Giovedì, 13 Maggio 2021

Come gli italiani salvano i risparmi dall'incubo lockdown

Decidono di ridurre tutte le spese "non essenziali" e in questo modo innescano una spirale negativa nell'economia e un circolo vizioso che distruggere la crescita. Per fermarlo il governo deve mettere in campo una strategia che preveda ampio spazio per gli investimenti pubblici

La propensione al risparmio degli italiani è salita nel 2020 al 18,6%, raddoppiando rispetto all'anno prima. I dati della Banca d'Italia, citati dalla Stampa, raccontano un paese impaurito di fronte all'epidemia del coronavirus e all'incubo lockdown che blocca l'economia per preservare la salute. E per questo, spiega il quotidiano, sono diventati più formiche.

Come gli italiani salvano i risparmi dall'incubo lockdown

Questo per motivi precauzionali che per il rischio di contagio che impedisce o rallenta alcune tipologie di consumi come il turismo e le attività ricreative, come segnala il bollettino di Palazzo Koch. Dal quale emerge una previsione piuttosto facile: ovvero che una seconda ondata della pandemia frenerà in maniera significativa i consumi: 

Circa un terzo delle famiglie (percentuale che sale al 47% tra quelle in difficoltà economica) ridurrebbe gli acquisti in negozi di alimentari e di altri beni essenziali se i contagi giornalieri nella propria regione fossero più di 1.000 e non spenderebbe più per alberghi, bar e ristoranti anche in una situazione epidemiologica molto più favorevole (meno di 10 contagi giornalieri).

Da un’indagine svolta su un campione di 4500 aziende si scopre invece che oltre il 40% delle imprese dichiara che quest’anno i propri investimenti saranno minori del previsto: per circa metà di queste la spesa sarà inferiore di oltre un quarto rispetto ai piani iniziali mentre meno di una su due realizzerà gli investimenti pianificati. L’incertezza che regna sia in Italia che a livello globale rischia di avere il predominio su tutto il resto.

Del resto, nonostante un rimbalzo «oltre le stime «del Pil del terzo trimestre (+12, 5%, grazie soprattutto al +30 fatto segnare dalla produzione industriale), il 2020 si chiuderà con una perdita del prodotto interno pari al 10% tanto che per il governatore Ignazio Visco il ritorno ai livelli pre-Covid «potrebbe avvenire non prima di una paio d’anni».

Per salvare i risparmi dall'incubo lockdown gli italiani decidono di ridurre tutte le spese "non essenziali" e in questo modo innescano una spirale negativa nell'economia e un circolo vizioso che distruggere la crescita. Per fermarlo il governo deve mettere in campo una strategia che preveda ampio spazio per gli investimenti pubblici, dice Bankitalia come direbbe John Maynard Keynes. 

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