Mercoledì, 3 Marzo 2021

Sull'Ilva lo stallo continua, Di Maio: "ArcelorMittal batta un colpo"

Il ministro del Lavoro dopo il tavolo al Mise: "Piano industriale non soddisfacente. Non ha senso rivederci se non cambia l'offerta". Ugl: "Fumata nera per i lavoratori"

Foto di repertorio

Nulla si muove sul fronte Ilva. A confermarlo sono le parole del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine del tavolo al Mise:  "Non ci sono le condizioni per far ripartire il tavolo se ArcelorMittal non batte un colpo, sull’occupazione, ArcelorMittal batta un colpo".

"Spero di poter riconvocare il tavolo in questa settimana se arriverà un’offerta migliorativa sull’occupazione da parte di ArcelorMittal. Non ha senso rivederci" se non cambia l’offerta, ha aggiunto Di Maio, annunciando che "domani mattina al massimo domani pomeriggio invieremo la richiesta del parere in autotutela all’avvocatura dello Stato sulla regolarità della gara". Comunque, ha precisato, "se l'avvocatura mi dice che la gara è irregolare non è detto che in base a queste irregolarità ci siano i presupposti per ritirare la gara".

"Piano ArcelorMittal non soddisfacente"

Il piano occupazionale presentato da ArcelorMittal, ha spiegato il vicepremier, "ho sempre detto che non è soddisfacente e oggi i sindacati hanno detto chiaramente che non ci sono le condizioni per far ripartire il dialogo se ArcelorMittal non batte un colpo". Da ArcelorMittal "è arrivata una disponibilità generica ma che non aiuta il dialogo. Bisogna entrare nei dettagli", ha sottolineato Di Maio. Questo "è stato un primo tentativo di ripartenza ma è chiaro ed evidente che quel piano occupazionale non può assolutamente soddisfare le nostre esigenze". Al momento, dunque, "non ci sono passi avanti".

L’auspicio del ministro è che "entro la metà di agosto si possa avere la risposta ai dubbi che ci sono sulla procedura di gara" e "spero che ci siano i presupposti per poter riconvocare questa settimana azienda e sindacati per favorire il dialogo".

"Questa procedura non l’ho gestita dall’inizio - ha poi sottolineato - e so chi l’ha gestita prima. La gestione del caso Ilva è stata portata avanti da uno di quei governi con dentro quei partiti che in tutti questi anni non hanno mai fatto l’interesse della salute e del lavoro dei cittadini. Hanno sempre e solo governato per le grandi lobby di questo Paese che si sono sempre nutrite dei fondi pubblici e delle leggi ad personam".

Ugl: "Fumata nera per i lavoratori"

"Con profondo rammarico, dobbiamo notare come alcun passo in avanti sia stato fatto sul tema dei livelli occupazionali, che, come forza sindacale rappresentativa dei lavoratori Ilva, ci preme in prima istanza". E' il commento del segretario confederale dell'Ugl, Salvatore Muscarella, il tavolo odierno con il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, sul tavolo indetto per verificare la tenuta occupazionale del piano prodotto dalla multinazionale Arcelor Mittal, incontro al quale ha preso parte anche una delegazione dell'Ugl Metalmeccanici composta dal segretario nazionale con delega alla Siderurgia, Daniele Francescangeli, e dai Segretari della provincia tarantina, Andrea Ferraioli e Domenico Gigante.

"Poche le certezze - sottolinea Muscarella - anche sui 250 milioni accantonati per amministrazione straordinaria, mentre si continua a trattare con acquirenti che in qualsiasi momento potrebbero essere delegittimati dall'avvocatura dello Stato, visto l'intervento chiesto dallo stesso Governo a garanzia del corretto svolgimento del bando di assegnazione della gara".

"Naturalmente questa incertezza non giova al tavolo, dove tutte le sigle sindacali hanno evidenziato molteplici criticità, chiedendo più trasparenza e certezze per il personale implicato. Come Ugl - dichiara congiuntamente la delegazione - riteniamo indispensabile che il ministro Di Maio debba essere sempre presente alle riunioni e che si faccia garante sia per la parte occupazionale sia per tutta la parte di bonifica ambientale".

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