Lunedì, 26 Luglio 2021
Economia

Single, precari e "bamboccioni": un terzo dei giovani italiani a rischio povertà

Difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro e occupazioni atipiche ritardano l'autonomia economica e abitativa dalla famiglia di origine: il dramma giovani fotografato dall'Istat. E sono in costante aumento quelli che lasciano l'Italia

Giovani, scrive ancora l'Istat, sempre più in fuga dall'Italia

E' allarme povertà per i giovani italiani. Tra gli under 35 che non vivono in coppia più di uno su quattro è a "rischio di indigenza". E' impietosa la fotografia scattata dall'Istat. Per i giovani che "nel nostro Paese hanno serie difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro e che spesso svolgono occupazioni dalle forme atipiche, i vincoli di bilancio - ha osservato l'istituto di statistica - possono essere così importanti da ritardare fortemente l'autonomia economica e abitativa dalla famiglia di origine, a scapito dei progetti di vita individuali". "Bamboccioni" per forza, insomma, e non per scelta.

Il 28,6% dei giovani che vivono soli risulta, infatti, a "rischio di povertà" (vive cioè in famiglie che nel 2013 avevano un reddito familiare equivalente inferiore al 60% del reddito medio), contro il 19,4% del totale delle persone residenti in Italia. Questi stessi vincoli possono inoltre esporre al rischio di povertà, deprivazione e disagio abitativo anche quanti si trovino con figli piccoli già nella prima fase del ciclo di vita familiare.

LA "GRAVE DEPRIVAZIONE" - Il 13,4% dei giovani che vivono in coppia come genitori sperimenta nel 2014 una condizione di grave deprivazione materiale (mostra cioè almeno quattro segnali di deprivazione su un elenco di nove), contro l'11,6% osservato sul totale della popolazione. Ai giovani, come al resto della popolazione, il sistema di protezione sociale eroga pensioni in caso di sopraggiunta invalidità. Sono circa 3600 i giovani che in Italia percepiscono una pensione di invalidità (lo 0,3% sul totale dei pensionati).

Nonostante le difficoltà oggettive riscontrate sotto il profilo economico, nel 2014 è alto il punteggio che i giovani danno alla soddisfazione per la vita nel complesso: su una scala da 0 a 10, esprime un punteggio da 8 a 10 il 37,8% dei 20-24enni, contro il 35,4% della popolazione con almeno 14 anni. È bassa però la fiducia che ripongono nel prossimo: sempre nel 2014, appena il 22,6% dei 20-24enni ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia, mentre il 73,8% dichiara che si debba stare molto attenti agli altri e appena il 56,1% pensa che la propria situazione migliorerà nei prossimi cinque anni.

GIOVANI IN FUGA - Giovani, scrive ancora l'Istat, sempre più in fuga dall'Italia. Oltre 36mila hanno lasciato il Paese nel 2014, un valore in aumento del 20,9% rispetto all'anno precedente. "I giovani - ha osservato l'istituto - rappresentano anche la parte di popolazione più mobile da un punto di vista territoriale; i flussi di ingresso nel nostro Paese contribuiscono infatti alla crescita numerica di questa fascia d'età. Al contempo, però, si osserva un'accresciuta propensione dei giovani residenti in Italia a emigrare".

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