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Domenica, 25 Febbraio 2024
La doccia fredda

L'azienda che chiude e licenzia tutti i 422 dipendenti con una email

La Gkn di Firenze è una fabbrica ex Fiat ora di proprietà di un fondo di investimento. Indetto uno sciopero permanente, la Cgil: "La multinazionale si assuma la responsabilità di un enorme danno sociale ed economico con conseguenze nefaste per tutto l'indotto"

La Gkn chiude il proprio stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) e ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i propri 422 dipendenti. Lo rende noto Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze e Prato, secondo cui la multinazionale che produce componenti per l'automotive si assume "la responsabilità di un enorme danno sociale" ed economico, "con conseguenze nefaste per tutto l'indotto". "Sembra la scena di un film già visto con il caso della Bekaert" chiosa Calosi.

Chiude la Gkn di Campi Bisenzio

La società avrebbe motivato la decisione perchè la struttura non apparirebbe più sostenibile vista "la situazione del mercato automobilistico e la contrazione dei volumi e della domanda che gli operatori del settore considerano avviata verso un trend ribassista generalizzato, trend amplificato dalla pandemia e dai processi di cambiamento che l'emergenza sanitaria ha scatenato. Il trend negativo ha mostrato un carattere strutturale e irreversibile". Secondo l'azienda non vi sarebbero neppure le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali vista la totale cessazione dell'attività.

Lo stabilimento Gkn, che sorge su un'area di 80mila metri quadri nella zona industriale di Capalle, costruito da Fiat Auto per la produzione di componenti automobilistici, in particolare semiassi e giunti omocinetici, fu inaugurato nel 1996, e occupava allora circa 700 dipendenti. Con il trasferimento della vecchia fabbrica fiorentina di Novoli dove oggi sorge il Polo universitario delle Scienze Sociali, fu ceduto nel 1994 a Gkn, che forniva all'epoca la quasi totalità del fabbisogno di giunti e semiassi omocinetici di Fiat in Italia. 

La GKN driveline è di proprietà di un fondo inglese e il licenziamento e la chiusura del sito sarebbe stato comunicato con una Pec ai dipendenti. Questa mattina l'azienda aveva messo tutti i lavoratori in permesso annuo retribuito collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c'era nessuno spiegano dalla federaziona italiana metalmeccanici.  Una scelta che ha colto molti di sorpresa perché, si spiega, erano stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino. 

"Appena abbiamo appreso la notizia lavoratori e sindacato si sono recati in fabbrica e entrati nel sito - riferisce ancora il sindacato - nonostante la presenza della security che però non ha bloccato gli accessi. Ora siamo in assemblea permanente in attesa di decidere le prossime azioni ed evitare che vengano a portare via i macchinari".

Dopo la Electrolux di Scandicci e la Bekaert di Figline Valdarno un'altra bruttissima notizia per il settore produttivo toscano. Anche le motivazioni riportate dall'azienda cozzano con la storia recente della fabbrica: asettembre 2020 per far fronte alle richieste produttive, oltre alla richiesta di straordinari ai lavoratori, aveva proposto un lavoro a termine della durata di 2 mesi a 10 dei 18 staff leasing “licenziati" a maggio. Poi oggi la doccia fredda.

Ora sale forte la protesta delle parti sociali mentre è stato indetta una assemblea permanente. Circa un centinaio le persone, secondo quanto appreso, che ricevuta la notizia del licenziamento, si sono presentate davanti alla fabbrica e sono entrate. 

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