Giovedì, 16 Settembre 2021
I DRAMMI DELLA CRISI

Gli italiani sono troppo poveri per curarsi

L'ultimo report dell'onlus Banco farmaceutico fotografa un paese in cui persino il costo del ticket è insostenibile e le famiglie sono costrette a risparmiare anche sulla salute: anche l'Italia ha bisogno di "aiuti umanitari"

Che ci fosse la crisi lo sapevamo. Sapevamo anche che il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito drasticamente dal 2008 in poi. Quello che non sapevamo è che ultimamente risparmiare significa anche tagliare le spese sulla salute: nei primi sei mesi del 2014 la povertà sanitaria degli italiani è aumentata del 3,8%. Chi sta male non riesce più nemmeno a pagare il ticket, perché indigente. Per questo per reperire farmaci e medicine si rivolge agli enti caritatevoli, che offrono anche visite gratuite. 

TROPPO POVERI - La triste e inquietante fotografia emerge all'ultimo report della Onlus Banco Farmaceutico, in collaborazione con Acli, Caritas, Cei e Unitalsi. Non a caso il documento si intitola "Donare per curare": dal 2007 al 2013 la povertà assoluta è cresciuta del 93% ovvero il 7,9% delle famiglie e il 9,9% della popolazione non ha più i mezzi per condurre una vita dignitosa. In totale si tratta di sei milioni di persone. Così anche l'acquisto dei farmaci e le spese per le visite mediche è diventato insostenibile dal punto di vista economico.

FARMACI DALLE ONLUS - Nella prima metà del 2014 i farmaci raccolti dagli enti caritatevoli sono stati distribuiti a oltre 3 milioni di cittadini. In particolare sono richiesti soprattutto farmaci per l'apparato respiratorio, per quello gastro-intestinale e cardiovascolare ma anche antinfiammatori e antibiotici. 

UN PROBLEMA NAZIONALE - In tutte le aree geografiche sono stati raccolti soprattutto per adulti (59,3%) ma anche per bambini (22%) e anziani (18,7%). Ancora i cittadini che si rivolgono alle Onlus per problemi di salute sono in maggior parte migranti (60,2%) ma è cresciuta la percentuale di cittadini italiani (39,8%). 

LE ONLUS DA SOLE NON BASTANO - Oltre il 60% delle associazioni intervistate per stilare il report ha sottolineato come gli aiuti che vengono elargiti non siano sufficienti per garantire un'adeguata assistenza: molte delle patologie per cui viene richiesta riguarda patologie di natura psichiatrica, oncologica e ginecologo-urologica. 

UN ALLARME GIA' LANCIATO - In realtà a evidenziare come le cure mediche e i farmaci non fossero più economicamente sostenibili per le famiglie italiane era stata Emergency, che solo nel 2013 aveva offerto sul territorio nazionale 120mila prestazioni, nei suoi poliambulatori mobili. Spiega Andrea Bellardinelli, coordinatore di "Programma Italia", il progetto dell'associazione per agire sul nostro territorio nazionale: 

Nonostante la Costituzione italiana garantisca, con l'articolo 32, cure per tutti, tramite un sistema inclusivo, questo diritto in realtà è disatteso. Negli ultimi anni, i volontari di Emergency hanno registrato una tendenza nuova: oltre ai pazienti stranieri, si presentano agli ambulatori e agli sportelli anche molti italiani. Questo dovrebbe far riflettere chi governa il comparto sanitario di questo paese. Vorremmo una sanità rivolta ai diritti dei pazienti e non ad altri tipi di interessi

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