GameStop, la crisi non è un gioco: 200 negozi in chiusura

Secondo gli ultimi report economici pubblicati dall'azienda, la perdita nell'ultimo quarto è stata di 415 milioni di dollari. Il CFO James Bell ha annunciato la chiusura dei punti vendita che non generano profitto. Un problema che al momento non dovrebbe riguardare l'Italia

Un rivenditore GameStop

Non sta attraversando un periodo bellissimo la catena di negozi di videogiochi GameStop. Gli ultimi dati economici resi noti sul sito dell'azienda statunitense parlano chiaro: nel secondo quarto dell'anno fiscale la perdita netta è stata di 415 milioni di dollari, motivo per cui i vertici di GameStop hanno messo in moto un nuovo piano per “contenere i danni”. Una situazione deficitaria che ha portato al licenziamento di circa 50 dipendenti già nel mese di agosto, a cui ne sono seguiti altri 120 nell'ultimo mese, tra cui anche sette membri dello staff di Game Informer. Ma purtroppo non finisce qui. Il piano di salvataggio di GameStop prevede la realizzazione di negozi dedicati specificatamente al retro-gaming e all’esport, e la chiusura di circa 200 punti vendita in tutto il mondo. 

Il rivenditore di videogiochi ed accessori per console contra quasi 6mila negozi sparsi per 17 diversi Paesi e, ma alcuni di questi potrebbero vedere abbassate le saracinesche entro la fine dell'anno. Il CFO James Bell ha parlato dei 5.700 negozi disponibili in tutto il mondo, sostenendo che il 95% di questi genera profitto, ponendo l'attenzione su quel 5% che non generando guadagni rischiano la chiusura. Si parla di 180-200 negozi, una piccola fetta di un grande impero che sta cercando soluzioni alternative per i segmenti commerciali meno profittevoli, sopratutto a livello internazionale. Ulteriori spiegazioni in merito non sono arrivate e, trattandosi di un mercato in continua evoluzione, c'è da aspettarsi di tutto. Da un lato l'arrivo di piattaforme di videogame in streaming come PlayStation Now o Google Stadia potrebbe essere uno dei motivi di questa flessione, ma dall'altro il prossimo lancio delle nuove console (Playstation e Xbox su tutte), darebbe modo di “ringalluzzire” la vendita lato hardware. 

Il mercato dei videogiochi in Italia

Al momento la crisi dei negozi GameStop non dovrebbe avere ripercussioni sui centinaia di punti vendita presenti in Italia, ma nulla è escluso, soprattutto se la crisi dell'azienda dovesse protrarsi anche per i prossimi mesi. In effetti, gli italiani si sono dimostrati un popolo molto avvezzo ai videogiochi. Secondo gli ultimi dati pubblicati nel rapporto Aesvi, nel 2018 il settore si è dimostrato in ottima salute nello Stivale, con una crescita significativa (+18,9%) rispetto alla precedente rilevazione e un giro d'affari di 1,7 miliardi di euro.

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L'andamento positivo del mercato dei videogiochi riscontrato negli ultimi anni non solo viene riconfermato ma supera le aspettative, trainato dalle vendite di hardware e software, ma soprattutto dall'esplosione del digitale. Se le console e i videogiochi pacchettizzati realizzano rispettivamente un fatturato di 426 milioni di euro e 1,3 miliardi di euro nel 2018, infatti, è il mercato digitale – comprensivo di digital download su console e PC e di app - il segmento in più forte espansione, con un fatturato pari a 548 milioni di euro e una crescita, significativa, dell'86,6%.

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