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Domenica, 5 Febbraio 2023
Gli aumenti

Quanto ci è costata l’inflazione nel 2022: stangata da 2.766 euro

Nel 2022 l'inflazione registra una crescita del +8,1%, segnando l’aumento più ampio dal 1985. Le previsioni per il 2023

L’inflazione ha iniziato a rallentare, pur registrando ancora aumenti a doppia cifra. Il dato preliminare di dicembre rivela (per il momento) che nel mese scorso si è raggiunto il picco massimo sui prezzi e che d'ora in poi grazie al raffreddamento del prezzo del gas (-50% in tre settimane) la situazione potrebbe migliorare. Buone notizie, dunque, se non fosse che il dato sull’inflazione relativa al 2022 registra una crescita del +8,1%, segnando l’aumento più ampio dal 1985. Quanto ci è costata l’inflazione nel 2022? Per una famiglia con due figli si registra una maxi stangata da 2.766 euro, cifra che oltrepassa i 3mila euro per chi ha tre figli.

Prezzi al consumo Istat

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L’inflazione rallenta un po' a dicembre: +11,6% su base annua

Nonostante si registri ancora un rialzo a due cifre, l’inflazione segna a dicembre un leggero miglioramento, passando a +11,6% dal +11,8% di novembre. Poca cosa ma potrebbe essere il segnale che tanto stavamo aspettando, quello che segna un’inversione di tendenza nel rialzo dei prezzi. L’inflazione, infatti, sta diventando un problema davvero difficile da gestire, perché il caro energia va a contagiare tutti i comparti industriali e alimentari, amplificando la corsa dei prezzi a livello generalizzato.

Il dato preliminare dell’inflazione relativo al mese di dicembre 2022, diffuso stamane dall’Istat, si mostra in perfetta linea con i dati comunicati in settimana da Francia, Spagna e Germania. Il rallentamento dei prezzi, dunque, sta interessando buona parte dell’Europa.

Quanto ci è costata finora la crisi dell'energia

Nel 2022 i prezzi sono aumentati del +8,1%, massimo dal 1985

Il dato di dicembre va a chiudere un anno davvero nero sul fronte dell’aumento dei prezzi, visto che in media nel 2022 i prezzi al consumo registrano una crescita pari a +8,1% (+1,9% nel 2021). Si tratta del livello più alto dal 1985 (quando l’inflazione arrivò al +9,2%), principalmente a causa dall’andamento dei prezzi dei beni energetici (+50,9% in media d’anno nel 2022, a fronte del +14,1% del 2021). Al netto di questi beni, nell’anno che si chiude, la crescita dei prezzi al consumo è pari a +4,1% (da +0,8% del 2021).

Per il momento le stime preliminari per il 2023 parlano di un’inflazione acquisita, o trascinamento (ossia la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino al prossimo dicembre) pari a +5,1%, ben più ampia di quella osservata per il 2022, quando fu pari a +1,8%.

Carrello della spesa sui massimi dal 1983

Il carello della spesa risulta essere ancora piuttosto caro, restando sui massimi dal 1983. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona su base tendenziale si portano da +12,7% a +12,6%. Nel 2022 gli italiani hanno speso quasi 13 miliardi in più per acquistare cibi e bevande, sottolinea Coldiretti, evidenziano un aumento medio del 9,1% dei prezzi dei beni alimentari e delle bevande rispetto all'anno precedente.

Tra le categorie di prodotti che hanno pesato di più sull'aumento di spesa degli italiani ci sono la verdura che precede sul podio pane, pasta e riso e poi carne e salumi mentre al quarto posto la frutta precede il pesce, poi latte, formaggi e uova e quindi olio, burro e grassi. Seguono con esborsi aggiuntivi più ridotti le categorie acque minerali, bevande analcoliche e succhi, zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci, caffè, tè e cacao e sale, condimenti e alimenti per bambini.

I prodotti che sono aumentati di più nei supermercati

Inflazione, nel 2022 stangata da +2.766 euro a famiglia

Quelli diffusi oggi "sono dati catastrofici", sostiene l’Unione nazionale consumatori (Unc) che ha calcolato per il 2022 una stangata pari a +2.766 euro per una coppia con due figli: 1.321 per abitazione, elettricità e combustibili, 425 per traporti, 724 per il solo carrello della spesa. "Il primato spetta ancora una volta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una mazzata rispetto al 2021 pari a 3102 euro, 1472 per l'abitazione e 860 per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona", dichiara Massimiliano Dona, presidente Unc.

Solo per bere e mangiare una famiglia media nel 2022 ha dovuto sborsare per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche 513 euro in più rispetto al 2021, cifra che sale a 632 per una coppia con 1 figlio, che arriva a 700 euro per una coppia con 2 figli e che arriva a 836 euro per le coppie con 3 figli. Secondo Dona "la situazione è destinata a peggiorare nel corso del 2023 per via dell'inflazione pari a +8,1%, record dal 1985".

Quanto pagheremo il pane nei prossimi mesi

I consumatori chiedono l’intervento del governo

"I prezzi al dettaglio rimangono ancora a livelli altissimi, e sono destinati a crescere ulteriormente nelle prossime settimane per effetto dello stop al taglio delle accise sui carburanti", sostiene Assoutenti. Il presidente Furio Truzzi chiede al governo Meloni di intervenire inserendo "l'emergenza prezzi tra le priorità dell'esecutivo, varando il taglio dell'Iva sui beni primari come alimentari e generi di prima necessità, e intervenendo sulla tassazione relativa ai carburanti, seguendo l'esempio del suo predecessore Draghi e tagliando le accise che pesano sui costi di una moltitudine di prodotti, considerato che in Italia l'85% della merce viaggia su gomma".

Leggermente più ottimista Confesercenti: "Le notizie sul fronte dei prezzi di gas ed elettricità in calo, dovrebbero far ben sperare in un 2023 che inizia con il piede giusto ma senza facili ottimismi: pesano sul futuro l'aumento del prezzo dei carburanti ed un inverno che, se si dovesse portare a temperature stagionali, potrebbe condurci ad una fase recessiva". L’associazione è preoccupata soprattutto perché "le famiglie hanno quasi terminato le 'scorte' di risparmi con le quali hanno finora sostenuto la spesa, la cui dinamica d'ora in poi sarà guidata sempre più dal potere d'acquisto. Per questo il governo, terminata la fase di emergenza - conclude l'associazione - dovrà garantire interventi decisivi per ridurre innanzitutto la pressione fiscale ed il costo del lavoro, per ridare fiato a famiglie e imprese e sostenere la ripresa della domanda interna".

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