Venerdì, 26 Febbraio 2021

L'Italia che si ribella al lockdown

Ristoratori, baristi, gestori di impianti ma anche semplici cittadini contro le restrizioni in arrivo: "Le chiusure mettono in pericolo posti di lavoro e aziende". C'è anche chi incita a non usare la mascherina e i gruppi no-vax contro i vaccini

Foto da: Gruppo Telegram "Io apro"

Ci sono ristoratori, baristi, esercenti di negozi chiusi ad libitum sul piede di guerra. E poi ci sono i gruppi su Facebook, su Telegram e su Whatsapp. È l'Italia che si ribella al lockdown, o per meglio dire a quella che è un'ipotesi di lockdown totale che finora il governo di Mario Draghi non ha ancora sul tavolo ma che potrebbe diventare improvvisamente d'attualità se la variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2 prendesse improvvisamente piede in tutta la penisola. 

L'Italia che si ribella al lockdown

In quel caso il governo Draghi sarebbe costretto a considerare la possibilità di chiudere tutto ancora una volta come a marzo 2020, seguendo l'esempio di quella Germania guidata da Angela Merkel che ha dovuto fronteggiare un'ondata fortissima a causa del lassismo dei governatori dei suoi laender. Per non ripetere lo stesso errore. Ma in quel caso SuperMario dovrà prepararsi anche a fronteggiare una rivolta sociale che cova oggi sotto le ceneri. E contro la quale mettono in guardia persino virologi come Lorenzo Pregliasco, che in un'intervista rilasciata a La Stampa dice che un nuovo lockdown è impraticabile perché "rischiamo la rivolta sociale". I primi della fila sono i ristoratori: l'altroieri locali aperti e strapieni in quella Liguria che nel frattempo è finita in zona arancione proprio per l'aumento dei contagi. Per questo ieri la Riviera ha sperimentato una domenica di dehor pieni. Il divieto in extremis dei pranzi di San Valentino ha messo a rischio un fatturato di milioni di euro. Molti locali hanno chiuso, doverosamente, altri se ne sono fregati e hanno fatto il tutto esaurito. 

Ieri invece sono scesi direttamente in piazza a Genova, incontrandosi poi con il presidente di Regione Giovanni Toti, è con uno strano incidente: dopo aver bloccato la sopraelevata, oltre un migliaio di rappresentanti si è diretto verso la foce, congestionando tutto il traffico del centro città. Da qui è ritornato verso piazza De Ferrari, districandosi tra le auto in coda. Qualche attimo di tensione di fronte a piazza della Vittoria, prima con un uomo al volante di una vettura bloccata che ha iniziato a suonare il clacson per far spostare il corteo. Poi, con un'altra auto che, facendo uno slalom tra i manifestanti, ne ha scontrato una, prima di scappare schiacciando sull'acceleratore. La ragazza è stata prima soccorsa dagli stessi manifestanti, poi è stata chiamata un'ambulanza. Alla manifestazione ha partecipato anche lo chef stellato Ivano Ricchebono:  "Ho dato il là ieri - ha detto lo chef che ha tenuto aperto il ristorante 'The Cook al Cavo' di vico Falamonica, a Genova, per San Valentino nonostante la zona arancione - in modo civile senza dare fastidio a nessuno, anche se a qualcuno avrà pure dato fastidio ma ho ritenuto giusto fare quello che ho fatto". 

Poi ci sono gli operatori del Corno alle Scale, sull'Appennino bolognese, che questa mattina all'alba hanno protestato per il rinvio della riapertura degli impianti sciistici: "Siamo al collasso. Non arriviamo alla fine del mese e stiamo ancora aspettando i ristori dell'anno scorso". "È un'altra doccia fredda- dichiara Clarisse Roda della scuola sci del Corno alle Scale, ai microfoni della Tgr Emilia-Romagna- ormai la delusione è superata dalla rabbia. Vorremmo sapere perché la montagna è aperta per le ciaspole e chi va a piedi, ma non si può andare sulla seggiovia o fare una lezione di sci. Noi non arrivamo a fine mese, siamo al collasso. Stiamo ancora aspettando i ristori dall'anno scorso". Anche a Bolzano circa cento persone, come già avvenuto una settimana fa, si sono radunate in Piazza Magnago, davanti alla sede del consiglio provinciale e della presidenza della giunta, per protestare contro il lockdown. L'iniziativa, è stata promossa dal gruppo "Südtiroler gegen den lockdown". 

