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Sabato, 20 Aprile 2024
Cercasi partner

Il futuro (incerto) di Ita 

La compagnia aerea, dopo un avvio flop, è alla ricerca di alleanze: mentre Lufthansa prende tempo, si spegne l'ipotesi Air France-Klm

Dopo l'avvio stentato, anche a causa della pandemia, il futuro di Ita Airways, la compagnia aerea nata dalle ceneri di Alitalia, è a dir poco incerto. Il neonato vettore, che ha spiccato il volo lo scorso 15 ottobre con flotta e rotte molto ridotte rispetto alla precedente compagnia di bandiera, è alla ricerca di nuovi partner per allargare il suo raggio d'azione. Un'operazione non semplice, anche alla luce delle poche manifestazioni d'interesse presentate fino ad oggi. Se da un lato l'opzione di un sodalizio con Air France-KLM non potrà concretizzarsi, dall'altra prende quota l'ipotesi Lufthansa.

Lufthansa prende 90 giorni per decidere

Lufthansa ha confermato la trattativa con il gruppo Msc attraverso un portavoce della compagnia, dopo che ieri Ita Airways ha annunciato di aver ricevuto una manifestazione di interesse da Msc e Lufthansa per acquisire la maggioranza della compagnia; "Confermiamo inoltre che Lufthansa è il potenziale partner nella possibile acquisizione di una quota di maggioranza da parte di Msc in Ita, utilizzeremo i prossimi 90 giorni per esplorare tutte le possibili opzioni per una cooperazione, compresa un'eventuale partecipazione". L'ipotesi Lufthansa al momento rimane quella più ''calda'', considerando anche l'interesse della compagnia tedesca per il mercato italiano, considerato da sempre un ''mercato chiave''. 

Gli ultimi dati di gennaio di Cirium, la società di analisi del settore dell'aviazione a livello globale,  mostrano che le compagnie di Lufthansa, includendo Air Dolomiti e la compagnia low cost Eurowings, contano il 57% della capacità in termini di ask (avaliable seat kilometers) sulle rotte Italia-Germania. Nello stesso mese prima della pandemia era di poco superiore al 50%. Dai dati spicca la crescita di Ryanair che passa dal 27,7% pre covid al 32,6% di gennaio 2022. Di fatto un testa a testa con Lufthansa (senza Air Dolomiti e Eurowings) che passa dal 30,5% di gennaio 2019 a 32,5% di questo mese. In base a questi dati, la vecchia Alitalia contava un 6,6% a gennaio 2019 e, due anni dopo, Ita detiene una quota del 5%. Un accordo con Ita permetterebbe a Lufthansa di consolidare la sua posizione in Italia e, in un certo senso, approfittare delle difficoltà del vettore nazionale.

Air France-Klm: il sogno si allontana

Nulla da fare invece per la possibile alleanza con Air France-Klm.  Il gruppo franco-olandese "che non ha mai indicato voler prendere una partecipazione" nella nuova compagnia area italiana anche volendo allo stato attuale delle cose non potrebbe, comunque, farlo. In linea con gli impegni presi con la Commissione Ue, infatti, Air France - Klm non può investire in una compagnia estera fin quando il gruppo non avrà rimborsato almeno il 75% degli aiuti di Stato percepiti. Cosa che invece Lufthansa ha fatto rimborsando integralmente gli aiuti dello Stato tedesco.

Dall'aprile del 2020 gli aiuti ricevuti dal gruppo franco-olandese superano i 14 miliardi di euro: Air France ha ricevuto 9,2 mld (4 mld di prestiti garantiti, 3 mld di prestiti diretti dallo Stato francese, 1 mld di aumento di capitale e 1,2 mld di rinvio di contributi sociali) mentre Klm ha ricevuto 3,4 miliardi di euro (2,4 mld di prestiti garantiti che non sono stati interamente utilizzati e 1 mld di prestiti diretti dallo Stato olandese). Air France - Klm, rivelava 'Les Echos' il 6 gennaio scorso, "dopo due anni di perdita senza precedenti e oltre 14 miliardi di euro di aiuti di Stato francesi e olandesi, dovrà procedere a un nuovo aumento di capitale per ricostituire i suoi fondi propri e far fronte ai suoi impegni". Air France - Klm, spiegava il quotidiano economico francese, "avrebbe bisogno, idealmente, di 6 miliardi di euro per ritrovare una situazione finanziaria sana. Altre stime parlano di 4-5 miliardi per ritrovare un livello di indebitamento normale, escludendo il debito contratto nei confronti degli Stati francesi e olandesi. L'unica certezza: il gruppo dovrà procedere a un nuovo aumento di capitale di 1 a 2 mld di euro quest'anno". E lo Stato francese, che ormai sfiora circa il 30% di Air France - Klm, non potrà superare questa quota senza dover lanciare un'opa e quindi "potrà soltanto iniettare il necessario per evitare la diluizione della sua partecipazione sapendo che la Francia si è impegnato nei confronti della Commissione Ue a riportare la sua partecipazione al livello pre crisi, ossia al 14,3%, entro il 2026".

Insomma per il gruppo franco-olandese il rischio è di dover guardare alla partita Msc-Lufthansa senza poter rilanciare. Air France - Klm, in questo momento, sul piatto può mettere solo un rafforzamento della collaborazione che potrebbe non bastare per Ita. 

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