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Domenica, 16 Giugno 2024
Non mettono mai la faccia

Gli imprenditori stagionali che lanciano il sasso e nascondono la mano

L'ennesimo appello degli imprenditori del settore stagionale che lamentano la difficoltà a reperire lavoratori. Eppure nessuno vuole esporsi pubblicamente, nessuno vuole dire nero su bianco quello che offre

"Dalla ristorazione al settore della balneazione, gli imprenditori fanno fatica a trovare personale stagionale qualificato". Inizia così un comunicato stampa che ho ricevuto in redazione qualche settimana fa. Il mittente era una sezione provinciale di Confcommercio che segnalava "una problematica che sta mettendo in difficoltà le imprese stagionali ma non solo". Secondo un sondaggio di Fipe Confcommercio (la Federazione italiana Pubblici esercizi), spiegava la nota stampa, in tutta Italia mancano migliaia di addetti, soprattutto figure professionali che non si trovano per il settore turistico. "Ma trovarle non è facile: per il 30% delle figure richieste ciò dipende dal numero ridotto di candidati, mentre per il 13,8% il motivo principale è l'inadeguatezza dei curriculum presentati", lancia l'allarme la confederazione di imprenditori. Le figure più ricercate sono quelle che riguardano camerieri di sala, cuochi e aiuto cuochi, banconisti di bar e di gelateria.

Il comunicato prosegue sottolineando la necessità di sviluppare una strategia condivisa con istituzioni, parti sociali e imprese per avvicinare soprattutto le nuove generazioni, "superando definitivamente una logica di mero assistenzialismo che ha reso sempre più complicato l'incontro tra domanda e offerta". A cosa fanno riferimento? È presto detto, ed è un ritornello che conosciamo bene: "Una delle motivazioni che spingono le persone a rifiutare un posto di lavoro è legato al reddito di cittadinanza. Sempre più spesso i lavoratori stagionali decidono di non accettare le proposte lavorative per non perdere i soldi del reddito", accusano gli imprenditori. Al problema di carenza di lavoratori, l'ente di formazione di Confcommercio ha tentato di dare una risposta creando un nuovo portale online in cui gli imprenditori (che non devono necessariamente essere associati a Confcommercio) possono pubblicare le loro offerte di lavoro - in maniera anonima - e in cui, allo stesso tempo, i lavoratori possono candidarsi a quelle offerte, che sono quasi una cinquantina tra addetti alla spiaggia, cuochi, camerieri, baristi e quant'altro.

Conoscendo bene la tematica - avendo lavorato come stagionale in prima persona, avendo fatto un'inchiesta candidandomi a offerte di lavoro sia in Romagna (la mia regione) che nel sud Italia e avendo intervistato tanti ex lavoratori del settore -, ho deciso di approfondire questo ennesimo grido di allarme degli imprenditori cercando di parlare direttamente con alcuni di loro. Essendo le offerte pubblicate in questo nuovo portale anonime, ho contattato l'ente di formazione di Confcommercio che ha creato la bacheca per farmi mettere in contatto con alcuni di questi imprenditori che cercano personale per l'estate, spiegando che avrei voluto intervistarli chiedendo loro quali figure stessero cercando e quali fossero le loro offerte in termini di contratto e retribuzione, per rendere più concreto questo grido d'allarme che, altrimenti, avrebbe rischiato di perdersi nelle centinaia di appelli di questo tipo che ogni giorno leggiamo sui giornali.

La prima telefonata parte subito bene: mi spiegano che si sarebbero informati e mi avrebbero ricontattato, ma che non avrebbero dovuto esserci problemi. Aspetto, invano. Quando li richiamo, la persona dall'altra parte del telefono mi dice di essere troppo impegnata in questo periodo e mi rimanda a un'altra sezione della stessa confederazione, che però a sua volta quando contatto mi spiega di essere estranea alla cosa, dicendomi che avrei dovuto richiamare la persona che mi aveva dato quel riferimento (quella troppo impegnata per intenderci). Nel frattempo erano passate già un paio di settimane e non avevo portato a casa nulla. Riprovo di nuovo il primo numero, e a quel punto la risposta cambia: mi spiegano che non hanno a disposizione l'elenco degli imprenditori che avevano pubblicato offerte di lavoro nel portale creato da loro. A nulla valgono le mie perplessità (se il portale lo avete creato voi che fate da "intermediari" tra imprese e candidati, com'è possibile che non sappiate chi siano quegli imprenditori? Qualcuno dovrà pur esserci no? Altrimenti come li contattate questi imprenditori quando ricevete i curriculum degli interessati?): ma la telefonata finisce con un nulla di fatto.

Decido quindi di telefonare direttamente al presidente della sezione provinciale di Confcommercio, e anche qui la prima telefonata è incoraggiante: mi spiega che la cosa è sicuramente fattibile, che è giusto offrire un contraddittorio agli imprenditori e dar voce a chi fa proposte oneste, "che sono la maggior parte degli imprenditori del settore stagionale". Mi dice che hanno a disposizione quel benedetto elenco, ma che è meglio che io senta prima l'addetto stampa. E ci mancherebbe. Lo chiamo, spiego anche a lui ciò che sto cercando di fare e lui - avendo letto le mie inchieste in cui mi fingevo una lavoratrice in cerca di occupazione per vedere cosa mi offrissero - si assicura che questa volta io voglia fare un altro tipo di articolo. Gli spiego che è esattamente così, che la mia intenzione è quella di trovare almeno 3 o 4 imprenditori (le offerte pubblicate nel portale, ricordiamo, sono una cinquantina) disponibili a metterci la faccia, a dire 'Sono Mario Rossi, titolare del bagno X, dell'hotel Y o del ristoranze Z, cerco camerieri, bagnini o cuochi e i contratti e le retribuzioni che offro sono queste, tutte rispettose dei minimi sindacali, con giorno di riposo, stipendio tutto in busta paga senza fuori busta'. Da quella telefonata passano altre settimane, ci sentiamo tre o quattro volte ma alla fine, dopo quasi un mese, devo arrendermi: nessuno, evidentemente, vuole esporsi pubblicamente. Nessuno vuole dire nero su bianco quello che offre quando dice 'facciamo fatica a trovare personale'. Inevitabile chiedersi il perché.

Il comunicato stampa inviato da Confcommercio titolava 'Alla ricerca dei lavoratori stagionali perduti'. Possiamo dire che anche gli imprenditori, però, non sono pervenuti.

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