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Domenica, 5 Febbraio 2023
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La Russia riporta il gas in Europa: Putin ci scommette

Il gas russo ritorna in Europa: una scommessa basata sulle difficoltà (future) dei consumatori europei e che punta a rendere, di nuovo, la Russia indispensabile. "La Russia si è accorta che l'Europa fa sul serio", ha detto a Today Simona Benedettini, analista energetica. Quali sono i motivi dell'apertura

Il gas russo in Europa, di nuovo. La Russia vuole riprendere le esportazioni di gas verso i Paesi europei tramite il gasdotto Yamal, che dalla Siberia arriva in Germania tramite Bielorussia e Polonia. I flussi di questo gasdotto sono diminuiti dall'inizio della guerra in Ucraina fino ad azzerarsi da maggio 2022 in poi. Dopo mesi di cali generalizzati delle forniture di gas all'Europa e all'Italia, ora Vladimir Putin cambia strategia, con una scommessa: sperare nelle difficoltà dei consumatori europei per rendersi di nuovo indispensabile. Anche perché i ricavi di Gazprom dalla vendita di gas sono crollati. Ora però l'Italia e gli altri Paesi europei sono pieni di gas: per questo motivo Putin tifa per il freddo e punta sul rendersi indispensabile, di nuovo. Today ne ha parlato con Simona Benedettini, analista energetica, per capire cosa potrà succedere.

Le intenzioni della Russia

"Oggi possiamo affermare con sicurezza che esiste una domanda per il nostro gas. Pertanto, continuiamo a considerare l'Europa come un potenziale mercato per la vendita dei nostri prodotti". Lo ha detto il vice primo ministro russo Alexander Novak all'agenzia di stampa statale russa Tass. 

Perché i prezzi del gas sono così bassi: quando pagheremo meno le bollette

"Il mercato europeo rimane rilevante, poiché la carenza di gas persiste e abbiamo tutte le opportunità per riprendere le forniture. Ad esempio, il gasdotto Yamal-Europe, che è stato fermato per motivi politici, rimane inutilizzato", ha detto Novak parlando del gasdotto Yamal, che porta il gas russo in Europa ed è fermo da maggio. Per Simona Benedettini, analista energetica, ci sono tre motivi principali per cui la Russia ha riaperto alle forniture di gas: in primo luogo si è accorta che l'Europa "sta facendo sul serio", come ha sottolineato a Today.

Da dove arriva il gas russo in Europa

Ma da quali gasdotti arriva il gas in Europa dalla Russia? La Russia esporta il gas verso l'Europa tramite un reticolo di gasdotti, figli di quattro gasdotti principali: 

  • Il Nord Stream: porta il gas dai giacimenti russi del mar Baltico fino all'Europa occidentale, in Germania. Il suo gemello, il Nord Stream 2, non è ancora entrato in funzione. Entrambi hanno subìto danni notevoli in tre punti differenti a settembre 2022, in quello che è sembrato un atto di sabotaggio;
  • L'Urengoy-Pomary-Uzhhorodnoto anche come gasdotto Brotherhood, gasdotto della Siberia occidentale o gasdotto transiberiano: trasporta il gas dalla Russia siberiana fino all'Ucraina, per poi essere smistato tra Europa centrale e Occidentale. Si collega al Transitgas, che porta il gas russo in Italia, al punto di ingresso di Tarvisio;
  • Il Turkstream, porta il gas russo fino in Turchia. Nei progetti di Gazprom è lo snodo per rifornire Paesi dell'Europa orientale;
  • Yamal: è il gasdotto che trasporta il gas dal giacimento russo di Yamal fino in Bielorussia, per poi arrivare fino in Polonia e Germania. Da maggio 2022 i suoi flussi sono stati azzerati.

