Mercoledì, 28 Luglio 2021
Lavoratori in bilico

Gkn, notte in fabbrica per i lavoratori licenziati. "In 422 mandati a casa con un'email"

Assemblea permanente dopo il licenziamento collettivo, durissima la Fiom Cgil che parla di "odio sociale" dettato dalla "sete di profitto". Il ministro Orlando: "Modalità che non possono essere accettate"

Foto da facebook

Interviene anche il Ministro del Lavoro sul caso dei 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), tutti licenziati dall'oggi al domani dal fondo di investimento inglese Melrose Industries, proprietario della fabbrica dal 2018. Licenziamento avvenuto via mail nella notte tra giovedì e venerdì. "Ho sentito il sindaco di Campi Bisenzio e i miei uffici hanno contattato i sindacati, il Mise si sta muovendo per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalità che non possono essere accettate e su cui bisogna trovare tutti gli elementi per scongiurarle". Il ministro ha poi aggiunto: "Non ho mai nascosto le mie preoccupazioni davanti allo sblocco dei licenziamenti questa mi sembra però una questione che ha delle caratteristiche specifiche. Ci troviamo di fronte a un caso particolare". 

Il licenziamento e la chiusura del sito, che produce componentistica per auto, sarebbe stato comunicato con una Pec ai dipendenti. Una scelta che ha colto tutti di sorpresa. 

Presso la fabbrica è in corso un'assemblea e una occupazione di fatto permanente dello stabilimento dopo che i lavoratori ieri sono riusciti ad entrare nonostante i vigilantes mandati dalla proprietà. Molti dipendenti hanno passato la notte all'interno dello stabilimento. 

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La lettera dell'azienda: "Non sostenibile la situazione dello stabilimento"

Ma perché i lavoratori sono stati mandati a casa? Nella lettera di apertura delle procedure di licenziamento, l'azienda parla di una "complessiva non sostenibilità dello stabilimento" dovuta a varie ragioni: il crollo delle vendite del mercato automobilistico, situazione "irrigidita anche dai vincoli dovuti alle politiche ambientali". E poi c'è stato il Covid che ha finito col compromettere un equilibrio già precario: nei fatti, spiega la società,  le previsioni di fatturato dello stabilimento di Campi Bisenzio si attestano per il 2025 a un livello di circa 71 milioni di euro, "inferiore di circa il 48%" rispetto ai livelli di fatturato del 2019.

Certo è che per i lavoratori è stato un fulmine a ciel sereno. E da più parti è stato stigmatizzato il modo con cui l'azienda ha dato il benservito agli operai e al personale dello stabilimento. Tanto che anche Confindustria Firenze ha preso le distanze dal licenziamento collettivo specificando che "non aveva avuto alcuna informazione" della scelta della compagnia. 

I sindacati: "Alle 6 erano al lavoro, alle 10 sono stati mandati a casa"

"Quanto successo ai lavoratori della Gkn" di Firenze "che fino alle sei della mattina erano al lavoro, già perché il lavoro non manca alla Gkn, e alle 10, con una mail, sono stati mandati a casa, è inqualificabile" tuonano in una nota Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana, e Massimo Braccini segretario generale Fiom Cgil Toscana. "Un affronto al mondo del lavoro, a Firenze, alla Toscana e all'Italia tutta. Non lasceremo soli questi lavoratori a cui va tutta la nostra partecipe solidarietà, risponderemo come sappiamo fare, con la mobilitazione". 

Stamani la Fiom Cgil ha diramato su Facebook una nuova nota in cui usa parole durissime nei confronti della multinazionale proprietaria della fabbrica, in una vicenda che ricorda molto da vicino quella della Bekaert di Figline Valdarno: anche in quel caso, come ricorda FirenzeToday, i lavoratori si videro recapitare un'avviso della chiusura dello stabilimento dall'oggi al domani da parte della proprietà, anche in quel caso una multinazionale, belga.

La Fiom, sezione dei metalmeccanici della Cgil, non lesina neppure critiche alla politica che, di là delle "frasi di circostanza e di solidarietà", ha mostrato "accondiscendenza delle scelte padronali". E invita anche allo sciopero generale.

"La vicenda di Gkn è l'ennesima dimostrazione di un atto di odio sociale consumato nei confronti delle persone che per vivere devono lavorare. Un atto criminale dettato solo dalla sete di profitto di multinazionali che usano i lavoratori, succhiando loro ogni singola goccia di sudore e di fatica come fanno i parassiti e quando ormai hanno spremuto il corpo e l’anima di queste povere persone se ne vanno come fa appunto un parassita", si legge sulla pagina della Fiom.

E ancora: "Le responsabilità principali, anche in questo caso, sono di Gkn, ma anche di chi in questi anni non ha mai controllato se eventuali finanziamenti o benefici economici che l’impresa potrebbe avere ottenuto a cosa servivano e dove andavano. Adesso tutti sono al capezzale di quelle 422 famiglie ma nessuno ha proposto una via di uscita da questo dramma sociale".

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Landini: "Qui si parla di delocalizzazione, di aziende che vorrebbero produrre altrove"

All'attacco anche Maurizio Landini, leader della Cgil. "Io credo che quello che sta succedendo in alcune aziende, nella Gianetti Ruote e nella Gkn siano cose inaccettabili. Due grandi multinazionali dalla sera alla mattina hanno deciso siccome è finito il blocco dei licenziamenti di chiudere i stabilimenti. Qui non stiamo parlando di aziende al fallimento e che portano il libri al tribunale, qui siamo parlando di imprese che hanno altri stabilimenti in Italia che continuavano a lavorare anche qualche giorno fa. Qui stiamo parlando di delocalizzazione. Vorrebbero andare a produrre da altre parti".

Non c'è però solo il caso della Gkn. Come ricordato da Landini, solo qualche giorno fa la lettera di licenziamento è arrivata anche 152 dipendenti della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto in Brianza che, dopo oltre un secolo di storia produttiva nella provincia di Monza, ha annunciato la chiusura dello stabilimento. Anche in questo caso, la notizia sarebbe arrivata con un'email recapitata a fine turno di lavoro. 

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