Sabato, 8 Maggio 2021

Azzardo, una 'droga' per adulti: quadruplicati i giocatori problematici

Dal 2014 al 2017 sono aumentati i giocatori nella fascia d'età tra i 15 e i 64 anni, calano i giovani, ma la situazione rimane preoccupante. Crescono a dismisura i 'problematici' e giocare è diventato davvero troppo facile

Foto di repertorio

Il gioco d'azzardo, un divertimento 'pericoloso', che spesso finisce per ridurre sul lastrico chi investe tutte le proprie risorse economiche inseguendo una vincita che possa risolvere tutti i problemi, ma che nella maggior parte dei casi non arriva. Anzi, i problemi li moltiplica. Dal 2014 al 2017 sono aumentati i giocatori nella popolazione fra i 15 e i 64 anni, passando dai 10 milioni di quattro anni fa (pari al 27,9%), ai 17 milioni dello scorso anno (42,8%). Un aumento preoccupante evidenziato dagli studi Ipsad ed Espad Italia, dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Calo tra i giovani

Ma l'azzardo è un gioco per 'grandi' come testimonia la diminuzione dei giocatori nella fascia d'età tra i 15 e 19 anni: nel 2010 avevano giocato 1,4 milioni di giovani, mentre nel 2017 soltanto (si fa per dire) poco più di un milione. Un dato positivo, ma che va comunque analizzato tenendo conto anche della risicata disponibilità economica dei più giovani, senza dimenticare che questo preciso target è sicuramente più incline al gioco online, su cui ci sono dati molto controversi.

I giocatori “problematici”

In questo particolare argomento, la categoria che maggiormente desta preoccupazione è quella dei giocatoriproblematici”, che nell'ultimo decennio si sono addirittura quadruplicati: “I giocatori problematici – si legge nello studio del Cnr  - hanno avuto un incremento sistematico e costante negli ultimi 10 anni, passando dai 100.000 stimati nel 2007 (0,6% dei giocatori) ai 230.000 (1,3% dei giocatori) del 2010  ai 260.000 (1,6% dei giocatori) del 2013 ai 400.000 stimati nel 2017 (2,4% dei giocatori)”. Anche in questa particolare fascia sembrano diminuire gli studenti-giocatori passati dall'8,7% dei giocatori del 2009 al 7,1% del 2017. 

L'azzardo (troppo) a portata di mano

Resta stabile nella popolazione generale il numero di giocatori d'azzardo online, con lo strumento più utilizzato che si conferma lo smartphone, utilizzato dal 50% dei giocatori. Ma se non si gioca attraverso il proprio cellulare, trovare un luogo in cui sperperare i propri risparmi inseguendo la fortuna non sembra un'impresa così impossibile. Secondo gli studi di popolazione attuati dall’Istituto Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, la maggior parte dei giocatori italiani afferma di poter raggiungere un posto in cui giocare in cinque o al massimo dieci minuti a piedi da casa. Una distanza irrisoria per chiunque, che ovviamente 'gioca' a favore di chi lucra sul gioco d'azzardo e contro chi dovrebbe tenersi a debita distanza da determinati luoghi.

Gli uomini giocano di più

Secondo i numeri del Cnr, in generale gli uomini giocano più delle donne (51,1% uomini; 34,4% donne), anche se questa distanza si assottiglia nella fascia d'età tra i 45 e i 54 anni (49,4% uomini; 34,9% donne). Il segmento di età con percentuali più preoccupanti rimane tra i 35 e i 44 anni, in cui i giocatori sono passati dal 45,3% al 57,8% nel 2017.

A cosa si gioca?

Ma quali sono i giochi preferiti dagli italiani? In testa a questa particolare classifica resta il Gratta e Vinci: questa tipologia di gioco è passata dal 60,1% del 2010  al 74% al  del 2017. Seguono Lotto e SuperEnalotto, con la terza posizione che è occupata dalle scommesse sportive, anche queste in crescita negli ultimi anni. Se SuperEnalotto e Gratta e Vinci sono i giochi più diffusi, sopratutto tra i giocatori con profili non a rischio, la vera 'droga' degli scommettitori problematici sono i videopoker e le slot machine.

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Quanto si spende?

Arrivando alla parte 'pratica' ed economica, quanto spendono gli italiani nel gioco d'azzardo? “Il 63,7% dei giocatori fra 15 e i 64 anni spende mediamente meno di 10€ al mese, il 25,3% fra 11€ e 50€, l’8,7% spende fra 50€ e 200€, infine, il 2,3 spende più di 200€ al mese. Questo dato si modifica sensibilmente se si guarda alle persone con profilo problematico fra i quali meno del 50% riferisce una spesa inferiore ai 50€, il 37% spende fra i 50€ e i 200€ il 14,9% spende più di 200€”. 

L'illusione della ricchezza

Il vero problema nella maggior parte dei casi è però la percezione dell'individuo rispetto al gioco. Quattro intervistati su 10 (il 39,1%) ritiene di poter diventare ricco con il gioco d'azzardo, una convinzione ovviamente più diffusa tra i giocatori problematici, dove la percentuale sale al 48,3%. Inoltre, il 61,7% degli intervistati ritiene che siano determinanti le abilità del giocatore, cosa plausibile se si parla di scommesse sportive o poker, ma che diventa pura 'follia' se abbiamo a che fare con SuperEnalotto o Gratta e Vinci. In questi casi c'è solo un fattore che fa la differenza: la fortuna. Quanto il gioco d'azzardo possa rovinare la vita di una persona lo si può capire dalle risposte al quesito “Complessivamente nell’ultimo anno con il gioco sei andato in rosso, in pari o in attivo?” Soltanto l'11,9% riferisce di aver vinto, mentre il resto dei giocatori o si è fermato in pari o è andato sotto. Il problema sta proprio lì, nel sapersi gestire e fermare, nell'intendere il gioco come un semplice divertimento da fare una volta ogni tanto e non come l'unica via di salvezza e risoluzione dei problemi economici. Purtroppo, i numeri ci insegnano che sono più le persone finite in bancarotta per colpa del gioco d'azzardo di quelle che hanno svoltato la propria vita con un “Turista per sempre” o con un '6' al SuperEnalotto. D'altronde, se vincessero tutti, la fortuna non sarebbe una dea così bendata.

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