Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia Taranto

Taranto, la lunga estate dell'ex Ilva: "Senza immunità si chiude il 6 settembre"

Lo stabilimento dell'ex Ilva potrebbe chiudere a Taranto tra poco più di due mesi, il 6 settembre. Lo annuncia l'ad di ArcelorMittal. Di Maio al lavoro per trovare la soluzione

Ansa

Ombre sul futuro dell'ex Ilva. Senza una soluzione al problema della protezione legale lo stabilimento dell'ex Ilva potrebbe chiudere a Taranto tra poco più di due mesi, il 6 settembre. Ad annunciare la decisione è stato l'ad di ArcelorMittal, Geert Van Poelvoorde. "L'entrata in vigore del Decreto Crescita non consentirebbe ad alcuna società di gestire l'impianto oltre il 6 settembre, una data che è stata fissata dal governo, a meno che non sia garantita la necessaria tutela ambientale" spiega poi in una nota ArcelorMittal Italia, precisando "che non sarebbe possibile per nessuna società gestire lo stabilimento di Taranto senza identificare una soluzione costruttiva all'attuale contesto, come comunicato la settimana scorsa da ArcelorMittal Sa".

"Le ragioni alla base di questa affermazione sono illustrate nelle dichiarazioni delle ultime settimane e si riferiscono al periodo necessario per l'attuazione del piano ambientale durante il quale sono richieste e sono attualmente in vigore le tutele legali", sottolinea ancora ArcelorMittal nella nota. "ArcelorMittal è aperta al dialogo con il governo e continua a sperare in una conclusione soddisfacente che consenta all'azienda di continuare a investire in modo significativo nell'industria siderurgica italiana" prosegue la nota.

Van Poelvoerde ha spiegato che senza l'immunità i manager di ArcelorMittal potrebbero essere perseguiti per il non rispetto delle norme ambientali negli impianti dell'ex Ilva, dovuto all'inadempienza delle passate gestioni , proprio mentre stanno attuando il piano che dovrà portare, a termine alla messa in conformità dello stabilimento con quelle norme. "Nel 2012 - ha ricordato l'Ad di ArcelorMittal Europa - l'impianto è stato posto sotto sequestro dall'autorità giudiziaria, ed è ancora sotto sequestro". Durante le discussioni con i possibili acquirenti dell'ex Ilva, "il governo votò un provvedimento che diceva che se vuoi far funzionare un impianto che non rispetta le norme e devi investire, hai bisogno di una protezione giuridica contro le azioni penali".

Perché ArcelorMittal vuole una protezione giuridica contro la responsabilità penale

"Questa cosiddetta immunità penale", che significa "dare un tempo all'operatore per attuare il suo piano senza poter essere incriminato", è "logica, perché altrimenti, se l'autorità giudiziaria riceve una denuncia per inadempienza delle norme (ambientali, in questo caso ndr), deve applicare la legge, e procedere all'incriminazione", ha spiegato l'Ad. Questa immunità penale "è parte del contratto", ha continuato van Poelvoorde, ricordando che con la copertura dei parchi minerali dello stabilimento di Taranto "abbiamo fatto ciò che nessuno aveva fatto, abbiamo portato tutta la nostra tecnologia e il nostro staff, stiamo facendo un grandissimo lavoro. Stiamo attuando il nostro piano secondo il programma".

"Il contratto - ha precisato ancora l'Ad - prevede che man mano che procederemo con l'attuazione degli investimenti la protezione giuridica automaticamente verrà meno. Fra l'altro, la ragione per cui non siamo proprietari, ma affittuari dell'impianto, è dovuta al fatto che non si può vendere un impianto sotto sequestro". E "non si può far funzionare un impianto sotto sequestro senza avere una protezione giuridica contro la responsabilità penale". Ma "ora, con nostra sorpresa, il governo ci ha detto che vuole rimuovere l'immunità", e "ha votato questa legge alla Camera" ha lamentato van Poelvoorde, secondo cui la spiegazione del governo è di voler anticipare una sentenza attesa per ottobre, e probabilmente avversa alla protezione giuridica. 

"Che cosa succede ora? Il governo ci dice che non vogliono che ce ne andiamo; vogliono che che andiamo avanti, che risolveranno il problema, anche se voteranno questa legge", ha detto ancora Van Poelvoorde, e ha osservato: "Noi non siamo in conflitto col governo, non sappiamo perché sta facendo quello che fa, avranno le loro loro ragioni probabilmente, ma insistiamo nel dire che a queste condizioni noi non possiamo continuare a operare nell'impianto, né potrebbe farlo un altro gruppo"

Ilva Taranto, Di Maio al lavoro per trovare la soluzione

Immediata la replica del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: "Io non accetto ricatti. Qui la legge è uguale per tutti - avrebbe detto ai suoi collaboratori Di Maio, a quanto apprende Adnkronos da fonti di governo -. Ilva resti aperta, non hanno nulla da temere, le soluzioni si trovano" .

A stretto giro di posta arriva anche la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Ilva? Non ci possiamo permettere la chiusura - ha detto a 'Porta a Porta' -. Sono 11 mila posti di lavoro diretti e altrettanti indiretti. Per carità la tutela ambientale ma gli imprenditori arrivati adesso hanno ereditato una situazione disastrosa e in nove mesi non possono sistemarla. Il ministro di Maio mi assicura che Ilva non rischia, io mi fido".

Mise: "Cassa integrazione mina equilibrio sociale di Taranto"

Prossima tappa della vicenda il 4 luglio, giorno in cui è stato fissato al ministero un incontro con il management di ArcelorMittal.

Secondo fonti del Mise "l'avvio della Cig per i lavoratori dell'Ilva tramite comunicato stampa un atteggiamento irresponsabile che mina l’equilibrio sociale del territorio di Taranto. Un equilibrio messo già a dura prova in questi decenni e che crea allarmismo e tensione, frutto anche delle dichiarazioni dell'ad di ArcelorMittal Europa, Geert Van Poelvoorde, sulla presunta chiusura dello stabilimento".

"Vogliamo trovare una soluzione assieme ad Arcelor Mittal visto che, come già detto, l'azienda era stata informata già a febbraio 2019 degli sviluppi circa la possibile revoca dell'immunità penale introdotta nel decreto-crescita, alla luce della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Gip di Taranto l'8 febbraio scorso sui diversi provvedimenti (tra cui proprio l'immunita' penale) emessi dai Governi precedenti per salvare lo stabilimento siderurgico", sottolineano le stesse fonti.

Dall'opposizione il Pd fa sapere di aver chiesto, "attraverso Emanuele Fiano, che il ministro del Lavoro e Sviluppo economico Luigi Di Maio si rechi immediatamente in Aula per riferire sull'annuncio dell'ad di ArcelorMittal".

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