Sabato, 19 Giugno 2021
LAVORO

Garanzia giovani: per AssoConsum è un fallimento

L'associazione smentisce le dichiarazioni del ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, a Ballarò: "Il progetto per i ragazzi dai 21 ai 29 anni non funziona; in molti casi i soldi arrivano dopo cinque o sei mesi"

Nonostante le dichiarazioni del ministro Giuliano Poletti, espresse il16 giugno a Ballarò, il progetto “Garanzia Giovani" per i ragazzi dai 21 ai 29 anni non funziona, come afferma il presidente di AssoConsum, Aldo Perrotta: "Il ministro Poletti dice delle inesattezze, perché la norma non è conciliabile con le esigenze dei lavoratori che dovrebbero essere pagati dopo due mesi dall’avvio del progetto, mentre in realtà i ragazzi ricevono i soldi dopo 5 o addirittura 6 mesi dall’avvio della procedura, e questo è chiaramente inconciliabile con le esigenze di un qualunque lavoratore, figuriamoci per un giovane, e quindi molti sono gli abbandoni". 

COME FUNZIONA - La domanda di pagamento vieni fatta dal lavoratore dopo due mesi, l’INPS entro 30 giorni deve inviare il fascicolo alla regione, "se questa procedura non viene chiusa entro i tempi, il lavoratore deve verificare e  fare una altra domanda e si ricomincia da capo. Tutto questo a danno dei giovani lavoratori, già tanto discriminati in questo periodo di crisi economica”.

IL PROGETTO - Il progetto “Garanzia Giovani” voluto dalla Comunità Europea per combattere la disoccupazione giovanile è partito il 1 aprile 2014 e,  nonostante 1,5 miliardi di finanziamento, si sta dimostrando un autentico fallimento. Secondo dati del report del Ministero del Lavoro, sui 617 mila iscritti solo 107.859 ovvero il 17,48% hanno ricevuto una offerta e, secondo dichiarazioni raccolte,  in molti casi il lavoro se lo sono trovati da soli".

ASSOCONSUM - AssoConsum, Associazione Nazionale Consumatori ed Utenti, chiede a gran voce una procedura più snella: "Chiediamo a nome dei lavoratori che rappresentiamo che non si perda tutto questo tempo e una volta avviata la procedura, proponiamo che i giovani siamo pagati dalla Regione, senza ulteriori attese da parte dell’ INPS, dietro presentazione di una domanda controfirmata dal datore di lavoro. Ci rendiamo disponibili anche a difenderli gratuitamente, con una azione collettiva verso il Ministero e la Regione, per i pagamenti dovuti".

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