Pochi laureati e senza lavoro: Italia fanalino di coda in Europa

La drammatica fotografia dell'Istat: siamo agli ultimi posti per il livello di istruzione e anche per il numero di laureati che trovano un'occupazione. Ma c'è un dato sorprendente: al Sud ci sono più vantaggi occupazionali rispetto al Centro-Nord

Foto di repertorio

Istruzione e lavoro: due problemi molto seri per l'Italia che un tempo era patria di santi, poeti e navigatori. Ad oggi, purtroppo, siamo tra gli ultimi Paesi in Europa per il livello di istruzione, ma anche per chi studia la situazione non è delle migliori: il livello di laureati che trovano lavoro è superiore soltanto a quello della Grecia, ben lontano dalla media Ue. Questi sono soltanto due dei preoccupanti dati contenuti nel rapporto Istat sui livelli di Istruzione e occupazionali in Italia nel 2019.

Laureati senza lavoro, Italia meglio soltanto della Grecia

Secondo i numeri dell'Istituto di Statistica, il tasso di occupazione della popolazione laureata residente in Italia è superiore solo a quello greco ed è di ben 5 punti più basso di quello medio europeo (81,4% verso 86,3%); tale differenza si riduce al crescere dell'età ma si annulla solo nelle classi di età più mature, dai 50 anni in su. Nel nostro paese, dunque, le opportunità occupazionali sono minori anche per coloro che raggiungono il più alto livello di istruzione, ma il ''premio'' che ne deriva, inteso come la maggiore occupabilità al crescere del titolo di studio conseguito, è elevato e in linea con quanto si osserva nella media dell'Unione.

Istruzione, Italia fanalino di coda in Europa

Gli italiani sono anche gli ultimi in Europa per livello di istruzione. Il 62,2% delle persone tra i 25 e i 64 anni in Italia ha almeno il diploma, nell'Ue il 78,7%. La quota di popolazione con titolo di studio terziario continua a essere molto bassa: il 19,6% contro il 33,2% dell'Ue.  "La quota di popolazione tra i 25 e i 64 anni in possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore è il principale indicatore del livello di istruzione di un Paese - spiega - Il diploma è considerato, infatti, il livello di formazione indispensabile per partecipare con potenziale di crescita individuale al mercato del lavoro.

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Scuola e lavoro, le differenze tra uomo e donna

Nel mercato del lavoro nonostante i livelli di istruzione delle donne siano più elevati, il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (56,1% contro 76,8%) evidenziando un divario di genere più marcato rispetto alla media Ue e agli altri grandi Paesi europei. Lo svantaggio delle donne si riduce tuttavia all'aumentare del livello di istruzione: il differenziale, che tra coloro che hanno un titolo secondario inferiore è pari a 31,7 punti, scende a 20,2 punti tra i diplomati e raggiunge gli 8,2 punti tra i laureati. Le donne in possesso di un diploma hanno un tasso di occupazione di 25 punti superiore a quello delle coetanee con basso livello di istruzione (un vantaggio doppio rispetto agli uomini) e la differenza tra laurea e diploma è di 16,6 punti (scarto di oltre tre volte superiore a quello maschile).

Sui ''premi'' occupazionali incide sia la maggiore spendibilità nel mercato del lavoro dei titoli di studio più alti (tra i 25-64enni, il tasso di disoccupazione per chi ha un basso titolo di studio è più che doppio rispetto a chi ha la laurea), sia il maggiore interesse alla partecipazione al mercato del lavoro (il tasso di inattività è circa tre volte più alto).

Lavoro, la sorpresa: più vantaggi al Sud

Nel Mezzogiorno, i vantaggi occupazionali dell'istruzione sono maggiori rispetto al Centro-Nord; in particolare le donne residenti al Sud che raggiungono un titolo terziario aumentano considerevolmente la loro partecipazione al mercato del lavoro e riducono il divario con gli uomini e con le donne del Centro-nord. Ciononostante, i tassi di occupazione nel Mezzogiorno restano molto più bassi che nel resto del Paese e quelli di disoccupazione molto più alti, anche tra chi ha un titolo di studio elevato. 

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La popolazione residente nel Mezzogiorno è meno istruita rispetto a quella nel Centro-nord: poco più della metà degli adulti ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore e nemmeno uno su sei ha raggiunto un titolo terziario (al Centro oltre i due terzi è almeno diplomato e quasi uno su quattro ha conseguito la laurea). Le differenze territoriali nei livelli di istruzione permangono, indipendentemente dal genere.

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