affidabilità fiscale" promettono di essere altra cosa rispetto agli studi di settore. La lotta all'evasione fiscale, e questa è una certezza, deve cambiare passo, e il Fisco aggiorna in continuazione la macchina dei controlli. L'Agenzia delle Entrate dall'anno dal 2020 incrocia in maniera ancora più organica e approfondita le informazioni delle varie banche dati. Il primo controllo, ovviamente, resta quello tra ciò che è presente nelle dichiarazioni fiscali e cosa dice l'anagrafe dei rapporti finanziari (ovvero i movimenti bancari di una persona). Da anni vige infatti l’obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all’Anagrafe tributaria - denominata Archivio dei rapporti con operatori finanziari - le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi. Dal 2014 gli operatori finanziari debbono comunicare la giacenza media annua relativa ai rapporti di deposito e di conto corrente bancari e postali e dei rapporti ad essi assimilati. Banche e altri operatori finanziari inviano già periodicamente e in modalità telematica all’Anagrafe tributaria i dati di natura qualitativa e quantitativa dei loro clienti (italiani) tramite le loro filiali o le loro sedi operative all’estero.

Piccole imprese, liberi professionisti, Partite IVA sono e saranno evidentemente a rischio verifica fiscale nei prossimi tre anni. L'affidabilità fiscale emersa dalle stime degli ISA sarà essenziale. Secondo alcune stime l'evasione fiscale totale in Italia ammonta ad almeno 130 miliardi. Ossia il 16% delle tasse che si sarebbero dovute pagare. E l’8 per cento del PIL. Il recupero delle cifre evase è in costante aumento. I miliardi recuperati provengono non solo dal contrasto all'evasione in senso stretto, portata avanti tramite attività di controllo, ma anche da misure una tantum, da liquidazioni (il versamento tardivo di imposte regolarmente dichiarate dai contribuenti, il cui recupero avviene in modo automatizzato) e da versamenti spontanei.

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