Domenica, 7 Marzo 2021

Ilva, ecco il piano di Mittal: 10.300 assunzioni entro il 2021

Nell'incontro tra Arcelor Mittal e i sindacati è stato presentato il piano per le assunzioni e gli esuberi

Foto di repertorio

Potrebbe esserci una svolta nella trattativa Ilva: Mittal ha presentato un piano che prevede l'assunzione di 10.300 lavoratori entro il 2021. Sarebbe questa l'idea messa sul tavolo nell'incontro con i sindacati: 10.100 assunti entro il 31/12/2018 e altri 200 entro il 2021. Entrano così nel vivo il piano occupazionale ed industriale, nel negoziato a cui hanno partecipato Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, le delegazioni di categoria, Fim Fiom Uilm,i Commissari straordinari, e per il governo il direttore generale del Mise, Giampiero Castano.

Il piano per gli esuberi

Mittal è pronta ad assumere non prima del 2023 tutti i lavoratori Ilva in esubero che non abbiano usufruito né di incentivi all'esodo né di prepensionamenti ne' di una offerta di lavoro all'interno della nuova Ilva. Lo prevede, a quanto si apprende, la proposta al centro della trattativa tra Arcelor Mittal e sindacati.

Una piena occupabilità, dunque, assicurata al ''momento della emissione del decreto di cessazione nel caso "vi fossero ancora dei lavoratori alle dipendenze della società Ilva che non abbiano già ricevuto una proposta di assunzione e non abbiano beneficiato di altre misure e opportunità" e siano "stati continuativamente alle dipendenze della società Ilva dalla data di sottoscrizione del contratto fino alla cessazione dell'amministrazione straordinaria".

 A fronte di questo impegno sui lavoratori residui, si legge nella proposta Mittal, i sindacati "si impegnano a raggiungere in buona fede con Am Investco specifiche intese, comprese riduzioni dell'orario di lavoro, che consentano di assicurare i costi del lavoro invariati".

Botta e risposta tra Bentivoglio e Di Maio

Botta e risposta tra il leader Fim Marco Bentivogli e il ministro dello Sviluppo economico e del lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, nel corso del tavolo Ilva. Una schermaglia 'cortese' andata in onda, a quanto si apprende, durante l'intervento del sindacalista, che aveva rinnovato le sue critiche al governo colpevole di "voler scaricare le sue responsabilità relative alla legittimità della gara sulle parti sociali".

"Lei ministro guarda per aria, ma purtroppo non è come in Tv dove fa monologhi. Nelle trattative sindacali può trovare qualcuno che la pensa diversamente", dice Bentivogli, a cui risponde immediatamente Di Maio: "E un piacere dibattere con lei. La faccio concludere poi le rispondo". Divergenze poi superate; la trattativa infatti entra nel vivo e per la prima volta decolla una riunione ristretta tra azienda, sindacati, commissari straordinari e governo.

Ugl: "Chiudere la trattativa in tempi stretti"

"Confidiamo di essere ormai vicini alla soluzione che da tempo perseguiamo. Fino all'ultimo metteremo il massimo impegno dell'intera Organizzazione perché nessun lavoratore sia lasciato per strada". Così il Vice Segretario Generale, Luigi Ulgiati, il Segretario Confederale, Salvatore Muscarella, il Segretario Nazionale Metalmeccanici Antonio Sperae e il Vice Segretario Nazionale Chimici, Eliseo Fiorin dopo che si è conclusa la prima fase dell'incontro calendarizzato questo pomeriggio dal ministro Di Maio con le organizzazioni sindacali, cui ha partecipato la delegazione Ugl.

Nel corso della riunione, il Mise ha illustrato una bozza del progetto occupazionale, che è stata oggetto di un primo giro di osservazioni e di interventi della parte sindacale, al termine della quale, su invito dello stesso Ministro, condiviso da tutte le organizzazioni presenti al tavolo, si è inteso proseguire in ristretta con i soli segretari nazionali delle federazioni interessate, al fine di perseguire la massima agibilità per il raggiungimento dei risultati che tutte le parti auspicano da lungo tempo.

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