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Domenica, 19 Maggio 2024
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Il patto "Roma-Baku": ora il raddoppio del gasdotto Tap è fondamentale

L'Azerbaigian è centrale per il Piano Mattei di Meloni e il gas che arriva in Italia tramite il Tap sarà sempre di più, ma dietro c'è sempre l'ombra della Russia: come cambiano le forniture italiane e i rischi connessi

Il governo Meloni punta anche sul gas dall'Azerbaigian per il Piano Mattei. Dopo gli annunci sugli accordi stretti da Eni in Algeria e Libia alla presenza di Giorgia Meloni, ora è il turno del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso che, in visita a Baku, consolida il ruolo degli azeri nei piani energetici dell'Italia. Nell'ultimo anno il gas dall'Azerbaigian è aumentato ma si sta lavorando per portarlo a livelli maggiori, tramite interventi incisivi sul gasdotto Tap. L'Azerbaigian peserà sempre più nell'economia delle forniture di gas in Italia, ma l'instabilità politica della regione e l'influenza russa nascondono dei rischi di cui tenere conto.

Come arriva il gas dall'Azerbaigian in Italia

Il Tap - Trans Adriatic Pipeline-, è il gasdotto che trasporta il gas dall'Azerbaigian all'Italia. Il Tap inizia in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, attraversa Grecia settentrionale, Albania e Mar Adriatico fino ad arrivare sul litorale salentino a Melendugno, in Puglia, dove si connette alla rete italiana di trasporto del gas.

Il gas dall'Azerbaigian arriva in Italia tramite il gasdotto Tap, che arriva in Puglia, a Melendugno, per connettersi alla rete nazionale

La cerimonia di posa della prima pietra si è tenuta il 17 maggio 2016, mentre dal 2020 il gasdotto è in funzione. La capacità del Tap è al momento di circa 10 miliardi di metri cubi l'anno. Nel futuro, il governo conta di aumentarne gradualmente la capacità, raddoppiandola a 20 miliardi di metri cubi entro il 2027. Ma il Tap sarà potenziato anche nel breve termine: da qui passa l'emancipazione dalle forniture di gas russo.

Azerbaigian al raddoppio: quanto gas arriva in Italia

"Entro quest'anno ci affrancheremo dalla Russia a fronte del 40 per cento che acquistavano da Mosca nel 2021 e del 16 per cento registrato lo scorso anno. Dal prossimo anno potremo fornire anche altri Paesi e in poco tempo diventeremo l'hub del gas europeo, anche grazie al raddoppio del Tap azero", ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso durante la missione a Baku, in Azerbaigian. 

Urso ha presenziato alla cerimonia per la posa della prima pietra alla centrale di Mingachevir, in cui Ansaldo Energia realizzerà quattro turbine a gas per un importo di 160 milioni di euro. A margine dell'incontro, si è tenuta una tavola rotonda in cui sono state discusse possibili nuove partnership tra Italia e Azerbaigian, soprattutto nell'ambito dell'energia.

La presenza delle aziende italiane in Azerbaigian, non solo gas tramite il Tap: ministro Urso firma investimenti

Ma quanto gas arriva dall'Azerbaigian? Nel 2022, l'Italia ha importato più di 10 miliardi di metri cubi di gas azero tramite il Tap, una quantità che rappresenta il 14 per cento delle forniture. Rispetto all'anno precedente, il 2021, il gas dall'Azerbaigian è aumentato in maniera consistente, del 42 per cento: siamo passati infatti dai 7,2 miliardi di metri cubi del 2021 ai 10,3 del 2022. 

In attesa del raddoppio, nel breve periodo il Tap sarà ulteriormente potenziato. Da qui alla fine del 2024, si prevede che arriveranno altri 2,5 miliardi di metri cubi di gas in più dall'Azerbaigian, portando il gasdotto alla capacità massima permessa. Poi, entro il 2027, il governo conta di raddoppiare la portata che permetterebbe il trasporto fino a 20 miliardi di metri cubi.

L'Azerbaigian non è solo gas

L'Azerbaigian è dunque l'altro Paese, dopo Algeria e Libia, su cui il governo punta per rafforzare le importazioni di gas e sostituire le forniture dalla Russia. Negli anni, l'Italia conterà sempre più sul gas azero grazie al raddoppio del Tap: così l'Azerbaigian sarà una componente importante del Piano Mattei ma, come con i Paesi africani, anche in questo caso ci sono delle incognite sulle implicazioni geopolitiche del rapporto.  

Così Europa e Italia finanziano la nuova guerra tra Azerbaigian e Armenia

L'Azerbaigian è infatti da almeno un secolo in pessimi rapporti con l'Armenia per il controllo del Nagorno-Karabakh, nel Caucaso meridionale. Dopo la tregua raggiunta nel 2020, ad agosto 2022 sono ricominciati gli scontri, con entrambi i Paesi che si accusano di aver ripreso le ostilità. Nella regione la Russia ha una forte influenza e predilige i rapporti con l'Armenia mentre Baku ha invece potuto contare sul sostegno sempre più stretto della Turchia.

Nonostante l'appoggio agli armeni, i russi sono riusciti mantenere buone relazioni anche con gli azeri per non intaccare i rapporti commerciali, tra cui l'acquisto di gas, che l'Azerbaigian importa, in parte, proprio dalla Russia. 

Cosa faceva una nave spia russa sul gasdotto Tap?

Il raddoppio del Tap fa anche parte di una strategia più ampia di diversificazione delle forniture di gas decisa dell'Unione Europea dopo l'invasione russa dell'Ucraina: a luglio 2022 la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è andata in missione propio a Baku per firmare un memorandum d'intesa sul raddoppio del cosiddetto "Corridoio meridionale del gas".

Il Corridoio meridionale del gas: l'Italia ne fa parte tramite il Tap che porta il gas in Italia dall'Azerbaigian. Il Piano Mattei vuole aumentarne le forniture-2

L'Italia è uno dei pilastri del Corridoio grazie al Tap: il gasdotto e l'Azerbaigian faranno parte del Piano Mattei, su cui il governo Meloni vuole basare le politiche energetiche del futuro. Anche la Commissione Ue ha considerato Baku un "partner affidabile", ma le tensioni nella regione e la presenza russa aumentano i timori d'influenze esterne sulla sicurezza energetica futura dell'Italia. E sappiamo che in caso di problemi è difficile tornare indietro.

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