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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Le ipotesi

Irpef: come cambiano aliquote e scaglioni con la riforma del governo Draghi

Le commissioni Finanze della Camera e del Senato concordano che "la struttura delle imposte sui redditi vada sostanzialmente ridefinita". I redditi medi, in particolare quelli tra 28mila e 55mila euro, dovrebbero pagare meno tasse. Cosa prevede la prima bozza della proposta parlamentare

La prima bozza della proposta parlamentare sulla riforma fiscale è ormai quasi pronta. Le commissioni Finanze riunite di Camera e Senato devono redigere un documento unitario da presentare entro il 30 giugno e "concordano che la struttura delle imposte sui redditi vada sostanzialmente ridefinita" con gli obiettivi di "semplificazione e stimolo alla crescita", razionalizzando il sistema tributario. Poi si avvierà il percorso verso la proposta di legge-delega sulla riforma del fisco, che il Consiglio dei ministri dovrà approvare entro il 31 luglio, secondo quanto previsto dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Vediamo come potrebbero cambiare scaglioni e aliquote con la riforma fiscale del governo Draghi, fermo restando che il documento in questione non è ancora definitivo.

"Meno tasse per i redditi tra 28mila e 55mila euro"

Nella bozza della proposta parlamentare sulla riforma fiscale l'attuale sistema Irpef è definito "inefficiente e dannoso". Tra i paradossi dell'attuale Irpef, secondo quanto si legge nella bozza, "per i soli lavoratori dipendenti la media delle aliquote marginali effettive supera il 40% già intorno ai 17mila euro di reddito" e per "oltre il 20% dei lavoratori dipendenti occupati da almeno dodici mesi" le aliquote marginali effettive sono "superiori a quella massima legale (43%)".

Per questo, il documento fissa come obiettivo "l'abbassamento dell'aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28mila-55mila euro e la modifica della dinamica delle aliquote marginali effettive, "eliminando le discontinuità più brusche". Nella prima bozza del documento si parla di tagliare l'imposta sulle persone fisiche per sette milioni di contribuenti.

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Cosa cambierebbe e in che modo? L'obiettivo della revisione delle aliquote marginali effettive Irpef potrà essere raggiunto agendo sul "meccanismo di scaglioni, aliquote e detrazioni per tipologia di reddito, incluso l'assorbimento degli interventi del 2014 e del 2020 riguardanti il lavoro dipendente (bonus Renzi)" riducendo gli scaglioni da 5 a 3, oppure "in subordine" tramite "un sistema ad aliquota continua limitato alle fasce di reddito medie" (il cosiddetto sistema tedesco). Dovrebbe essere prevista l'introduzione di un minimo esente senza obbligo di dichiarazione.

L'ipotesi della riduzione dell'Iva

Sono molte le proposte avanzate nella bozza, da quelle "green" - ad esempio l'Iva sulle auto - alle rate per gli autonomi, fino al superamento dell'Irap per arrivare a un nuovo patto fiscale Stato-cittadini che possa aiutare soprattutto nella lotta all'evasione fiscale. La bozza propone premi per i contribuenti che hanno i conti in regola con il fisco. Sull'argomento dell'Iva, le commissioni Finanze di Camera e Senato ritengono opportuno che la riforma fiscale e quindi il disegno di legge della riforma contenga "una specifica delega al governo per la ridefinizione della disciplina Iva ai fini di una sua opportuna semplificazione e di una possibile riduzione dell'aliquota ordinaria attualmente applicata". 

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