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Lunedì, 15 Aprile 2024
Economia Taranto

Ilva volta pagina ma i sindacati denunciano: "Anomalie in assunzioni, si parte malissimo"

ArcelorMittal ha preso il controllo. Uilm: "Gravissime violazioni dell'accordo sottoscritto nei confronti dei lavoratori che attualmente si collocano in cassa integrazione"

ArcelorMittal ha preso il controllo dell'Ilva. Ma i sindacati esprimono timori e preoccupazioni. L'annuncio è arrivato ieri con la conclusione della transazione di AM Investco Italy Srl volta ad acquisire Ilva S.p.A. ArcelorMittal è il partner principale di AM Investco, con una quota nel consorzio pari al 94,4%, mentre Banca Intesa Sanpaolo ne detiene il 5,6%. Il contratto di affitto e obbligo di acquisto da parte di AM Investco decorre dal 1 novembre 2018). A seguito della chiusura della transazione, si legge in una nota, ArcelorMittal ha ora assunto il pieno controllo direzionale di Ilva, che formerà ora un nuovo polo industriale all’interno di ArcelorMittal Europe- Flat Products, e sarà conosciuta come ArcelorMittal Italia.

Lakshmi Mittal, presidente e ceo di ArcelorMittal, ha così commentato: "La conclusione della procedura di acquisizione di Ilva costituisce un’importante tappa strategica per ArcelorMittal, Ilva è un asset di qualità che offre un’opportunità unica di espandere e rafforzare la nostra presenza in Europa, acquisendo il sito di produzione di acciaio più grande d’Europa. Per ArcelorMittal si tratta di un’ottima opportunità di creazione di valore che si inserisce perfettamente nel percorso verso il raggiungimento dell’obiettivo di investire in progetti di crescita, nei quali possiamo sfruttare la nostra esperienza operativa per rafforzare l’Ebitda e liberare flusso di cassa nel lungo periodo". “Vantiamo - ha ricordato Mittal - una lunga storia di rilancio di asset poco efficienti. Sono fiducioso nel fatto che riusciremo a ripristinare le prestazioni operative, finanziarie e ambientali di Ilva e che, nel farlo, creeremo valore per la nostra società, gli stakeholder di Ilva e l’economia italiana”.

Aditya Mittal, presidente e cfo del gruppo, ceo di ArcelorMittal Europe, ha aggiunto: “E' per noi un grande piacere dare il benvenuto a Ilva all’interno di ArcelorMittal. Siamo entusiasti del potenziale di Ilva che rappresenta un complemento perfetto per il nostro business di prodotti laminati piatti già esistente in Europa, offre dimensioni significative e ha una posizione geografica strategica. Tutto ciò, unito alla nostra competenza nella produzione di acciaio, all’abilità tecnologica e ai significativi impegni di investimento presi, ci consentirà di trasformare positivamente la performance di Ilva".

Investimenti ambientali per più di un miliardo

"I nostri piani aziendali ambientali, industriali e commerciali illustrano in dettaglio come effettueremo il turnaround di Ilva. Il caposaldo dei nostri impegni di investimento è rappresentato dal programma di investimenti ambientali, che ammontano a 1,15 miliardi di euro. I lavori sono già iniziati e, nel tempo, sono sicuro che riusciremo a realizzare la nostra visione di trasformare Ilva non solo in uno dei produttori di acciaio leader in Europa ma anche in uno dei più responsabili - ha concluso Mittal - Data la storia di Ilva, sarà anche fondamentale ricostruire la fiducia con gli stakeholder locali, attraverso un dialogo aperto e trasparente, dimostrando loro la differenza positiva che apporteranno i nostri significativi impegni ambientali”.

Ilva, la rabbia di Taranto

Uilm: "Si parte malissimo"

"Parte malissimo il primo giorno della gestione targata ArcelorMittal. Registriamo infatti gravissime violazioni dell'importante accordo sottoscritto il 6 settembre scorso nei confronti dei lavoratori che attualmente si collocano in cassa integrazione nell'amministrazione straordinaria", ha commentato Palombella. Il segretario generale dell'Unione italiana lavoratori metalmeccanici ha poi definito "grave" la decisione di "collocare in cigs" i lavoratori delle manutenzioni.

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno inviato negli scorsi giorni una lettera all'amministratore delegato di Am InvestCo Italia, Jehl Matthieu, e per conoscenza al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio,segnalando "gravissime anomalie rispetto all'applicazione dei criteri di legge in ambito selettivo del personale". Il riferimento è all'individuazione dei lavoratori che dall'1 novembre sono passati alle dipendenze di ArcelorMittal (10.700 in tutti gli stabilimenti del gruppo, 8200 a Taranto) e degli esuberi - 2586 - che restano in capo all'amministrazione straordinaria e verranno collocati in cassa integrazione straordinaria a zero ore (solo 300 saranno utilizzati per le bonifiche). Alcune centinaia di lavoratori aderiranno all'esodo volontario con incentivo. Chi passa con ArcelorMittal dall'1 novembre al 31 dicembre sarà in forza al nuovo proprietario in regime di "distacco", mentre dall'1 gennaio 2019 sarà assunto a tutti gli effetti. Per i sindacati si "registrano molteplici incongruenze palesi sui criteri" utilizzati.

L'Ilva volta pagina, inizia l'era ArcelorMittal 

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