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Domenica, 27 Novembre 2022
La manovra

Flat tax incrementale, il governo ci ripensa: sarà solo per gli autonomi

Il tetto dei ricavi è stato fissato a 40mila euro. La maggioranza avrebbe voluto includere anche i lavoratori dipendenti, ma per esigenze di bilancio è stata scelta una soluzione di compromesso. Come funzionerà il meccanismo

La flat tax incrementale è stata inserita nella legge di bilancio, ma a beneficiarne saranno solo i lavoratori autonomi e riguarderà nei fatti una fetta esigua di contribuenti. La misura, caldeggiata soprattutto da Fratelli d'Italia, prevede il pagamento di un'imposta fissa al 15% per la parte di reddito guadagnata in più, ma solo se i ricavi aggiuntivi superano la soglia del 5%. È stato anche introdotto un limite di reddito: solo gli autonomi con ricavi o compensi non superiori a 40mila euro potranno beneficiare dell'aliquota agevolata che comunque verrà applicata solo sulla parte eccedente dei ricavi.

Resta da capire se per calcolare l'incremento di reddito verrà preso il parametro dei tre anni precedenti o solo l'ultima annualità. La cosa che invece sembra scontata è che la misura riguarderà le partite Iva che scelgono il regime ordinario, visto che con il forfettario l'aliquota è già del 15% (sulla quota complessiva dei ricavi). Rispetto alle attese dunque la flat tax incrementale è stata ridimensionata: l'ambizione della maggioranza era quella di includere tra i soggetti beneficiari anche i lavoratori dipendenti, ma alla fine - per esigenze di bilancio - l'esecutivo è stato costretto a ripensarci. Si inizia dagli autonomi, solo in futuro si penserà ad estendere il meccanismo al resto dei contribuenti. 

Per quanto riguarda i dipendenti, è stato invece confermato il taglio di due punti del cuneo fiscale varato lo scorso anno dal governo Draghi (e in scadenza a dicembre 2022) che per i redditi lordi non superiori a 20mila euro è stato ridotto di un altro punto. 

La flat tax al 15% fino a 85mila euro

Tornando al mondo degli autonomi, uno dei provvedimenti cardine della manovra è l'estensione della flat tax al 15% anche alle partite Iva con ricavi compresi tra 65mila e 85mila euro. Anche in questo caso l'esecutivo avrebbe voluto fare di più: nel programma di centrodestra era infatti previsto un tetto di 100mila euro, ma alla fine è stata scelta una soluzione di compromesso. Illustrando la manovra, il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, ha risposto a quanti hanno tacciato la misura di iniquità, dal momento che gli scaglioni Irpef tra autonomi e dipendenti sono ormai molto distanti e, secondo i detrattori, troppo favorevoli alle partite Iva. 

"Quando si parla di flat tax le contestazioni che vengono mosse è: voi aiutate i ricchi. Ho dimostrato - ha detto Leo - che di solito il ricco non è che ha redditi da lavoro o redditi di impresa minore e via dicendo; il ricco ha già consistenze finanziarie su cui non c'è un'aliquota progressiva". A cosa allude il viceministro? "Noi abbiamo un sistema impositivo, mi riferisco in particolare all'Irpef, che è un po' a macchia di leopardo", ha osservato Leo. "Ci dicono che introduciamo la flat tax, la tassa piatta, ma il sistema dell'Irpef è un sistema con tantissime misure che non rispettano la progressività: mi riferisco in particolare a coloro che hanno importanti redditi da capitale, redditi da partecipazione, e tutti questi soggetti pagano il 26%; mi riferisco a coloro che hanno ingenti patrimoni immobiliari, che danno in locazione, e pagano il 21%".

Il viceministro Leo: la flat tax contro l'evasione fiscale

Secondo il viceministro, l'innalzamento del tetto per poter accedere alla flat tax da 65mila a 85mila euro sarà un deterrente per gli evasori. "Con questo meccanismo - ha poi spiegato - si agevolano i contribuenti perché si fa pagare l'imposta molto più bassa, ma tenete presente che il meccanismo del regime prende a base i ricavi a cui si applica un coefficiente di redditività, che spesso non esprime tutti i costi che l'impresa ha sostenuto. Se ha beni strumentali, se ha macchinari, questi costi sarebbero deducibili nell'imposta ordinaria''. In questo caso la deduzione avviene attraverso una percentuale.

"Perché il contribuente lo fa? Per una logica di semplificazione: si vuole semplificare la vita quindi sceglie il meccanismo forfettario", secondo Leo. Per questo, in alternativa, il governo ha introdotto la flat tax incrementale "che ha una duplice finalità: contrastare l'evasione fiscale perché, se so che pago di meno sul reddito incrementale, sono ben disposto a mettermi a posto con il fisco e ha una funzione di stimolo alla crescita economica. E questo - ha assicurato il viceministro - non è che l'inizio".

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