Venerdì, 5 Marzo 2021
Italia

Italiani schiacciati dalla crisi, vola l'imprenditoria "migrante"

Se in otto anni sono 600mila gli imprenditori italiani che hanno lasciato le proprie aziende, l'imprenditoria straniera è cresciuta arrivando a quasi il 9% del totale. Sono oltre 80mila gli imprenditori cinesi alla guida di una attività in Italia

Se i titolari d`azienda italiani faticano a lasciarsi alle spalle le difficoltà economiche subite in questi ultimi anni, l'imprenditoria straniera presente in Italia gode invece di buona salute e continua ad aumentare. Al 31 dicembre 2017, fa sapere l'ufficio studi della Cgia, gli imprenditori stranieri (soci, titolari, amministratori) operanti in Italia hanno toccato quota 805.477 (+2,5% rispetto al 2016) e l'etnia più numerosa è diventata quella cinese.

Alla fine dell`anno scorso, infatti, gli imprenditori cinesi alla guida di una attività in Italia erano 80.514, seguiti da 79.391 marocchini, da 77.082 romeni e da 46.974 albanesi.

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Nel complesso l'imprenditoria straniera aumenta e nel 2017 è stata pari all'8,8% del totale Italia. Nel 2009 la quota era del 6,2% (in termini assoluti pari a 599.036). Nello stesso arco temporale, invece, gli imprenditori italiani sono scesi da 8,9 a meno di 8,3 milioni (pari al -7,5%).

"Sebbene in alcune aree del nostro Paese esistano delle sacche di illegalità riconducibili all`imprenditoria cinese che alimentano l'economia sommersa e il mercato della contraffazione - dichiara il coordinatore dell`ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo - non dobbiamo dimenticare che da sempre i migranti cinesi si sono contraddistinti per una forte vocazione alle attività di business".

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Come analizza l'associazione dei piccoli imprenditori sono proprio gli imprenditori cinesi i più abili nell'impiegare le reti etniche per realizzare i proprio progetti economici. 

I settori maggiormente interessati dalla presenza degli imprenditori provenienti dall'impero celeste sono il commercio/venditori ambulanti, con 26.200 titolari, il manifatturiero, con poco più di 20.000 soggetti (quasi tutti impiegati nel tessile-abbigliamento e calzature) e la ristorazione-alberghi e bar, con oltre 18.000 imprenditori. Ancora contenuta, ma con un trend di crescita molto importante, è la presenza di imprenditori cinesi nel settore dei servizi alla persona, ovvero tra i parrucchieri, le estetiste e i centri massaggi: il numero totale sfiora le 6.000 persone, ma tra il 2016 ed il 2017 l'aumento è stato di quasi il 10%.

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