Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Industria -4 per cento: il grande gelo dell'economia italiana

Mai così male dal 2014: ombre ed incognite che emergono dagli ultimi dati istat e che si proiettano sull'anno in corso

Gelata di fine anno sulla produzione industriale. Dopo Francia e Germania, il grande freddo non risparmia l'Italia dove a dicembre si registra un calo congiunturale del 2,7% e del 4,3% tendenziale. Dati che chiudono un 2019 con un segno meno, il primo dal 2014. A certificare un anno in rosso è oggi l'Istat, dopo le notizie negative giunte venerdì scorso dalla Germania che ha registrato, a dicembre, un tonfo del 3,5% annuo, il più basso dal 2009, e da oltralpe dove il calo è stato del 2,8%.

E oggi arriva anche la doccia fredda sul fronte italiano. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell'1,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nella media del 2019 la produzione è diminuita dell'1,3% sia in termini grezzi che al netto degli effetti di calendario (nell'anno 2019 i giorni lavorativi sono stati gli stessi del 2018). Considerando l'evoluzione congiunturale dello scorso anno, si è registrato un aumento solo nel primo trimestre (al netto dei fattori stagionali), mentre nei successivi si sono avute continue flessioni, con un calo più marcato negli ultimi tre mesi dell'anno. Anche la dinamica tendenziale dell'indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per quasi tutti i mesi del 2019.

Quanto a dicembre, sono marcate, rileva l'Istat, le diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: giù i beni intermedi (-2,8%), l'energia e i beni di consumo (-2,5% per entrambi i raggruppamenti) e i beni strumentali (-2,3%). Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2019 si registrano accentuate diminuzioni per i beni intermedi (-6,6%), l'energia (-6,0%) e i beni strumentali (-4,7%); un decremento più contenuto si osserva per i beni di consumo (-0,8%).

Un quadro, quello tratteggiato dall'Istat, carico, dunque, di ombre ed incognite che si proiettano sull'anno in corso, tanto più preoccupanti alla luce dell'emergenza dell'epidemia del coronavirus, e che ha visto la reazione immediata di imprese, sindacati, associazioni dei consumatori.

"Non basta a giustificare il brusco arretramento della produzione industriale italiana nel 2019 l'andamento generalmente negativo degli altri principali partner europei. Né motivi esterni, dalla Brexit al coronavirus, che lo scorso anno non avrebbero potuto influenzare l'economia. Anche i dazi sono al momento una preoccupazione più che una realtà", afferma la Cna che chiede al Governo di intervenire con forza e immediatezza al fine di innescare una decisa retromarcia rispetto a una situazione che, applicando gli standard del Pil, si potrebbe definire recessiva"

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