Sabato, 17 Aprile 2021

Ikea restituisce i sussidi ricevuti a nove Paesi: "La crisi è meno grave del previsto"

La multinazionale dei mobili ha avviato un'interlocuzione con gli Stati nazionali per restituire i soldi ricevuti durante la pandemia. Secondo il portavoce di Ingka Group "è la cosa giusta da fare"

EPA/ANDY RAIN via ANSA

La crisi morde meno del previsto e Ikea restituisce i soldi ricevuti sotto forma di sussidi pubblici. O almeno: questa è la volontà del colosso svedese secondo quanto riferito da Tolga Oncu, portavoce di Ingka Group (la società che gestisce la maggior parte delle operazioni di vendita Ikea) prima ad Afp e poi al Financial Times.

La multinazionale dei mobili avrebbe avviato un’interlocuzione con i governi di Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda, Portogallo, Romania, Serbia, Spagna e Stati Uniti.

Secondo Oncu, all’inizio della pandemia Ikea stimava una contrazione delle vendite pari al 70-80%. Ma con la fine del lockdown, gli store sono quasi tutti riaperti e la domanda ha subito un’impennata forse inaspettata. "Ikea è in contatto con i governi di nove paesi - ha detto Oncu ad Afp -per restituire gli aiuti governativi che abbiamo ricevuto per coprire gli stipendi dei colleghi durante il culmine della pandemia".

Per Oncu è arrivato il momento giusto di dire: "Grazie di averci aiutato avete aiutato in questo periodo difficile e quindi ora cercheremo di capire come possiamo restituire qualcosa indietro". 

A causa della pandemia Ikea era stata costretta a chiudere 300 dei suoi 380 negozi in tutto il mondo, ma ora sono solo 23 gli store con le serrande ancora abbassate. E gli affari, così pare, vanno bene. 

"Quando la nebbia ha iniziato a diradarsi - ha detto ancora Oncu - ci siamo resi conto della nostra capacità di adattamento alle nuove circostanze. E abbiamo capito che la crisi non era così profonda come avevamo temuto e non sarebbe durata quanto pensavamo all’inizio".

Secondo Inkga Group diversi Paesi sarebbero stati già rimborsati, anche se non è stato specificato quali. Oncu ha aggiunto che oggi da parte di Ingka Group c’è "una migliore comprensione dell’impatto della crisi sulla nostra attività" e che la decisione di restituire i sussidi (o parte dei sussidi) non ha nulla a che vedere con il modo in cui Ikea viene percepita, ma è semplicemente "la cosa giusta da fare". "È importante - ha chiosato - mantenere buoni rapporti con le società e le comunità a cui siamo legati".

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ikea restituisce i sussidi ricevuti a nove Paesi: "La crisi è meno grave del previsto"

Today è in caricamento