Sabato, 25 Settembre 2021
Economia

Lavoro, il prezzo della sicurezza: giù tariffe Inail, ma tagliano i fondi contro gli infortuni

Esulta il ministro Di Maio: "Entrano in vigore le nuove tariffe Inail, più basse del 30 per cento. Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà meno". Ma è una conseguenza del taglio dei fondi (500 milioni) per la formazione e la prevenzione degli infortuni sul lavoro

Il vicepremier Luigi Di Maio a inizio settimana ha esultato su Twitter: "Entrano in vigore le nuove tariffe Inail, più basse del 30 per cento. Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà meno! Meno grida, più azioni concrete". Una buona notizia per le tasche degli imprenditori, certo. Ma è una buona notizia anche per tutti i lavoratori? C'è chi ne dubita, e con qualche ragione a quanto sembra. Infatti il taglio di cui parla il ministro dello sviluppo economico diventa realtà solo in conseguenza al taglio dei fondi (500 milioni circa in un triennio) per la formazione e la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In un Paese in cui circa mille persone all'anno muoiono per infortuni sul lavoro, non sembra una scelta che "guarda lontano".

Giù le tariffe Inail: ma a quale prezzo?

Nessuno mette in discussione che i premi Inail siano un peso per molte aziende, e che il sistema delle tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali necessitasse di un aggiornamento dopo un ventennio circa: sostanzialmente si tratta di una 'tassa' che pagano in tandem impresa e lavoratore per finanziare l'assicurazione e i rimborsi in casi di infortunio durante il lavoro. Era attesa, e c'è stata, la revisione del vecchio sistema dei premi, per aggiornarli alle nuove professioni (i rider, ad esempio). Eliminazione delle voci obsolete, perché relative a un contesto produttivo ormai superato. Ma ciò di cui più si parla in questi giorni è cosa ha reso possibile che gli imprenditori paghino importi più bassi del 30 per cento .

Al lavoro come in guerra: 1133 persone non sono tornate a casa nel 2018 

"Il sistema - dicono dall'Inail - è stato reso più aderente agli attuali fattori di rischio attraverso una razionalizzazione delle voci di tariffa, che si è tradotta nell’eliminazione di quelle relative ad attività obsolete e nell’introduzione di nuove voci che tengono conto dell’evoluzione tecnologica e delle nuove modalità di organizzazione del lavoro. Il taglio degli oneri per le aziende sale a 1,7 miliardi. La revisione ha comportato anche una riduzione del 32,72% – dal 26,53 per mille del 2000 al 17,85 per mille – dei tassi medi nazionali per le imprese, che sono stati calcolati prendendo come riferimento i dati relativi all’andamento infortunistico e tecnopatico nel triennio 2013-2015 e le retribuzioni soggette a contribuzione di competenza nello stesso periodo, mentre il taglio complessivo dell’onere finanziario che ricade sulle aziende è aumentato di circa 500 milioni, fino a 1,7 miliardi di euro".

Tagliati i fondi per la sicurezza e la prevenzione sul lavoro

Il taglio dei tassi medi nazionali per le imprese peserà sui conti dell'Inail per una cifra che supera il miliardo e mezzo di euro. Per metterci una pezza la manovra 2019 contiene tagli su due binari: sia una riduzione dei fondi che le aziende avrebbero dovuto spendere per prevenire gli infortuni, sia un taglio degli sconti per chi metteva in atto miglioramenti per la sicurezza del luogo di lavoro. La novità piace agli imprenditori, ma così si vanno a intaccare i fondi per la sicurezza in un Paese in cui nel solo 2018 sono morte 1133 persone sul lavoro. Gli incidenti sul lavoro con esiti mortali sono stati superiori in quasi tutti i mesi del 2018 rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente. Non c'è spazio per polemiche partitiche su un tema così delicato: sì, dare lavoro costerà (pochissimo) meno agli imprenditori. Ma farlo a scapito di una riduzione, per quanto minima, dei fondi per la formazione e la prevenzione degli infortuni sul lavoro non è un bel segnale. 

Morire sul lavoro: nel 2018 vittime in aumento

Luciano (Civ Inail): "Inopportuno, si può rimediare"

"I dati sugli incidenti sul lavoro dovrebbero far riflettere sull’inopportunità del taglio degli incentivi Inail a supporto della prevenzione per la salute e sicurezza sui posti di lavoro. E’ un errore che va rimediato. Ad ogni incidente mortale che avviene questo errore diventa ancor più drammatico - commenta Giovanni Luciano, Presidente Consiglio di indirizzo e vigilanza Inail - La parziale compensazione per la riduzione delle tariffe dei premi prevista dal Governo non dovrebbe passare da quei fondi. E’ sbagliato, perché si rischia di demotivare le imprese a fare di più per la prevenzione e perché questa verrà incentivata di meno".  

"Le risorse si possono trovare altrove nel bilancio - continua - Invece, adesso, abbiamo il taglio degli incentivi e delle premialità per la prevenzione, e l’aumento risibile e parziale delle prestazioni a favore dei lavoratori. Aumentare di 100 milioni di euro l’anno le tabelle del solo danno biologico in capitale a fronte di 1,5 miliardi in tre anni di taglio delle tariffe è un’operazione iniqua, soprattutto se, ripeto, questo taglio è addirittura compensato parzialmente dai fondi a favore della prevenzione.[...] Si può e si deve rimediare".

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