Come arriva il gas dalla Russia in Europa: la mappa dei gasdotti che trasportano il gas russo

Da inizio 2022, e soprattutto dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 24 febbraio, il gas dalla Russia trasportato nei gasdotti in Europa è crollato. Proprio il gasdotto Yamal è a 0 da maggio, così come il Nord Stream, mentre le esportazioni proseguono tramite l'Ucraina - ma a volumi non paragonabili rispetto al passato -, e il Turkstream. Gli Stati europei stanno affrontando l'inverno facendo a meno del gas russo: un fatto impensabile un anno fa.

I progressi senza la Russia: Italia ed Europa piene di gas

Dall'inizio della guerra in Ucraina, Italia ed Europa hanno drasticamente ridotto le forniture di gas dalla Russia. Se nel 2021 il gas russo costituiva il 40 per cento circa delle forniture, oggi il suo peso è ridotto a pochi punti percentuali. Per sostituirlo, i Paesi europei hanno stretto nuovi accordi con altri partner energetici, oltre a potenziare l'importazione di Gnl, gas naturale liquefatto, per cui la Russia continua tuttavia ad essere un fornitore.

Il gas dalla Russia che non si è mai interrotto

In Italia, nel 2022 le importazioni di gas russo sono crollate rispetto al 2021 e il loro peso è stato progressivamente ridimensionato: sono passate dal 40 per cento del totale nel 2021, al 3 percento di novembre 2022. Dal grafico sottostante si vede come alla diminuzione delle forniture russe è corrisposto un aumento del gas dall'Algeria e del Gnl.

Clicca qui per vedere da dove è arrivato il gas in Italia nel 2022

Nelle ultime settimane la Russia aveva ripreso ad esportare volumi di gas verso l'Italia come non si vedeva da tempo, ma questa dinamica si è interrotta: i flussi di gas russo al punto di ingresso di Tarvisio sono a 0 da quasi una settimana. Comunque, il 2022 verrà ricordato come l'anno in cui le importazioni di gas russo in Italia hanno raggiunto i minimi storici, dal 1990 a oggi.

Clicca qui se non riesci a vedere il grafico

Le temperature straordinariamente miti degli ultimi mesi hanno mantenuto bassi i consumi di gas in Italia e in Europa, permettendo di ridurre la domanda e di risparmiare grandi quantità di gas. Per questo motivo il livello degli stoccaggi è tra i più alti di sempre e i prezzi sui mercati stanno diminuendo: al momento il gas in Europa abbonda.

I motivi dell'apertura russa e i rischi per il 2023

"L'apertura della Russia alle forniture in Europa dipende essenzialmente da tre fattori: le temperature miti hanno ridotto l'esigenza di consumare gas e hanno mantenuto gli stoccaggi immacolati. Il terzo motivo ha a che fare con la celerità con cui gli Stati membri hanno diversificato gli approvvigionamenti attraverso contratti di lungo termine. Per questi motivi alla Russia è arrivato il segnale che l'Europa fa sul serio e che si sta affrancando dal gas russo".

Quanto gas abbiamo per l'inverno

In più, a causa della riduzione delle esportazioni di gas verso l'Europa, i ricavi di Gazprom sono crollati rispetto a inizio anno. Secondo il Russia fossil tracker di Crea, la Russia è passata da guadagnare 454 milioni di euro in un solo giorno - ad aprile-, ai 145 dell'ultimo aggiornamento. 

I guadagni della Russia dall'esportazione di gas verso l'Italia e l'Europa sono crollati nel corso del 2022

Tuttavia, sappiamo che l'attuale tregua causata da elevata disponibilità di gas e prezzi bassi sul mercato potrebbe essere momentanea. Nel 2023 potremo ancora avere bisogno del gas russo, visti anche i problemi annunciati con il Gnl: "Non possiamo stare tranquilli, almeno per l'immediato - ha detto Benedettini a Today -, per il riempimento degli stoccaggi e per l'inverno 2023-2024 avremo ancora bisogno di gas russo, a maggior ragione se le temperature dovessero essere più rigide e se si andasse incontro a condizioni che potranno determinare un razionamento dei consumi". Putin ci scommette.

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