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Sabato, 28 Gennaio 2023
Economia Italia

Istat: classe operaia e piccola borghesia sono scomparse, aumentano le disuguaglianze

Una paese che cambia e invecchia: mai così pochi giovani (0-14 anni) mentre un nato su cinque ha almeno un genitore straniero. Cresce la disparità tra Nord e Sud, donne più istruite ma lontane dai vertici della società. Il rapporto annuale dell'Istat

Addio borghesia, proletariato e lotta di classe, la società italiana è cambiata e ora è suddivisa in nove gruppi sociali distinti in base al reddito equivalente medio e i due più corposi sono quelli delle famiglie di impiegati e di operai in pensione. E' l'Istat a tracciare il nuovo disegno del Bel Paese nel Rapporto Annuale 2017.

Il risultato sono nove gruppi: i giovani 'blue collar' e le famiglie degli operai in pensione con reddito medio; quindi, le famiglie a reddito basso con stranieri, le famiglie a reddito basso di soli italiani, le famiglie tradizionali della provincia e il gruppo formato da anziane sole e giovani disoccupati; infine, le famiglie benestanti di impiegati, le famiglie con 'pensioni d'argento' e infine la classe dirigente. La spesa media per consumo va da un minimo di 1.697 euro per le famiglie a basso reddito con stranieri a un massimo di 3.810 euro per la classe dirigente (la media delle famiglie è 2.499 euro). 

La perdita del senso di appartenenza

Secondo l'Istat, la perdita del senso di appartenenza a una certa classe è più forte per la piccola borghesia e la classe operaia: la prima si distribuisce tra famiglie di impiegati, operai in pensione e famiglie tradizionali della provincia. La classe operaia si è frammentata tra i giovani blue-collar e nelle famiglie a basso reddito. 

"La classe operaia ha abbandonato il ruolo di spinta all'equità sociale mentre la borghesia non è più alla guida del cambiamento e dell'evoluzione sociale". "Una delle ragioni per cui ciò è avvenuto è la perdita dell'identità di classe, legata alla precarizzazione e alla frammentazione dei percorsi lavorativi, ma anche al cambiamento di attribuzioni e significati dei diversi ruoli professionali".

L'Istat indica quindi che su 25,7 milioni di famiglie italiane, più del 40% è costituito da 10.milioni di operai in pensione (5,8 milioni di famiglie) e 12 milioni di impiegati (4,6 milioni famiglie). Se nel primo caso si parla di famiglie unipersonali o formate da coppie senza figli, con al massimo la licenza media e un reddito non distante dal valore medio nazionale, nel secondo caso sono coppie con figli e un tenore di vita buono. La persona di riferimento è donna in 7 casi su 10, ha 46 anni in media, possiede almeno il diploma di scuola superiore (1 su 4 ha la laurea).

Il terzo gruppo più numeroso (3,5 milioni di famiglie e 5,4 milioni di individui) è quello costituito in particolare da anziane sole e poi da giovani disoccupati con un rischio povertàche interessa 4 famiglie su 10.

Alla categoria dei "colletti blu" appartengono 2,9 milioni di famiglie corrispondenti a oltre sei milioni di operai che in 3 casi su 4 ha un contratto a tempo indeterminato, 45 anni di medie e un contenuto rischio di povertà.

Più capacità di spesa per le 5 milioni di "pensioni d'argento", 2 milioni di famiglie che possono contare su un alto livello di istruzione e di reddito.

Le famiglie a basso reddito di soli italiani sono 1,9 milioni per un totale di 8,3 milioni di persone: coppie con più figli, basso titolo di studio e un reddito familiare di circa il 30% in meno della media nazionale che li porta per un terzo a rischio povertà.

Le famiglie a basso reddito con stranieri sono 1,8 milioni, 4,7 milioni di individui che costituiscono il gruppo più giovane della nuova Italia, nella metà dei casi con diploma di scuola superiore e 1 su 10 con laurea, le peggiori condizioni economiche, con uno svantaggio di circa il 40% rispetto alla media e la maggiore incidenza di povertà assoluta (27,9% di famiglie e 34,4 di individui). 

La classe dirigente include 1,8 milioni di famiglie, 4,6 milioni di individui che solo per il 40% hanno figli. Laureati e con un reddito più alto del 70% rispetto alla media. Alla classe dirigente è affidata l'innovazione sociale, in quanto detentrice dei mezzi di produzione e del potere decisionale.

Il gruppo più esiguo è rappresentato da un milione di famiglie tradizionali della provincia, 3,6 milioni di individui, con figli e nonni: rappresenta il gruppo con minor benessere monetario, il percettore di reddito è un uomo, che possiede al massimo la licenza media.

Aumenta il divario tra Nord e Sud

Nel Mezzogiorno sono più presenti i gruppi con profili meno agiati, al Centro-Nord gruppi sociali a medio o alto reddito, anche se le famiglie a basso reddito con stranieri, per scelte lavorative e minori legami terrioriali, risultano prevalentemente collocate nelle zone settentrionali del Paese. 

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