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Lunedì, 15 Aprile 2024
Economia Taranto

Ilva, c'è una cordata alternativa: "Interessati a presentare una nuova offerta"

Una cordata alternativa ad ArcelorMittal sta lavorando a una nuova offerta per l'acciaieria. Confindustria: "Non possiamo più attendere". Di Maio: "La situazione è complessa"

Ci sono aggiornamenti importanti sul futuro dell'Ilva di Taranto. Una cordata alternativa ad ArcelorMittal sta lavorando ad una nuova offerta sull'Ilva. Lo rivela Adnkronos. Fonti vicine ad Acciaitalia infatti, confermano l'interesse di alcuni partecipanti della cordata all'acquisizione del gruppo siderurgico Ilva, soprattutto in relazione alla decisione del governo di trasmettere il fascicolo all'Anac, l'autorità anticorruzione chiamata a valutare la congruità dell'assegnazione ad AmInvestco. E le stesse fonti confermano "la disponibilità a riformulare l'offerta per tenere conto di eventuali specifiche richieste che dovessero arrivare dal governo specialmente per quel che riguarda l'occupazione e l'ambiente".

Sindaco: "L'interesse è positivo"

"Che, nonostante il quadro di incertezza governativa e un presumibile deterioramento degli impianti, ci sia ancora sul mercato interesse per i compendi aziendali di Ilva è un fatto positivo. Onestamente, non so quanto azienda e lavoratori possano ancora tenere dinanzi a nuove lunghe fasi di studio ed istruttorie". Lo dichiara all'Adnkronos il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, commentando la notizia di una cordata alternativa a Mittal che sta lavorando a una nuova offerta. "Ricordo, tra l'altro - aggiunge il primo cittadino - che una gara ad evidenza pubblica ha delle regole e dei vincoli non banali: non si può fare di tutto e in qualunque momento. Resto preoccupato perché la mia priorità, oltre all'occupazione e all'indotto, è rivolta al cronoprogramma delle misure ambientali, non si sta prestando un buon servizio a Taranto con questi ritardi, questa confusione, questi ripensamenti pressoché quotidiani. Attendiamo di vedere atti formali - conclude Melucci - e di valutarli nell'ottica delle priorità sopra espresse".

Confindustria: "Ogni volta siamo al punto di partenza"

"Mi sembra di essere al gioco dell'oca. Ogni volta siamo al punto di partenza. Noi non abbiamo nulla contro Acciaitalia, né contro Mittal. Ci sembra solo assurdo che a 6 anni di distanza dal commissariamento dell'Ilva ancora non si riescano a far partire definitivamente le opere di ambientalizzazione, non si riesca a restituire una fabbrica al mercato e si continui a pensare di procrastinare''. Il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, commenta con amarezza. ''Stiamo aspettando che lo stabilimento chiuda senza voler dire che chiude?'', dice ad Adnkronos. ''Se questo è l'intento, lo capiamo''. A soffrire di questa situazione di incertezza sono naturalmente le aziende dell'indotto. ''Noi non possiamo più avere imprese che non sanno più verso quali orizzonti investire'', spiega.

Ilva primo "vero esame" per il ministro Di Maio: il futuro dello stabilimento è in bilico

"Perché è chiaro che avere una azienda che dà loro lavoro a 200 metri da casa, indirizza gli investimenti dei nostri imprenditori in una certa direzione. Sapere di non averla, li indirizza in altra direzione. Non è una variabile campata in aria. Noi siamo in grossa difficoltà. Da una parte non sappiamo se e quando la fabbrica tornerà a produrre e se tornerà a farlo in maniera ecosostenibile. Noi siamo prima di tutto cittadini di Taranto e vogliamo prima di tutto che la fabbrica venga ambientalizzata. E ovviamente una fabbrica che non si sa che fine fa riesce difficile pensare che qualcuno abbia interesse ad ambientalizzarla. Dall'altro sono passati sei anni ed è il momento di dire 'basta'. Noi non possiamo più attendere e probabilmente avremo bisogno di mettere in campo delle iniziative più importanti di quelle prodotte finora per far capire ai decisori politici che non si può continuare a giocare sulla pelle delle imprese, delle maestranze e dei cittadini di Taranto".

Di Maio: "Non ho intenzione di far scappare nessuno"

"Non ho intenzione di far scappare nessuno ma non vogliamo prostrarci davanti a chiunque si venga a prendere lo stabilimento. Ho chiesto ad ArcelorMiittal controproposte migliorative che possano servire a chiudere la vicenda". Lo ha detto il ministro dello sviluppo e del lavoro, Luigi Di Maio a bersaglio mobile su La7. "Quando lo Stato cede parti di un impianto fa da garante. Ma io la faccia non ce la metto se poi magari tra due anni mi ritrovo con i lavoratori in strada. E' una situazione complessa che voglio gestire con il massimo della responsabilità", prosegue.

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