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Martedì, 21 Maggio 2024
Caro vita

L'inflazione torna a correre: +8.3% ad aprile. Le conseguenze sulle famiglie

I prezzi in Italia aumentano più che nel resto d'Europa, ma rallentano i rialzi dei prodotti alimentari

Un aumento del +0,5% su base mensile e del +8,3% su base annuale che avrà sicuramente ripercussioni sulle tasche degli italiani. Nel mese di aprile l'inflazione torna a correre in Italia più di quanto accada nell'Eurozona che fa segnare, a nostra differenza, un rialzo del "solo" 7%.

Tra le cause si registra il netto rialzo dei beni energetici non regolamentati che, nel nostro Paese, fanno toccare un balzo significativo (da +18,9% di marzo a +26,7% su base annuale). Di cosa parliamo? Di quel vasto settore che comprende, ad esempio, i carburanti per gli autoveicoli, i lubrificanti, i combustibili per uso domestico non regolamentati e l'energia elettrica mercato libero. Tradotto: il prezzo degli spostamenti e delle bollette per le famiglie italiane è tornato (e tornerà) a lievitare verso l'alto. 

Perché le bollette del gas di aprile potrebbero essere più care

Buone notizie invece per quanto riguarda il settore dei beni alimentari che, secondo Coldiretti, rallentano la loro crescita registrando una crescita media del + 12,3% (rispetto al +15,3% di marzo) e per la prima volta scendono al +7,9% per i listini dei vegetali freschi. Ma il timido calo dell'aumento su base mensile non riempie certo la spesa degli italiani che, oggi come mai, puntano sempre più sul risparmio. 

Per difendersi dagli aumenti 8 italiani su 10 (81%) hanno preso l'abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti. E secondo l'analisi Coldiretti/Censis  a cambiare sono anche i luoghi della spesa. Infatti il 72% degli italiani si reca e fa acquisti low cost nei discount, mentre l'83% punta su prodotti in offerta, in promozione.

E il trend si traduce automaticamente in una contrazione netta dei consumi che, da un lato è indice di meno potere d'acquisto da parte degli italiani, dall'altro mette in crisi anche le imprese come denunciato da Confesercenti: "L'attuale debolezza dei volumi di consumo, che stagnano intorno al meno 5%, e' inoltre un fattore di rischio per l'intero sistema agroalimentare italiano, rappresentato da numerose filiere di eccellenza, cosi' come per le nostre imprese". 
 

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