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Martedì, 25 Gennaio 2022
Parla l'esperto

Il futuro è ad idrogeno? "L’Italia può arrivare a un milione di tonnellate annue"

Livio de Santoli, Prorettore all’Università Sapienza fa il punto dopo l'annuncio di Snam: "Una possibilità per l'Italia". L'intervista

"Per l’Italia è l’occasione di diventare un importante hub europeo, con riferimento all’idrogeno prodotto nel Nord Africa. È un’operazione di fronte alla quale, in questa fase di transizione, bisognerà capire produzione e tempi dell'idrogeno trasportato in questa rete che dovrà essere compatibile con la strategia nazionale di prossima emanazione. Su 10 milioni di tonnellate all'anno, probabilmente il target italiano potrebbe arrivare al 2030 ad una tonnellata all'anno".

A dirlo è il professor Livio de Santoli, Prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma e presidente del Coordinamento Free, che raccoglie varie associazioni operative nel campo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica. L’esperto nazionale di pianificazione energetica commenta così la presentazione del Piano Strategico 2021-2025, con cui Snam ha annunciato di investire 23 miliardi di euro per installare la prima rete a idrogeno di 2.700 chilometri da Sud a Nord in Italia entro il 2030.

Livio De Santoli - foto Ansa-2

"Ma ripeto, questi investimenti devono essere coerenti con una strategia a medio e lungo termine che deve prevedere anche usi dell'idrogeno nei luoghi in cui viene prodotto, - continua de Santoli - usi per la mobilità sostenibile e per l'industria hard-to-abate", cioè che dipendono in massima parte dall’uso di carburanti fossili. "È questo il compito delle così dette Hydrogen valleys, alcune delle quali sono in fase di progettazione sul territorio italiano. Ricordiamoci che, a causa della sua bassa densità, trasportare idrogeno è molto costoso, e l'utilizzo di reti esistenti può aiutare, a patto che siano evidenziati nel tempo le quantità di idrogeno da produrre e quali le percentuali di blending (miscela gas e idrogeno). Importante sarà anche concepire le integrazioni delle hydrogen valleys con le reti dell'idrogeno".

Un investimento importante, tale da poter davvero rilanciare il ruolo dell’Italia nella pianificazione energetica europea del futuro, ma non così inaspettata. "La decisione di Snam non è una novità. - prosegue de Santoli - Aveva da tempo annunciato investimenti perché l’idrogeno è uno dei suoi punti di riferimento in relazione alla loro rete di trasporto di gas metano in Italia che, con il processo di decarbonizzazione, diventerebbe inattiva".

Un cambiamento epocale quello a cui va incontro l’Italia, che da Pnrr prevede l’avvio dell’adozione di soluzioni basate sull’idrogeno con un investimento di 0,23 miliardi di euro. Come sarà utilizzato idrogeno? "Nelle industrie energivore che non utilizzano il vettore elettrico, nei trasporti su ferro, gomma e navali, ed in prospettiva anche nei trasporti aerei. Interessanti potrebbero anche essere gli usi civili". 

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