Sabato, 13 Luglio 2024
Lavoro e salari

Fringe benefit: come il governo vuole aumentare i bonus "in natura" nelle buste paga

Si studia la possibilità di estendere la soglia esentasse dei benefit aziendali fino a 1.000 euro per tutti i dipendenti, prevedendo però un limite più elevato per chi ha figli

Il governo studia la possibilità di estendere la soglia di non tassazione dei così detti fringe benefit per tutti i dipendenti con un bonus ad hoc destinato a chi ha figli a carico.

Di cosa parliamo? Proviamo a capirlo insieme. Con l'espressione fringe benefit si intendono tutti quei beni o servizi che un'azienda offre ai propri dipendenti. Nella pratica sono una vera e propria forma di "retribuzione in natura" che viene aggiunta alla tradizionale busta paga e che nel quotidiano può rappresentare un aiuto fondamentale per il lavoratore, ancor più in un periodo di forte inflazione come quello attuale. Possono essere considerati fringe benefit l'auto aziendale, l'assistenza sanitaria, la stipula di un'eventuale polizza assicurativa o la possibilità per il dipendente di beneficiare di un alloggio aziendale.

I fringe benefit aiutano a formare il reddito da lavoro dipendente e vengono tassati, ma solo nel caso in cui l'importo finale superi determinate soglie. Infine va sottolineato che questi benefit non spettano di diritto al lavoratore: è l'azienda a decidere se concederli o no (e in che misura) ai propri dipendenti. E dunque non possono essere considerati una tredicesima aggiuntiva. Perché non tutti nei fatti ne hanno diritto.

Fringe benefit: le novità in arrivo


Cosa cambierà dunque per i dipendenti? L'obiettivo della maggioranza è quello di incentivare i datori di lavoro a concedere questi benefit, alzando la soglia di tassazione. Il limite esentasse oggi è fissato a 258 euro. Il governo Draghi aveva innalzato, solo per il 2022, fino a 600 euro la soglia, partendo dal limite ordinario. Oltre all'aumento della somma era stata anche ampliata la lista delle voci ammesse all'agevolazione, così che fossero incluse tra i fringe benefit anche le somme erogate per il pagamento delle bollette domestiche, spinte verso l'alto dal caro energia. La soglia era stata poi portata a 3mila euro fino al 31 dicembre 2022 con il decreto Aiuti quater, salvo poi ridiscendere nel 2023. Infine, e siamo arrivati alla cronaca degli ultimi giorni, con il dl Lavoro varato dal governo Meloni il limite esentasse è tornato a essere di 3mila, ma solo per i dipendenti con figli.

Ora l'esecutivo studia però la possibilità di rivedere la norma. L'idea, riportata dall'Ansa, è quella portare la soglia a 1.000 euro per tutti i dipendenti, nessuno escluso, prevedendo però un bonus figli da 660 euro per un massimo di 3 figli. Il che vorrebbe dire che per un dipendente con un figlio a carico il limite salirebbe a 1.660 euro, mentre per chi ne ha 3 si arriverebbe a 2.980 euro. Si tratta al momento di un'ipotesi. Anche perché la misura avrebbe un costo di circa 250 milioni, mentre l'aumento della soglia solo ai dipendenti con figli costerebbe un centinaio di milioni in meno. Non si tratta di cifre astronomiche, ma la maggioranza dovrà trovare le coperture necessarie. 

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