Giovedì, 17 Giugno 2021
ECONOMIA

Debiti saldati e prestiti dall'Ue: così riparte la Grecia

Con il prestito-ponte Atene salda gli arretrati e torna "in linea". Ricevuti 7,16 miliardi dall'Ue, subito versati al Fondo monetario internazionale e per i titoli in scadenza detenuti dalla Bce

Angela Merkel e Alexis Tsipras (Infophoto)

ROMA - La Grecia si rimette "in linea" con i debiti: ha saldato tutti gli arretrati al Fondo monetario internazionale e avviato le operazioni di pagamento dei titoli di Stato in scadenza, detenuti dalla Banca centrale europea, che ammontavano a 3,5 miliardi di euro.

Contestualmente, ieri ad Atene è stato corrisposto un prestito-ponte dell'Ue da 7,16 miliardi di euro per coprire il fabbisogno finanziario da qui a quando ragionevolmente avrà siglato un accordo su un nuovo piano di aiuti. Lo stesso Fondo monetario internazionale ha confermato che "la Grecia ha ripagato la totalità degli arretrati" nei confronti dell'istituto di Washington, equivalenti a circa due miliardi di euro. Lo ha detto in una nota il portavoce del Fondo, Gerry Rice, precisando che "la Grecia non ha più arretrati nei confronti del Fmi", che così può sbloccare in linea teorica nuovi fondi a favore di Atene.

BANCHE RIAPERTE - "Come abbiamo detto - ha concluso Rice - il Fondo è pronto a continuare ad assistere la Grecia nei suoi sforzi volti al ritorno alla stabilità finanziaria e alla crescita". Intanto, dopo tre settimane di chiusura, sono state riaperte le banche nel paese ellenico, fermo restando il limite ai prelievi di 420 euro settimanali, mentre è entrato in vigore l'aumento di dieci punti dell'Iva su alcuni beni e servizi.

SETTIMANA CRUCIALE - Ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha ribadito in un'intervista alla rete televisiva Ard la sua netta opposizione a un taglio del debito greco, "impossibile" in seno all'Eurozona. Ma per la prima volta ha aperto uno spiraglio a un possibile alleggerimento in termini di scadenze e di tassi di interesse. Questa settimana sarà cruciale per il premier greco Alexis Tsipras, intenzionato, secondo alcuni media greci, a fare un "crash test" in Parlamento ed eventualmente pronto a dimettersi nel caso di ulteriori defezioni nelle file di Syriza.

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