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Lunedì, 20 Maggio 2024
Economia Svizzera

La Guardia di Finanza chiede i nomi di 10mila clienti italiani di Credit Suisse

Al vaglio delle Fiamme Gialle 9.953 posizioni finanziarie. Secondo l'accusa, le polizze assicurative della banca svizzera sarebbero state un escamotage per consentire ai clienti italiani di portare denaro all'estero

La Guardia di Finanza ha richiesto alle Autorità fiscali svizzere di conoscere i beneficiari italiani titolari di 9.953 posizioni finanziare accese presso il gruppo bancario elvetico Credit Suisse, emersi nel corso delle indagini di polizia giudiziaria svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Milano nei confronti del Gruppo Credit Suisse.

L’iniziativa deriva dagli esiti dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, conclusasi, tra l’altro, con il “patteggiamento” dell’istituto di credito per responsabilità ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 in relazione al reato di riciclaggio.

Al termine dell’attività di analisi ed approfondimento svolta insieme all’Agenzia delle Entrate, le indagini hanno consentito di identificare, fino ad ora, i titolari di 3.297 posizioni, contenute in elenchi acquisiti nel corso delle indagini, la maggior parte dei quali già destinatari di contestazioni degli uffici finanziari conclusesi con la riscossione (anche per effetto dell’adesione alla prima procedura di Collaborazione Volontaria) di circa 173 milioni di euro per imposte, sanzioni e interessi.

Le richieste riguardano ora gli effettivi beneficiari italiani, tuttora non compiutamente identificati, di ulteriori 9.953 posizioni finanziarie, per un ammontare complessivo di 6.676.134.954 euro. Secondo l'accusa, le polizze assicurative di Credit Suisse al centro delle indagini sarebbero state un escamotage dell'istituto elvetico per consentire ai clienti italiani di portare denaro all'estero nascondendolo al Fisco.

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