Domenica, 20 Giugno 2021
Grecia

Cosa può accadere con la vittoria del "No": dal 'Grexit' al 'Groff'

Nella migliore delle ipotesi le banche greche hanno liquidità fino a venerdì, ma in assenza di un programma di aiuti la Bce non può concedere altri prestiti. Si studiano soluzioni ponte. Una di queste è la sospensione temporanea di Atene dall'eurozona

E ora che cosa succederà in Grecia? Il risultato netto - e per nulla scontato - del referendum voluto da Tsipras apre "scenari inediti" per l’eurozona, come ha ricordato in serata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il portavoce del governo tedesco ha detto che non sono ancora state soddisfatte le condizioni per nuovi colloqui con la Grecia e che la riapertura dei negoziati dipenderà dalle nuove proposte che farà il governo di Tsipras. 

Una posizione condivisa anche dall’Eurogruppo che in mattinata ha fatto sapere che i vari ministri delle Finanze si aspettano "nuove proposte" da parte della Grecia in vista dei nuovi colloqui di martedì.

Per trovare un’intesa c’è tempo fino al 20 luglio, quando scadrà il prestito di 3,5 miliardi della Bce che, in caso di mancato pagamento, renderebbe automatica l’uscita del Paese dall’eurozona. 

In realtà la situazione in Grecia potrebbe precipitare molto più rapidamente. Nelle casse delle banche elleniche non ci sono più soldi. Gli istituti di credito - chiusi anche oggi - hanno detto di avere in cassa denaro per arrivare forse a stasera.

Più ottimistica la stima del ministro greco dell’Economia Giorgos Stathakis secondo cui le banche greche potranno permettere prelievi - con il limite di 60 euro giornalieri - fino a venerdì prossimo. 

Una delle ipotesi che si fa nelle ultime ore è che la Bce possa erogare alle banche greche una piccola somma per non farle crollare immediatamente. Si tratta di una decisione molto delicata e tutt’altro che scontata: per statuto la Bce non può fornire liquidità d’emergenza se un Paese è fuori da un programma di aiuti concordato: Atene ne è uscita il 30 giugno scorso quando Tsipras ha deciso di far saltare il tavolo e rimettere la decisione nelle mani del popolo greco. Senza contare che la Bundesbank si metterebbe di traverso. 

Un’altra ipotesi - riportata oggi dal Sole 24 Ore - è quella di una sospensione temporanea della Grecia dall’eurozona: non più 'Grexit', ma 'Groff'. Una soluzione tampone che consentirebbe di far fronte all'emergenza finanziaria in attesa del braccio di ferro finale tra Atene e Bruxelles.

Si tratta comunque di un'opzione tutt'altro che semplice da mettere in pratica: la sospensione temporanea, "richiederebbe moltissimi adattamenti del sistema giuridico dell’Unione europea". Un lavoro titanico, insomma. Ma la burocrazia non è l'unico ostacolo:

L’aspetto più delicato è quello politico - spiega il Sole 24 Ore - Una soluzione di questo tipo, infatti, richiederebbe l’accordo della Grecia, cosa non scontata alla luce degli ultimi cinque mesi di trattative. Ma vale la pena - è l’interrogativo che serpeggia a Bruxelles - avviare un intervento così vasto per un obiettivo a rischio di insuccesso?

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