Domenica, 28 Febbraio 2021
Fisco

Sgravi e detrazioni fiscali, ecco cosa ne sarà dei 'bonus' con l'introduzione della flat tax

Restano le detrazioni sulla prima casa e sugli interventi edilizi, spariscono tutte le altre. Ma chi vuole potrà continuare a optare per il vecchio sistema

Esponenti di Lega e 5 Stelle discutono sul contratto di governo

Che fine faranno bonus e detrazioni fiscali con l'introduzione della flat tax? Difficile dire con assoluta certezza cosa dobbiamo aspettarci in questo senso, dal momento che nel contratto di governo "stipulato" tra Lega e M5s questo aspetto della riforma non viene spiegato nel dettaglio. Per capire cosa potrebbe accadere è allora necessario dare uno sguardo al programma di governo presentato dal Carroccio prima delle elezioni. Nel testo si legge che "le detrazioni e deduzioni attuali saranno abolite e sostituite dalle nuove deduzioni famigliare illustrate", ovvero la deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito familiare. "Per i redditi familiari fino a 50mila euro rimarranno unicamente in vigore le detrazioni previste sugli interessi del mutuo prima casa e per gli ammortamenti relativi agli interventi di ristrutturazione e adeguamento edilizio come previsto dalla legge".

Flat tax, cosa diceva la Lega prima delle elezioni

Stando alla bozza dunque chi guadagna meno di 50mila euro, potrà continuare a scaricare il mutuo per l'acquisto della prima casa e non verrà neppure toccato il così detto bonus ristrutturazioni. Non solo.

La proposta leghista prevede una fascia di salvaguardia per i redditi fino a 15mila euro: "I contribuenti che dovessero pagare meno con il sistema vigente (per via delle deduzioni e delle detrazioni attuali) potranno scegliere di continuare ad utilizzarlo". 

La flat tax nel contratto di governo

Ecco invece cosa c'è scritto nel contratto di governo a proposito della flat tax:

"La parola chiave è 'flat tax', caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, in armonia con i principi costituzionali.

In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue: due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare.

La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della "no tax area", nonché in generale di non arrecare alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale. Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese". 

Riforma Irpef, le detrazioni restano?

Secondo la Lega i contribuenti potranno continuare comunque ad optare per il vecchio sistema (con relative detrazioni e deduzioni), ma per la maggior parte della fasce di reddito, a prescindere dalle detrazioni, il nuovo sistema sarà comunque conveniente. 

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Quando parliamo di detrazioni, si parla comunque di sgravi che valgono decine di miliardi di euro. Il sistema attuale prevede diversi tipi di detrazioni, a volte definiti impropriamente 'bonus': la loro cancellazione, anche parziale, potrebbe portare molti soldi alle casse dello Stato, magari utili a finanziare la riforma della flat tax. Ma al momento questa è solo una ipotesi: Lega e 5 Stelle non hanno indicato se e in che modo le detrazioni potranno essere riviste anche per chi sceglie di aderire al vecchio sistema. La domanda cruciale a questo punto è però la seguente: quanti sono i contribuenti che potrebbero trovare conveniente il vecchio sistema dell'Irpef? 

Flat tax chi ci guadagna davvero?

Secondo uno studio di Lef, Associazione per la legalità e l'equità fiscale, la flat tax non produrrebbe effetti per redditi fino a 20mila euro l’anno mentre inciderebbe in misura significativa quanto più cresce il reddito. Su un totale di circa 41 milioni di contribuenti, che presentano la dichiarazione Irpef, a trarne vantaggio sarebbero circa 16,4 milioni di contribuenti che dichiarano oltre 20.000 euro o più.

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Sconti significativi sul prelievo fiscale arriverebbero per  i 4,9 milioni di redditi che superano i 35.000 euro. Le simulazioni di Lef mostrano che per chi dichiara un reddito di 30.000 euro lo sconto fiscale sarà di 1.662 euro l'anno, per un reddito di 40.000 euro ci sarebbero in media 3.457 euro di sconto l'anno; si sale a 6.062 euro di minori imposte a quota 50.000 euro, e si superano le 2 cifre per i fortunati che possono contare su un reddito di 75.000 euro (-11.591 euro). I contribuenti che dichiarano 100.000 euro pagherebbero in media 17.436 euro in meno; lo 'sconto' fiscale salirebbe a 28.731 euro per i redditi di 150.000 euro e arriverebbe fino a 40.988 euro per i redditi di 200.000 euro.

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