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Martedì, 7 Febbraio 2023
nuove carenze / Algeria

Dall'Algeria non arriva il gas promesso, ed è un problema per Meloni

Nel 2022 l'Algeria è diventato il Paese da cui l'Italia ha importato più gas prendendo il posto della Russia, ma non nelle quantità promesse a Mario Draghi. E nelle prime settimane del 2023 le forniture sono crollate. Giorgia Meloni è proprio in Algeria: ostacoli al "Piano Mattei"?

L'Algeria è diventato il Paese da cui l'Italia importa più gas, prendendo il posto della Russia. Nel 2022 il governo Draghi ha stretto diversi accordi con l'omologo algerino - Abdelmadjid Tebboune - per aumentare le forniture di gas, portando avanti il processo di diversificazione che ha permesso di ridurre la dipendenza dal gas russo. Anche Eni e Snam, aziende partecipate dallo Stato, hanno investito nel Paese africano potenziando la loro presenza. Il gas dall'Algeria è aumentato ma non ai livelli promessi, e nelle prime settimane del 2023 i volumi sono persino diminuiti. Il primo viaggio istituzionale del 2023 di Giorgia Meloni è stato proprio in Algeria dal presidente Tebboune, con cui la Presidente del Consiglio potrebbe stringere altri accordi bilaterali: le mancate promesse algerine possono ostacolare il "Piano Mattei" annunciato da Meloni durante il suo discorso di insediamento alla Camera?

Cos'è il Piano Mattei di cui parla tanto Giorgia Meloni

Le promesse algerine al governo Draghi

Nel 2022 il governo Draghi ha stretto diversi accordi bilaterali con l'Algeria. Mario Draghi si è recato di persona nel Paese africano ad aprile e maggio per discuterli e firmarli, insieme ad altri componenti del governo. La natura primaria degli accordi riguardava il gas, in un momento in cui l'Italia cercava forniture alternative a quelle provenienti dalla Russia. 

Gli accordi tra Italia e Algeria sulle forniture di gas firmati dal governo Draghi nel 2022

Gli accordi hanno coinvolto anche Eni e Sonatrach, l'azienda di stato algerina che gestisce le risorse fossili del Paese, tra cui il gas.

Quanto gas abbiamo per l'inverno

In sintesi, si è concordato l'aumento delle forniture di gas dall'Algeria all'Italia tramite il gasdotto Transmed, che porta il gas algerino fino al punto di ingresso sulla rete nazionale, a Mazara del Vallo, in Sicilia: 4 miliardi di metri cubi subito, nel 2022, e volumi crescenti fino a 9 miliardi di metri cubi in più l'anno dal 2023-2024. Gli aumenti ci sono stati, ma non quanto promesso e lontani dagli obiettivi posti. 

Quanto gas arriva in Italia dall'Algeria dopo gli accordi del governo Draghi e Meloni: la mappa

Eni e Snam hanno potenziato la loro presenza in Algeria. L'ultimo passo in ordine di tempo è la gestione congiunta delle due società dei gasdotti che collegano Algeria e Italia: Snam ha acquistato il 49,9 per cento delle partecipazioni detenute da Eni nelle società che gestiscono sia i gasdotti onshore che dai confini algerini e tunisini portano alla costa tunisina, sia i gasdotti offshore che collegano la costa tunisina all'Italia.

Quanto gas arriva in Italia dall'Algeria

Nel 2022 l'Algeria è diventato il primo fornitore di gas all'Italia, prendendo il posto della Russia. Secondo i dati Snam elaborati da Today, se infatti nel 2021 infatti il gas russo ha pesato per il 40 per cento delle importazioni totali, nel 2022 questa percentuale è scesa al 16 per cento.

Clicca qui per vedere il grafico sulle importazioni di gas dell'Italia nel 2022

Nel frattempo, il peso dell'Algeria sulle importazioni italiane di gas è passato dal 29,5 per cento del 2021 al 34,3 del 2022. L'inversione tra gas algerino e russo è evidente: il primo è cresciuto in un anno dell'11 per cento, il secondo è diminuito del 61 per cento, ai minimi storici dal 1990.

Clicca qui per vedere il grafico sui cambiamenti delle importazioni di gas dell'Italia tra 2021 e 2022

Tuttavia, anche alla luce degli aumenti, il gas proveniente dall'Algeria non ha raggiunto i livelli promessi.

Le promesse mancate dell'Algeria

L'aumento del gas algerino nel 2022 è stato evidente, ma non nelle quantità promesse. Secondo gli accordi tra Eni e Sonatrach, le forniture di gas dall'Algeria all'Italia sarebbero dovute aumentare di 4 miliardi di metri cubi nel 2022 rispetto al 2021. In realtà, secondo i dati Snam elaborati da Today l'aumento è stato di 2,4 miliardi di metri cubi, poco più della metà rispetto a quanto annunciato. 

Clicca per vedere il grafico sulle importazioni di gas dall'Algeria in Italia nel 2022

In più, nei primi giorni del 2023 dall'Algeria è arrivato meno gas rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: 867 milioni di metri cubi contro 1,1 miliardi del 2022, circa il 28 per cento in meno, proprio nell'anno in cui il gas algerino dovrebbe aumentare fino a 9 miliardi di metri cubi in più, ai massimi consentiti del gasdotto Transmed.

Il Piano Mattei di Meloni, sulle orme di Draghi

Non è un caso che il primo viaggio istituzionale di Giorgia Meloni del 2023 sia stato proprio in Algeria. L'attuale governo vuole così continuare la strategia impostata dal precedente governo Draghi, raccogliendone l'eredità. È il cosiddetto Piano Mattei, di cui Meloni aveva parlato nel discorso di insediamento senza però darne dettagli.

Giorgia Meloni in Algeria per parlare anche di gas: quanto ne arriva in Italia dall'Algeria nel 2023

"Serve un Piano Mattei per l’Africa, con una postura non predatoria ma collaborativa", aveva detto Meloni. L'Algeria, oltre alla Libia, potrebbe essere il fulcro dell'annunciato Piano, per consolidare l'influenza italiana nel Mediterraneo e preservare le forniture di gas e di altre risorse. Alla visita di Stato hanno preso parte anche l’ad di Eni Claudio Descalzi e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi

Il governo Meloni dovrà occuparsi presto della Libia

In generale, le importazioni di gas italiane del 2022 sono lievemente diminuite rispetto al 2021, nonostante alcuni Paesi fornitori alternativi alla Russia, proprio come l'Algeria, abbiano aumentato il loro apporto. Questo dimostra quanto sia difficile pianificare il futuro e che la sicurezza degli approvvigionamenti italiani, senza il gas russo, si mantiene su un equilibrio fragile. La transizione iniziata da Mario Draghi dovrà essere gestita da Giorgia Meloni, a partire dall'Algeria: nel 2023 ogni metro cubo in più di gas potrebbe fare la differenza.

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