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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Pubblica amministrazione

I 218mila posti di lavoro messi a rischio dall'intelligenza artificiale

Lo scenario descritto nello studio "L’impatto dell’intelligenza artificiale sul pubblico impiego" di Fpa: il 57% dei lavoratori saranno altamente "esposti", con una grossa fetta di "vulnerabili" che rischiano di essere rimpiazzati dalla tecnologia

L'intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto devastante su alcuni settori lavorativi, e la pubblica amministrazione non è esclusa da questo pericolo, anzi. Dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici italiani, il 57% è "altamente esposto" agli effetti dell'IA sul proprio lavoro, che sarà interessato da una forte interazione tra le mansioni svolte e quelle che gli algoritmi sono in grado di svolgere. Ben 1,8 milioni di lavoratori a ogni livello, dai tecnici ai dirigenti, fino agli architetti, i legali e gli assistenti amministrativi. Il 12% di questi, circa 218mila unità, rischia invece una vera e propria sostituzione, uno scenario drammatico che si tradurrebbe nella perdita dell'occupazione per molte persone.

Il numero dei "vulnerabili" emerge dalla ricerca "L’impatto dell’intelligenza artificiale sul pubblico impiego" presentata da Fpa, società del gruppo Digital360, al Forum Pa 2024 a Roma: "Di fronte a un simile impatto, la pubblica amministrazione è chiamata aduna riforma strutturale - aggiunge Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA commentando la ricerca-. Serve una revisione dei processi di formazione, orientata allo sviluppo di competenze come creatività, adattabilità, pensiero critico e laterale e soft skill, che possono qualificare il lavoro liberato da mansioni ripetitive e routinarie. A livello organizzativo, bisogna abbandonare la logica gerarchica e burocratica per introdurre la flessibilità necessaria a gestire il cambiamento. Mentre la dirigenza è chiamata ad abbandonare la cultura dell'adempimento verso una per obiettivi e risultati".

Un impatto forte e probabilmente inevitabile, come sottolineato da Gianni Dominici, ad di Fpa: "L'intelligenza artificiale sta tracciando i confini di un nuovo modo di concepire il lavoro pubblico.  L'impatto nella Pa sarà forte sia in termini qualitativi che numerici ed è destinato via via ad intensificarsi con i progressi delle soluzioni IA. La prima grande ondata di trasformazione del settore pubblico negli ultimi 15 anni è stata determinata dalla spending review adottata dal 2007, che ha comportato una diminuzione dei dipendenti pubblici e un calo di investimenti in formazione".

"L'adozione dell'IA è un processo inarrestabile - ha concluso  Andrea Rangone, presidente di Digital360 -. Una sfida tecnologica che riguarda tutti, imprese, cittadini e anche la Pa, dove il ricorso ad algoritmi intelligenti può rivelarsi una potente leva di innovazione, in grado di ripensare l'organizzazione del lavoro, come la gestione e l'erogazione dei servizi. La capacità di governo dei processi di innovazione sarà fondamentale nella gestione di questo paradigma che, se sostenuto da competenze adeguate, può essere un elemento di discontinuità per tutte le amministrazioni".

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