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Venerdì, 24 Maggio 2024
Italia nei guai

Inflazione da record, mai così dal 1986: batosta da 3mila euro a famiglia

 L’indice nazionale dei prezzi al consumo fa registrare un nuovo balzo: +1,2% su base mensile, +8% su base annua. Per le associazioni siamo di fronte ad "un'emergenza nazionale", a rischio soprattutto le famiglie meno abbienti

Nuovo balzo dell'inflazione. I dati definitivi relativi al mese di giugno pubblicati dall'Istat mostrano un rialzo che non si vedeva da ben 36 anni. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dell’1,2% su base mensile e dell’8,0% su base annua (da +6,8% del mese precedente), confermando la stima preliminare. In un quadro di diffuse tensioni inflazionistiche, l’ulteriore accelerazione della crescita su base tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente da una parte ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +42,6% di maggio a +48,7%) e in particolare degli Energetici non regolamentati (da +32,9% a +39,9%; i prezzi dei Beni energetici regolamentati continuano a registrare una crescita molto elevata ma stabile a +64,3%), e dall’altra a quelli dei Beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,1%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,4% a +5,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +7,2%).

Inflazione, i dati dell'Istat

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +3,2% a +3,8% e quella al netto dei soli beni energetici da +3,6% a +4,2%. Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +9,7% a +11,3%) sia quelli dei servizi (da +3,1% a +3,4%); si ampia, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -6,6 di maggio a -7,9 punti percentuali). L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto a diverse componenti e in particolare ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+6,0%), cui si aggiungono quelli dei Servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli Alimentari lavorati (+1,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,3%) e dei Beni non durevoli (+0,7%). L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +6,4% per l’indice generale e a +2,9% per la componente di fondo.

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L’indice armonizzato dei prezzi al consumo) aumenta su base mensile dell’1,2% e dell’8,5% su base annua (da +7,3% nel mese precedente), confermando la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dell’1,2% su base mensile e del 7,8% su base annua. Nel secondo trimestre 2022 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’Ipca è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa rispetto a quelle con livelli di spesa più elevati (+9,8% e +6,1% rispettivamente).

Secondo l'Istat, le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici agli altri comparti merceologici, nell’ambito sia dei beni sia dei servizi. Pertanto, i prezzi al consumo al netto degli energetici e degli alimentari freschi (componente di fondo; +3,8%) e al netto dei soli beni energetici (+4,2%) registrano aumenti che non si vedevano rispettivamente da agosto 1996 e da giugno 1996. Al contempo, l’accelerazione dei prezzi degli alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto “carrello della spesa” (+8,2%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu +8,6%).

Unc, la classifica degli aumenti

Una situazione drammatica, che si tramuterà nell'ennesima stangata per le famiglie italiane, come denunciato dal presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona: "Italia nei guai! Un'emergenza nazionale che in assenza di un Governo in carica non può che aggravarsi ulteriormente. Il taglio delle accise dei carburanti ad esempio scade il 2 agosto, il che vuol dire che dal 3 agosto, tra meno di 20 giorni, la benzina arriverà, per il self service, stando agli ultimi dati Mite, al record storico di 2 euro e 33 cent, mentre il gasolio a 2 euro e 29 cent, mentre per il servito si raggiungerà il primato di 2 euro e 46 cent per la benzina e 2 euro e 42 cent per il diesel, con devastanti ripercussioni sui costi di trasporto e di distribuzione dei prodotti, soprattutto alimentari, che si infiammerebbero ulteriormente. Entro il 30 settembre, poi, va fatto un nuovo intervento sulle bollette di luce e gas, altrimenti dal 1° ottobre scatterebbe nel quarto trimestre una stangata tale da mandare definitivamente sul lastrico le famiglie meno abbienti".

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"Secondo i dati Istat di oggi, anche l'energia elettrica nel mercato libero è ormai esplosa con un rialzo rispetto a maggio del 7,6% e un incremento tendenziale dell'87,5%, che equivale per una famiglia media ad un rincaro annuo pari a 553 euro - prosegue Dona - L'inflazione a +8% significa, per una coppia con due figli, una batosta complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2.658 euro su base annua, 1.061 per Abitazione, acqua ed elettricità, 600 euro per i Trasporti, 692 per prodotti alimentari e bevande, 714 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale è pari a 2.469 euro, 999 per l'abitazione, 562 per i trasporti, 625 euro per cibo e bevande. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2.082 euro, 963 per l'abitazione, 396 per i trasporti, 508 euro per mangiare e bere. Ma il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una scoppola pari a 2.978 euro, 827 solo per il cibo".

Codacond: "Stangata da oltre 3mila euro a famiglia"

Anche secondo il Codacons siamo di fronte a un'emergenza nazionale  che avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie: "Le nostre peggiori previsioni trovano purtroppo conferma nei dati Istat - spiega il presidente Carlo Rienzi - L’inflazione all’8%, considerata la totalità dei consumi di una famiglia, si traduce in una stangata da +2.457 euro annui per la famiglia “tipo”, e addirittura +3.192 euro annui per un nucleo con due figli". "Rincari che determinano inoltre una vera e propria stangata sulle vacanze estive degli italiani, senza dubbio le più costose degli ultimi 50 anni - il presidente Carlo Rienzi - Basti pensare che le tariffe delle strutture ricettive, in base ai dati Istat, crescono in media del +18% rispetto allo scorso anno, i prezzi dei biglietti aerei si impennano addirittura del +90,4% su base annua, aumentando in un solo mese del +23,8%”. Una inflazione che non è omogenea sul territorio, e che penalizza in particolare alcune aree del paese. Basti pensare al picco del Trentino Alto Adige, che a giugno registra un tasso del +9,3%, con una maggiore spesa che su base annua raggiunge quota +3.339 euro a nucleo residente.

Assoutenti: "Una tragedia, ad agosto potrebbe arrivare a quota +10%

In allarme anche Assoutenti, secondo cui nei prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente: "L’inflazione raggiunge a giugno il livello più alto degli ultimi 36 anni, rappresenta una tragedia per le tasche dei consumatori e deve portare il Governo ad adottare provvedimenti urgenti a tutela delle famiglie e del loro potere d’acquisto". "I prezzi dei prodotti alimentari registrano nell’ultimo mese una impennata record, aumentando del +9% rispetto allo scorso anno e addirittura del +1,1% in un solo mese - spiega il presidente Furio Truzzi - Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +674 euro annui. Siamo in presenza di un vero e proprio allarme destinato purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi, con l’inflazione che potrebbe raggiungere già ad agosto quota +10%, toccando i livelli massimi per il nostro paese - prosegue Truzzi - Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a quella che è una emergenza, deve adottare misure straordinarie a tutela delle famiglie e dell’economia, bloccando subito il prezzo dei carburanti e ricorrendo a tariffe amministrate per i beni primari come gli alimentari e l’energia".

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