Lunedì, 1 Marzo 2021
Taranto

Ilva primo "vero esame" per il ministro Di Maio: il futuro dello stabilimento è in bilico

Il vicepremier ha convocato per martedì prossimo i vertici di ArcelorMittal. Appello dei sindacati a Di Maio: "Fare tutto in fretta sarebbe un errore strategico, migliaia di lavoratori rischiano la cassa integrazione senza una prospettiva occupazionale"

Sarà l'Ilva il primo vero scoglio del ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Si riapriranno a breve gli incontri sul futuro dello stabilimento. Dopo il round con i Commissari straordinari della settimana scorsa il Ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, a quanto si apprende, avrebbe convocato per martedì prossimo, 19 giugno, i vertici di ArcelorMittal, il gruppo franco indiano in predicato per l'acquisizione del complesso siderurgico dell'Ilva. 

E sempre martedì, ma prima del round con la cordata AmInvestco, a varcare il portone del Mise, per la prima volta dall'avvio delle trattative di vendita, sarebbero state chiamate da Di Maio anche le associazioni ambientaliste mentre è stato fissato per lunedì nel pomeriggio l'incontro con il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

Ilva, la trattativa è in stand-by

Per ora invece nessun incontro sembra essere previsto con Fim Fiom e Uilm nonostante il pressing dei sindacati sul governo anche per un riavvio rapido della trattativa di cessione con gli indiani di Mittal. La trattativa è bloccata sul nodo occupazione. "Tutte le decisioni sull'Ilva saranno prese col massimo della responsabilità", assicura il vicepremier.

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Il mondo politico si scalda dopo le parole del ministro dell'Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio: "L'Ilva deve continuare a essere un sito produttivo. Io non andrei a passare le mie vacanze lì". Chiaro il riferimento all'idea di Beppe Grillo di convertire lo stabilimento siderurgico più grande d'Europa in un grande centro di attrazione turistica non convince il ministro della Lega: "Io non andrei a passare le mie vacanze lì - dice - a meno che non farne una grande Eurodisney, ma servirebbero una quantità di fondi privati. In Italia ci sono decine di località da valorizzare e io vorrei concentrare lì le risorse per la valorizzazione".

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Appello Fiom a Di Maio

La Fiom Cgil Ilva di Taranto chiede che le cosa vengano fatte "per bene": la possibile proroga di 90 giorni per il contratto di acquisizione degli stabilimenti Ilva da parte di ArcelorMittal non è per forza di cose un segnale negativo: "La vendita non è ancora stata perfezionata e non possiamo certo farci condizionare dal fattore tempo spingendo sull’acceleratore, tale scelta infatti rischierebbe di favorire la multinazionale dell’acciaio e non creerebbe sicuramente una situazione di maggior favore per i lavoratori. Bisogna fare presto? Noi crediamo che fare presto sia un errore strategico che favorirebbe soltanto Mittal e vedrebbe, secondo il piano del nuovo acquirente e il quadro normativo disegnato dal precedente governo, migliaia di lavoratori in cassa integrazione senza una prospettiva occupazionale e per un tempo ben definito, il 2023. Le bonifiche e i processi di decontaminazione sarebbero inoltre assegnati a circa 300 lavoratori e, ad oggi, non sappiamo nemmeno le modalità con cui dovrebbero essere individuati.

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Il sindacato chiede "clausole più restrittive sul versante del piano ambientale [...] Rimane ancora irrisolta l’emergenza amianto all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, ci sono infatti circa 3700 tonnellate censite di matrice friabile e i tempi di bonifica sono troppo lunghi. Non si può aspettare il 2023 e riteniamo fondamentale estendere i benefici previdenziali fino al compimento delle bonifiche".

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"Non è oltretutto indifferente che nei giorni scorsi ci sia stato un cambio al comando del Ministero dello Sviluppo Economico, riteniamo ora indispensabile che il nuovo ministro ascolti le organizzazioni sindacali e riattivi il tavolo ministeriale con il futuro acquirente. Come Fiom ribadiremo al neo ministro Di Maio le nostre rivendicazioni su quelle che sono le priorità, affinché Ilva continui a produrre salvaguardando l’occupazione, l’ambiente e la salute dei lavoratori e dei cittadini".

"Italia, non privarti dell'Ilva"

"Ilva è l'acciaieria più grossa d'Europa. Se gli indiani, che sono un grande player del settore, vengono ad investire molto probabilmente c'è un valore industriale e quel valore industriale è importante per l'industria lombarda, veneta, emiliana e per tutti quelli che trasformano acciaio. Pensare di privarsi di un asset così importante sarebbe come fare un enorme favore a qualche altro competitor europeo". La pensa così il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi.

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