Pensioni, conti Inps fuori controllo: l'assegno "medio" a 1500 euro

Il segretario della Cgil Maurizio Landini attacca dopo la relazione annuale del presidente dell'Inps: "C'è l'esigenza di una riforma previdenziale che superi davvero la legge Fornero". Tridico rilancia: "Serve un fondo integrativo targato Inps"

Il presidente dell'INPS, Pasquale Tridico (S) con il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, nel corso della presentazione della Relazione Annuale dell'INPS a Montecitorio, Roma, 10 luglio 2019. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Un fondo integrativo targato Inps. Questa la sfida lanciata dal presidente dell'Istituto di previdenza, Pasquale Tridico, nella sua relazione annuale alla Camera che ha auspicato la creazione di una forma di previdenza complementare pubblica gestita dall'Inps, volontaria e alternativa alle forme complementari private.

"Oltre a garantire una prudente gestione dei fondi, l'obiettivo dovrebbe essere quello di sostenere una maggiore canalizzazione degli investimenti in Italia. È curioso che il maggior ente di previdenza europeo non abbia un proprio fondo integrativo pubblico. Nel 2018 i fondi pensione gestivano risorse per 167,1 miliardi, pari al 9,5% del Pil molti dei quali investiti all'estero."

Se questo è l'auspicio molto altro viene evidenziato nel dossier presentato da Tridico dove si mette in evidenza come nel giro dei prossimi quarant'anni la popolazione complessiva italiana passerà dagli attuali 60 milioni di residenti a circa 46 milioni (come peraltro già indicato dalle stime istat)

"Non c'è dubbio che una delle sfide dei prossimi anni sarà quella di tornare a sostenere le famiglie con figli".

Pil, l'Ue conferma le stime: Italia lumaca d'Europa 

Contestualmente l'inps mette in evidenza come gli indici di crescita dell'economia italiana nel corso dell'ultimo anno hanno evidenziato un netto e progressivo indebolimento della domanda e le previsioni disponibili indicano il persistere nei prossimi trimestri di un trend sul filo tra stagnazione e recessione.

I conti dell'Inps: l'assegno "medio" è di 1500 euro

Tutto ciò pesa sui conti dell'istituto di previdenza che eroga ogni mese assegni a 15.426.847 pensionati Inps per un importo lordo medio di 1.548,86 euro. 

Il risultato economico di esercizio è pari a -7,839 miliardi di euro, in diminuzione di 855 milioni rispetto al risultato economico di -6.984 milioni dell'anno 2017. Occhio anche al differenziale di cassa (differenza tra riscossioni al netto delle anticipazioni e pagamenti) negativo per 4.899 milioni coperto per 2.513 milioni con le anticipazioni dello Stato e per 2.386 milioni con le giacenze di cassa dell'Istituto.

Sul fronte del lavoro l'Inps sottolinea come in riferimento al numero di occupati sia stato conseguito il recupero dei livelli pre-crisi, tuttavia l'obiettivo è stato raggiunto grazie a un largo uso di contratti di part-time involontari (20% degli occupati contro il 15% del 2008). Dati che spiegano l'apparente contraddizione del recupero del numero di occupati a fronte di livelli di unità di lavoro, ore lavorate e Pil ancora inferiori a quelli del 2007.

Occhio anche al lavoro nero: gli ispettori hanno scovato solo nell'ultimo anno oltre 37mila lavoratori irregolari. 

L'impatto del decreto dignità, rdc e quota 100

Nella relazione Inps si illustrano anche i risultati e gli effetti delle principali novità introdotte nel primo anno del Governo Conte. Se il decreto Dignità ha determinato consistenti effetti di sostituzione tra lavoro a termine (in calo) e lavoro a tempo indeterminato (in crescita, trainato dalle trasformazioni), ancora lontani dagli obiettivi sono i risultati del reddito di cittadinanza: a fine giugno risultano percettori di reddito o di pensione di cittadinanza circa 840 mila nuclei (di cui oltre 102.833 destinatari di pensioni di cittadinanza) per un numero complessivo di individui che supera i 2 milioni. L'importo medio del reddito di cittadinanza cresce da un minimo di 387 euro mensili a un massimo di circa 626 euro in corrispondenza dei nuclei con cinque componenti.

Rispetto al valore massimo dei beneficiari del Rei, raggiunto nel dicembre 2018, i nuclei beneficiari di Rdc/Pdc sono, a fine giugno, più del doppio; analoga distanza si registra per l'importo medio mensile del beneficio (239 per il ReI, 490 per Rdc/Pdc).

Per quanto invece riguarda lo scivolo pensionistico introdotto da quota 100 la relazione Inps mette in evidenza come alla fine del mese di giugno siano pervenute 154.095 domande e alla fine dell'anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205.000, un numero di beneficiari inferiore del 29% a quello che era stato stimato. (290.000 per il 2019). Tridico ha anche chiarito che mediamente l'importo della pensione mensile per le domande accolte è pari a circa 1.900 euro, con scostamenti che dipendono dal genere e dall'area geografica: "il genere femminile percepisce una pensione inferiore a quella media del 22,1% nel settore privato e di solo il 5,9% nel settore pubblico; l'importo medio mensile regionale lordo più alto risulta pari a 2.371 euro in Lombardia, quello più basso, pari a 1.649 euro, in Basilicata".

Insp, Cgil: "Ridurre tasse su lavori e pensionati"

"La relazione annuale del presidente dell'Inps evidenzia quanto siano gravi le disuguaglianze nel nostro paese e sottolinea l'esigenza di una redistribuzione del reddito più equa a favore del lavoro". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, secondo cui "le parole di Tridico rafforzano la richiesta di Cgil, Cisl e Uil: un intervento immediato per ridurre le tasse sui redditi dei lavoratori e dei pensionati, coloro che in questi anni sono stati i più penalizzati, e una vera lotta all'evasione fiscale".

"Altra questione significativa emersa dalla relazione è il riconoscimento che la spesa previdenziale italiana non solo non è fuori controllo, ma si colloca al di sotto della media europea. Su Quota 100 finalmente anche l'Inps riconosce che la platea coinvolta è di molto inferiore a quella prevista, così come la Cgil ha stimato per prima".

"Tutto questo - aggiunge Landini - conferma l'esigenza e la sostenibilità di una vera riforma previdenziale che superi la legge Fornero e che dia una risposta vera a tutti i lavoratori, a iniziare dai giovani, dalle donne, da chi fa lavori poveri, discontinui o gravosi, dai precoci e risolva definitivamente la questione esodati".

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