Ci sarà un nuovo lockdown con Draghi?

#IoApro: ristoratori, baristi e le altre categorie in pericolo con il lockdown totale

Tutte queste attività chiedono al governo i ristori, ma a quanto pare Draghi non ha intenzione di sussidiare a pioggia tutte le attività: nella bozza illustrata alle forze politiche si parlava delle emergenze del paese: la salute, il fisco, l'istruzione, gli investimenti. E si mettevano nel mirino ristori e bonus: "Gli incentivi - è uno dei suoi capisaldi - devono creare nuovi lavori, non salvare quelli vecchi". Così come secondo il suo pensiero il sostegno pubblico alle aziende non può che essere mantenuto e rafforzato durante una stagione di stagnazione prolungata, ma non per quelle destinate comunque a fallire. Ora che è al governo si vedrà se avrà il coraggio di trasformare in fatti queste parole, soprattutto considerando il comprensibile bailamme che si scatenerebbe con le forze di maggioranza che appoggiano il suo esecutivo (Lega, Pd e M5s finirebbero subito sul piede di guerra). 

italia ribella lockdown 1-2

Foto da: Facebook

Roberto Calugi, direttore di Fipe-Confcommercio, ha detto ieri a La Stampa che nel settore bar e ristoranti sono in bilico 60 mila imprese e 350 mila posti di lavoro. Intanto a Roma sono fermi 37 miliardi di euro, paralizzati dalla crisi di governo. Chiaro che far arrivare liquidità nelle casse di bar e ristoranti sarebbe più che un palliativo: "Delle due l’una: o ci lasciano lavorare o devono aiutarci sul serio – dice al quotidiano Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti –.Siamo l’unico settore che di fatto continua ad essere così penalizzato dalle misure anti-Covid. Dal 26 ottobre non apriamo una sola sera, e con le cene si fanno i due terzi del fatturato. A pranzo si lavora poco e spesso siamo rimasti chiusi. Il ministro Patuanelli aveva assicurato ristori rapidi, ma poi tutto si è bloccato: la frustrazione è tanta e ora sentir parlare di nuovo lockdown fa pensare che questo periodo non finisca mai, non possiamo accettarlo".

Come Salvini vuole usare l'emergenza per far saltare il governo Draghi (o andarsene)

Anche nei gruppi facebook e Telegram l'atmosfera è bollente. C'è chi pubblica le foto della manifestazione di Genova e chi invita alla rivolta: "La città è stata spaccata in due nel traffico per ore. Sono andati ad occupare la sopraelevata sul Porto che non accadeva dal 1975. Avevano gli occhi pieni da guerrieri civili e pacifici al grido di libertà!". C'è anche chi incita a non usare la mascherina per scendere in piazza, secondo un ribellismo che in questo anno di emergenza ha preso piede in maniera bipartizan presso tanti gruppi politici. Nei quali si infiltrano anche altre anime, come quella no-vax che polemizza sulla vaccinazione di massa e sull'obbligo che in realtà nessuno ha mai finora approvato. Poi c'è chi se la prende con Walter Ricciardi: "Vai a lavorare fai il dottore non il politico", "Muori!", scrivono nei commenti all'intervista sulla richiesta di lockdown totale. Nelle sue prime parole da premier incaricato Draghi aveva puntato l'attenzione sulla "coesione sociale" da ritrovare nell'Italia sfiancata dall'emergenza. Ce n'è davvero bisogno. 

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