Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia Italia

Un'azienda su 100 cerca personale: mai così bene dal 2010, ma non c'è lavoro per i giovani

Secondo gli ultimi dati Istat le aziende tornano a cercare personale: nel terzo trimestre del 2017 il tasso di posti di lavoro vacanti è pari allʼ1%. Ma per l'Ocse è peggiorato il dato sui giovani

Le imprese tornano a cercare personale, con il tasso di posti di lavoro vacanti che è pari all'1% nel terzo trimestre del 2017, il massimo da quando è iniziata la serie nel 2010. E' quanto emerge dalla stima preliminare dell'Istat che, rispetto al secondo trimestre dell'anno, segna un incremento di 0,1 punti percentuali (dati destagionalizzati). La platea di riferimento comprende i settori dell'industria e dei servizi con almeno dieci dipendenti.

il "tasso di posti vacanti" è un indice "spia", che dà il senso di dove si sta andando. E se le imprese sono interessate a nuovo personale significa che l'economia tira, anche se, in alcuni casi, un valore alto può indicare lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro: le imprese cercano personale che non trovano sul mercato del lavoro, perché magari le competenze richieste sono differenti da quelle disponibili. In linea di massima, quando il tasso dei posti vacanti si alza vuol dire che si sta innescando una ripresa e viceversa. Non è un caso, infatti, che il minimo storico si è toccato nei periodi più bui per il mercato del lavoro.

Tutto bene, non proprio: male l'occupazione giovanile

Per l?Ocse, l'organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica, in Italia è peggiorato il dato sull'disoccupazione giovanile: se il dato europeo è rivisto in calo, il nostro Paese è in forte controtendenza (+0,6 punti, dal 35,1% di agosto al 35,7% di settembre). Peggio ha fatto solo il Portogallo (0,9 punti a 25,7%). 

Nella zona euro, il tasso di disoccupazione è invece calato di 0,1 punti, a 8.9%, nello stesso periodo. Le più notevoli riduzioni vengono segnalate in Lettonia (-0,3, a 7.9%) Belgio (-0,2, a 7,1%), Portogallo (-0,2, a 8,6%) e Repubblica slovacca (-0,2 a 7,2%).

Crisi ha 'prodotto' 3 milioni di disoccupati dal 2008 

La Grecia resta il paese dell'area Ocse con un tasso piu' alto di disoccupazione (al 21%), seguita dalla Spagna (16,7%), Turchia (11,3%) e Italia (11,1%). Tutti gli altri paesi, secondo i dati dell'organizzazione parigina, hanno tassi inferiori al 10%: sono la Repubblica Ceca (2,7%), il Giappone (2,8%) e l'Islanda (2,9%) ad avere quelli piu' bassi. Seguono il Messico (3,3 %) e la Germania (3,6 %). In termini assoluti, all'interno dei 35 Stati membri, ci sono piu' disoccupati negli Stati Uniti (6,8 mln), seguiti dalla Spagna (3,7 mln), dall'Italia (2,89 mln), Francia (2,88 mln), Giappone (1,88 mln), Messico (1,81 mln) e Germania (1,5 mln). In tutta l'area Ocse sono quindi 35,6 mln i senza lavoro: si tratta di un aumento di tre milioni dall'aprile del 2008, cioè da quando è iniziata la crisi finanziaria

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