Sabato, 15 Maggio 2021
ECONOMIA / Frosinone

Anche i ristoranti soffrono la crisi: "Costretti a chiudere, la gente non spende più"

A Frosinone la trattoria 'La Scifa' ha abbassato per sempre le saracinesche dopo 5 anni di attività: "Il lavoro è diminuito, gettiamo la spugna"

La Scifa (foto screenshot Tripadvisor)

Colpa delle tasse? Sì, ma non solo. La crisi? Ovviamente c’entra, ma non basta a spiegare tutto. Se negozi e botteghe chiudono è anche un po’ "colpa" nostra (detto tra molte virgolette), delle nostre abitudini e sì, forse anche delle nostre paure. È questa forse la morale che arriva dalla storia di Francesca Mattiello, 32 enne di Frosinone che cinque anni fa, in piena recessione, ha provato a mettere su una trattoria che fosse (parola sua) anche un po’ una seconda casa, un posto dove sentirsi in famiglia.

Un sogno che si è infranto a fine 2017 quando insieme ai suoi due cugini - soci del ristorante - ha dovuto alzare bandiera bianca. "Il 5 gennaio La Scifa (questo il nome della trattoria, ndr) avrebbe compiuto 5 anni. È stata una decisione dolorosissima" racconta Francesca a Today. Che cos’è andato storto? Difficile dirlo. "La nostra è nata come un’avventura: io e i miei cugini ci siamo inventati un lavoro mettendo a frutto la nostra passione per la cucina. Abbiamo avviato l’attività con l’aiuto delle nostre famiglie , siamo partiti da zero. All’inizio le cose andavano molto bene, poi un anno e mezzo fa è cambiato tutto". Cos’è successo? Neanche Francesca sa spiegarselo fino in fondo. Come spesso accade la causa di un fallimento dipende da più fattori, le difficoltà si sommano e si saldano: "Ci siamo trovati in un vortice , non riuscivamo più a pagare le spese dell’affitto e delle utenze. A 32 anni io e 28 i miei cugini abbiamo pensato che non era più il caso di insistere".

Eppure La Scifa aveva tutte le carte in regola per farcela. Recensioni più che lusinghiere, un locale in centro città, l’affitto - vista la posizione - neanche troppo esoso: "solo" 1500 euro al mese, contro le svariate migliaia di euro chieste ad altri esercenti. Francesca non si sbilancia, ma ovviamente un’idea se l’è fatta.

"All’inizio, forse anche per la curiosità, abbiamo avuto un vero e proprio boom: a pranzo lavoravamo grazie a banche, uffici e scuole. A cena facevamo un po’ più di fatica. Nell’ultimo anno e mezzo purtroppo il lavoro è diminuito, i guadagni sono calati. Alla fine ci siamo arresi".

Colpa della crisi? "Sì, anche, ma la crisi c’era anche quando abbiamo aperto. In questi anni però ho notato una cosa: se anni fa un cliente ordinava antipasto, primo e secondo, oggi magari prende un primo e un antipasto diviso due. Col tempo le abitudini al consumo sono cambiate. Si spende meno e anche chi i soldi li avrebbe preferisce risparmiare. L’esperienza è maestra: se passi un brutto periodo cambi modo di agire, la crisi degli anni scorsi ci ha spinto a consumare in maniera più ponderata".

E poi ci sono le tasse che, ammette Francesca, hanno inciso non poco: "Tra partita iva, tasse sui dipendenti, utenze e affitto le spese erano diventate insostenibili per un locale piccolo come il nostro". La beffa, come i lavoratori autonomi imparano ben presto a proprie spese, è che se le cose vanno male non c’è Naspi o assegno di disoccupazione che tenga: bisogna cavarsela da soli. Dei tanti soldi versati non torna indietro nulla.

La Scifa non è l’unico locale che ha chiuso i battenti a Frosinone.  Con il 2018 dopo 30 anni di attività ha abbassato le saracinesche anche lo storico "Central Bar". Dietro la scelta dei gestori - come riferisce Il Messaggero - non pare però esserci un cattivo andamento del bar, ma un mancato accordo sul canone d’affitto. Forse quello del Central Bar è solo un arrivederci, ma una cosa è certa: "In questi anni  - spiega Francesca - tanti negozi, bar e ristoranti hanno chiuso nel silenzio dei media. Il centro storico è diventato un deserto, ma nell’ultimo periodo si respira un’aria diversa. Molte persone hanno voglia di fare, ci sono ragazzi che si rimboccano le maniche e si lanciano in un’attività imprenditoriale: spero sia l’inizio di un cambiamento".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Anche i ristoranti soffrono la crisi: "Costretti a chiudere, la gente non spende più"

Today è in caricamento