Domenica, 11 Aprile 2021

Grom chiude sette gelaterie e punta sui barattoli in vendita al supermercato

Meno negozi e più grande distribuzione per il gelato di Grom, tra supermercati e bar. Chiude anche la storia sede di via Cernaia a Torino

Gelateria Grom a Torino ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Cambio di strategia per Grom, la catena di gelaterie fondata a Torino da Federico Grom e Guido Marinetti, da qualche anno passata nelle mani del gruppo Unilever. Il "gelato come una volta" rimane ma sarà più facile trovarlo in vaschetta nei banchi freezer di supermercati e bar che non nelle gelaterie fisiche a marchio Grom.

L'azienda ha infatti deciso di chiudere sette gelaterie della sua rete su 46 punti vendita (cui si uniscono due chioschi nei CarrefourGourmet di Roma e Milano e i temporary store più 12 shop in shop). Quattro già hanno chiuso nel 2019 e nel primo trimestre di quest'anno chiuderanno le altre tre. Saracinesche abbassate anche nella sede storica di via Cernaia a Torino

Rilevata nel 2015 dalla multinazionale Unilever, di cui fanno parte marchi come Magnum e Algida, Grom sta andando incontro a un cambiamento che dall’azienda spiegano come "un’evoluzione del modello di business e una visione proiettata sul medio e lungo periodo, che tenga conto di nuove opportunità, nuovi canali e nuove attitudini di acquisto". 

Grom chiude sette gelaterie, cosa succederà ai dipendenti

L'analisi della rete di vendita ha portato alla scelta di "chiudere alcuni negozi, mantenendo tuttavia il ruolo del retail come hub dell’esperienza e Dna di Grom: anche il gelato confezionato nasce dal desiderio di ‘mettere la nostra gelateria in barattolo'", ricorda l'azienda, ricordando di aver "ristrutturato alcune gelaterie in Italia" e di "valutare una nuova apertura sul territorio".

Con la chiusura delle sette gelaterie, i dipendenti assunti a tempo indeterminato hanno la possibilità di "una ricollocazione in altre gelaterie e tramite incontri individuali il dipartimento HR individua soluzioni che tengano conto delle esigenze delle persone coinvolte". Per Grom l'Italia continua ad essere il primo mercato e "un paese strategico, in cui realizzare quest’idea dell’azienda come ecosistema, nel quale ciascun canale opera in completa e totale sinergia con gli altri e in cui il consumatore è al centro", garantisce l'azienda. "Questo con lo scopo di accelerare ulteriormente la crescita che, in ogni caso, ha raggiunto dal 2015 al 2019 un complessivo +46,7%. Il dato considera il brand Grom, comprensivo di tutti i Paesi e tutti i canali".

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