Mercoledì, 3 Marzo 2021

Irpef, conto da 171 miliardi (sulle spalle di pochi)

Secondo l'ultimo Osservatorio di Itinerari previdenziali, il peso del fisco continua ad essere sulla spalle di un numero ristretto di cittadini: ecco tutti i numeri

Foto di repertorio

I contribuenti che presentano la dichiarazione (e i versanti) aumentano, ma cresce anche il reddito dichiarato e l'Irpef complessivo. Eppure, al netto dei bonus, il macigno fiscale continua a gravare soltanto su una fetta ristretta di persone. Il 13,07% dei contribuenti con redditi da 35mila euro in su versa circa il 58,95% di tutta l'Irpef. Un conto da 171 miliardi che grava sulle spalle di pochi. Così l'ultimo Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate, curato dal Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali e sostenuto da Cida-Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità, conferma la fotografia di un Paese in cui il peso del fisco è sempre più insistentemente sulle spalle di un numero ristretto di cittadini.

Giunta alla sua settima edizione e presentata oggi nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida, l'indagine realizza su base annuale un'analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi Irpef, di quelle aziendali relative all'Irap e delle imposte dirette: l'obiettivo, oltre a ottenere una serie di indicatori utili a comprendere l'effettiva situazione socio-economica del Paese, è quello di verificare la sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema di protezione sociale italiano che, per pensioni, sanità e assistenza, è costato nel 2018 462,114 miliardi di euro, pari al 54,14% della spesa pubblica totale e con un aumento strutturale della sola spesa per assistenza di circa 33 miliardi (106 miliardi nel 2018, erano 73 nel 2008).

Il che significa che, per finanziare il sistema di welfare italiano, occorrono, oltre ai contributi sociali quando previsti, anche tutte le imposte dirette, prioritariamente Irpef, Ires E Irap, e un'ulteriore quota di Isost, lasciando le sole imposte indirette da destinare allo sviluppo del Paese. Mentre il totale dei redditi 2018 dichiarati ai fini Irpef tramite i modelli 770, Unico e 730 è ammontato a 879,957 miliardi di euro, con un incremento del 4,98% rispetto agli 838,226 miliardi del 2017, il gettito Irpef generato è stato di 171,63 miliardi, sempre in aumento rispetto ai 164 dell'anno precedente. Di questi circa 172 miliardi, nel dettaglio, 154,35 (pari all'89,93% del totale) sono da imputare all'Irpef ordinaria, 12,31 all'addizionale regionale (pari al 7,17% del totale e sostanzialmente stabili rispetto al 2017) e 4,963 (il 2,89% del totale) all'addizionale comunale, anch'essa in linea con lo scorso anno).

Fisco, tutti i numeri italiani

Su 60.359.546 cittadini residenti in Italia a fine 2018, i contribuenti dichiaranti sono stati 41.372.851, in crescita di 161.515 unità; per contro, i contribuenti versanti, cioè quelli che versano almeno 1 euro di Irpef, sono stati 31.155.444, 482.578 in più rispetto al 2017 ma ancora ben 434.622 in meno rispetto al massimo registrato nel 2011. Nel dettaglio, sempre con riferimento al 2018, i contribuenti delle prime due fasce di reddito (fino a 7.500 euro e da 7.500 a 15mila euro) sono 18.156.997, pari al 43,89% del totale, e versano il 2,42% di tutta l'Irpef; a loro corrispondono 26,490 milioni di abitanti i quali, considerando anche le detrazioni, pagano in media circa 156,7 euro l'anno. Tra i 15.000 e i 20.000 euro di reddito lordo dichiarato, l'Osservatorio individua invece 5,724 milioni di contribuenti, i quali pagano un'imposta media annua di 1.966 euro, che si riduce a 1.348 euro per singolo abitante: per avere un ordine di idee, un'imposta comunque insufficiente anche solo a coprire il costo pro capite della spesa sanitaria (circa 1.886,51 euro). Tra i 20.000 e i 35.000 euro si collocano invece 11.892.615 contribuenti versanti (12,083 milioni i dichiaranti), che pagano una media di 4.555 euro l'anno - 3.122 euro facendo il conto per singolo abitante - e, complessivamente, il 32,07% delle imposte.

Chi paga l'Irpef

Esaminando le dichiarazioni a partire dagli scaglioni di reddito più elevato, sopra i 300mila euro si trova solo lo 0,10% dei contribuenti versanti: 40.880 soggetti, che corrispondono il 6,05% dell'Irpef complessiva; tra 200mila e 300mila euro si colloca invece lo 0,14 % dei contribuenti che versa il 3,06% di tutta I'Irpef. Con redditi lordi sopra i 100mila euro c'è l'1,22%, dei contribuenti, che tuttavia pagano il 19,80% dell'Irpef.

Sommando loro anche i titolari di redditi lordi da 55.000 a 100mila euro, si ottiene che il 4,63% dei contribuenti paga il 37,57% dell'imposta totale e, considerando infine i redditi dai 35.000 ai 55mila euro lordi, risulta che il 13,07% versa il 58,95% di tutta l'Irpef. Sintetizzando e tenendo appunto conto anche dei redditi tra i 20 e i 35mila euro, che tuttavia corrispondono imposte non sempre sufficienti a ''(ri)pagarsi'' tutti i servizi, si arriva a una perfetta sintesi del sistema: il 42% paga circa il 91% di tutta l'Irpef, mentre il restante 58% ne versa solo il 9%.

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